MAMS e MABEV nessun rinvio .

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Vanishing sails

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Un documentario pieno di passione , storia , colori e seamanship .

Vale la pena spendere qualche euro per guardarlo   ed essere parte di questa incredibile storia raccontata magistralmente da Alexis Andrews.

A Bequia, nei Caraibi , per anni si sono costruite delle barche a vela seguendo la tradizione dei marinai scozzesi che erano arrivati al seguito di Nelson.

Usate per il commercio e per il contrabbando  poco a poco sono diventate una leggenda.

Mastri d’ascia ,uno  soltanto e’ ancora  in attività’ e vorrebbe tramandare ai figli quest antica arte.

Guardate il film

 

http:/http://www.vanishingsail.com

 

Brexit preoccupa i marittimi italiani

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Brexit – How rules on seafarers qualifications will change post Brexit in the event of no deal

The European Commission has issued a Notice to Stakeholders explaining how the current rules relating to seafarers qualifications will change post Brexit in the event of no deal, in terms of the validity of certificates issued by the UK to seafarers. The European Commission has highlighted that the following would change post Brexit in the event of no deal.

VALIDITY OF CERTIFICATES

According to Article 3 of Directive 2008/106/EC seafarers serving on-board a vessel flying the flag of an EU Member State have to hold the requisite certificate of competency or certificate of proficiency (hereafter “certificates”) issued by that Member State, by another EU Member State or by one of the third countries recognised under Article 19 of Directive 2008/106/EC. This Directive applies to all seafarers serving onboard seagoing ships flying the flag of a Member State with the exception of:

(a) warships, naval auxiliaries or other ships owned or operated by a Member State and engaged only on government non-commercial service;

(b) fishing vessels;

(c) pleasure yachts not engaged in trade;

(d) wooden ships of primitive build

The Member State of the vessel recognises the certificates issued to seafarers by the other Member States or the recognised third countries, for such certificates to be valid in that Member State. There are two distinct recognition procedures:

• Article 3 of Directive 2005/45/EC provides that every Member State shall recognise the certificates issued to seafarers by the other Member States: the recognition of these certificates (by the Member State of the vessel) must be accompanied by an ‘endorsement attesting such recognition’.

• Article 19(4) of Directive 2008/106/EC provides that a Member State may decide to endorse the certificates issued by the recognised third countries.

It follows that:

• As of the withdrawal date, the certificates issued to seafarers by the United Kingdom can no longer be presented for an ‘endorsement attesting recognition’ by a EU-27 Member State under Directive 2005/45/EC.

The ‘endorsement[s] attesting recognition’ issued prior to the withdrawal date by EU-27 Member States under Directive 2005/45/EC of certificates issued to seafarers by the United Kingdom will continue to be valid until their expiration. A master or an officer holding an ‘endorsement attesting recognition’ issued by a Member State will be able to continue working on board vessels flying the flag of that Member State. However, they will not be able to change and work on-board a vessel flying the flag of another Member State on the basis of their existing UK- issued certificates, given that the basis for the recognition of their certificates by that Member State (Directive 2005/45/EC) would no longer be applicable.

• As of the withdrawal date, recognition by an EU-27 Member State of certificates issued to seafarers by the United Kingdom will be subject to the conditions set out in Article 19 of Directive 2008/106/EC, in line with the new status of the United Kingdom as a third country.

The Commission makes the point that preparing for the withdrawal of the UK from the EU is not just a matter for Union and national authorities, but also for private parties. Businesses who employ seafarers such as charter companies and shipping companies need to think about how these changes would affect their business, and consider what sort of contingency planning needs to be done in order for the business not to be damaged by these changes. Individual seafarers may also need to take steps to ensure that their qualifications are going to be recognised within the EU-27 in the event of no deal, if that is necessary for their work.

If you work in the marine industry please can you pass this on. Thanks!

The full text of the Notice to Stakeholders (which includes links to references) is available at

European-Commission-notice-to-stakeholders-seafarer-qualifications.pdf45.33 KB

Anche le OOSS s’incazzano!

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Segreteria Nazionale Dipartimento Trasporto Marittimo e Porti
Roma, 13 marzo 2018
A c.a.
E p.c.
Ministero delle Infrastrutture e Trasporti
Comando Generale delle Capitanerie di Porto – Reparto VI Ufficio IV
C.A. (C.P.) Luigi Giardino cgcp@pec.mit.gov.it DGVPTM/Divisione 3
Dott.ssa Stefania Moltoni
dg.vptm-div3@pec.mit.gov.it
Oggetto: formazione lavoratori marittimi, richiesta di incontro.
La presente per evidenziare, sul merito, che il tema in oggetto è da tempo sottoposto ad una serie di Vostri provvedimenti per adeguare il nostro ordinamento che riguardano il lavoro marittimo alle normative internazionali di settore.
È altresì evidente che i continui ricorsi a correzioni in corso d’opera di tali atti sta creando, tra i lavoratori marittimi e non solo, una marcata sfiducia dell’azione amministrativa centrale a cui si aggiunge la persistente e assoluta astrattezza della conoscenza della platea dei lavoratori marittimi a cui si rivolgono gli stessi provvedimenti.
Esplicitiamo alcuni dei temi in questione: la lettera Circolare in relazione ai Corsi Direttivi (rif. Circ. n. 33 del 2 maggio 2017) acquisita da noi informalmente pur essendo – insieme a Cisl e Uil – i richiedenti di tale interpretazione; i corsi Mams e Mabev e i corsi per abilitare la mansione di Ufficiale Elettrotecnico (E.T.O.) a cui si deve aggiungere il tema della riforma del collocamento Gente di mare, rimasta “lettera morta”.
Inoltre non possiamo sottacere anche un problema di metodo, che abbiamo riscontrato nel Vostro modo di agire, afferente al modello relazionale di correttezza reciproca, adottato fino a pochi mesi fa, che appare oggi da Voi superato e sul quale vorremmo approfondirne le motivazioni per adeguarci a questo spirito meno diplomatico.
Infine vogliamo rappresentarVi che si registrano moltissimi e pesanti disagi per i nostri lavoratori, anche di natura finanziaria, che riteniamo a dir poco incomprensibili in un Paese, come il nostro, a vocazione marittima.
Per queste ragioni, con la presente, siamo a chiederVi un urgente incontro che chiarisca le perplessità sommariamente descritte e ci permetta, conseguentemente, di comprendere quale modello di relazioni sindacali intrattenere d’ora in avanti.
In attesa di riscontro salutiamo con cordialità.
Filt-Cgil

ALL49MARE2

Il Sistema nazionale di gestione della Qualità per la Formazione Marittima (Quali.For.Ma),

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MIUR.AOODGOSV.REGISTRO UFFICIALE(U).0001062.22-01-2018

Siamo alle solite ma nessuno li caccia a calci in culo!

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The Meditelegraph

http://www.themeditelegraph.com/it/shipping/shipowners/2018/03/10/marittimi-torna-caos-sui-certificati-EDyUmiOIJs5DFglp7YT2mO/index.html

Genova – Il rischio è «concreto» come lo definiscono i sindacati: migliaia di marittimi potrebbero perdere possibilità di imbarco, opportunità di lavoro a bordo che senza le abilitazioni richieste dalle normative internazionali non potranno essere colte.

Esistono due certificazioni obbligatorie (Mams e Mabev) per alcune operazioni a bordo che la parte di equipaggio preposta a quel compito, deve ottenere – o rinnovare – attraverso un corso. Si tratta peraltro di operazioni relative alla sicurezza, come la conduzione delle scialuppe di salvataggio: «Anche su un requisito così importante per garantire le operazioni di emergenza a bordo delle navi e per portare soccorsi verso altre navi e in favore della tutela dei passeggeri e dei lavoratori – spiega la Filt Cgil – registriamo ancora preoccupanti segnali di difficoltà sui contenuti e sui tempi degli atti formali con i quali il nostro Paese dovrebbe adeguarsi alle normative internazionali di settore». I ritardi sono tutti del ministero dei Trasporti: «Per ottenere le abilitazioni – spiega Maurizio Colombai coordinatore nazionale della portualità della Filt Cgil – è necessario partecipare ai corsi che si tengono in una sola struttura certificata dal ministero, abilitata su tutto il territorio nazionale. I numeri delle richieste sono però troppo alti e i corsi non possono soddisfare tutti, anche se molti marittimi hanno già pagato». Al pasticcio burocratico si deve aggiungere che alcuni marittimi hanno già pagato i circa 1.000 euro per il rinnovo e 2.000 per la nuova abilitazione: «Il ministero avrebbe dovuto organizzare i corsi – dice ancora Colombai – e invece ci ritroviamo nel caos con molti marittimi che perderanno la possibilità di imbarcarsi e lavorare a bordo perché senza certificazione».

Le difficoltà nascono soprattutto «dalla mancanza di un sistema di monitoraggio della platea di marittimi italiani a cui sono rivolti i provvedimenti normativi del Mit – scrive la Filt Cgil -. Una situazione che riteniamo inaccettabile». Per correggere la situazione il ministero potrebbe presto diramare un circolare: «Ma non è più possibile tollerare questo modo di fare: ogni volta il ministero è costretto a rifare i provvedimenti. Questa non è la prima volta. Ora basta. Per sollecitare risposte – annuncia infine la Filt – a questo ed altri quesiti come i corsi di aggiornamento per i lavoratori marittimi e i percorsi formativi che devono abilitare la mansione di Ufficiale elettrotecnico, chiederemo un incontro urgente al Mit».

MAMS proroga comunicazione delle FIT CISL

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Scarica il comunicato.

MAMS

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