BALLAST WATER MANAGEMENT – News from IMO Committee –

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BALLAST WATER MANAGEMENT – News from IMO Committee –

The BWM Convention will enter into force on 8 September 2017 – one year after ratification. The convention stipulates two standards for discharged ballast water. The D-1 standard covers ballast water exchange while the D-2 standard covers ballast water treatment.

There will be a transitional period from the entry into force to the IOPP renewal survey in which ballast water exchange (requirement D-1) must be applied. After the first IOPP renewal survey, vessels will be required to meet the discharge standard D-2. The latter is most commonly met by installing an approved Ballast Water Management System (BWMS). Ships constructed after entry into force will be required to have a treatment system installed at delivery.

Moreover the IMO Marine Environment Protection Committee at its 71 session (MEPC 71) tentatively accepted an amended implementation scheme for ships to comply with the D-2 standard (treatment) under the BWM Convention.

Under the proposal:
1. New ships (constructed on or after 8 September 2017) are to comply with the D-2 standard (treatment) on or after 8 September 2017. 2. Existing ship (constructed before 8 September 2017):

having the renewal of the IOPP certificate between 8 September 2017 and 8 September 2019 (excluded) are to comply with the D-2 standard (treatment) at the following IOPP certificate renewal survey, i.e. at the second renewal survey after the entry into force date of the Convention,
having the renewal of the IOPP certificate starting from 8 September 2019, are to comply with the D-2 standard (treatment) at this renewal survey, i.e. at the first renewal survey after the entry into force date of the Convention.

 

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Materiale  interessante su cui ci sarebbe molto da discutere e approfondire, riguardante i corsi fatti all’estero.

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Ricevo e volentieri pubblico .

Gentile Collega,

grato per il tuo contributo riguardo i chiarimenti sul rinnovo dei COC.

Ti invio materiale  interessante su cui ci sarebbe molto da discutere e approfondire, riguardante i corsi fatti all’estero.

Il sottoscritto, ha inviato in Commissione Europea oltre ad una relazione inerente  la problematica del mancato riconoscimento da parte della ns amministrazione dei corsi eseguiti all’estero, anche una petizione.

Ebbene, al di la che vengono citate tutta una serie di riferimenti normativi, è necessario sottolineare che la CE fa un po’ come Ponzio Pilato, ma lascia uno spiraglio positivo nell’ultima parte delle comunicazioni allegate, dove afferma che l’italia dovrebbe fare un confronto con il corso svolto all’estero e vedere se esso soddisfa quelli che sono i requisiti stcw e di preparazione (io aggiungerei che casomai andrebbe fatto il contrario e vedere se i corsi italiani sono al livello di quelli fatti in paesi come inghilterra, germania, olanda, norvegia, etc.). Comunque questa ipotesi lascia libera strada ad eventuale ricorso legale, in quanto è messo nero su bianco dalla CE.

Avanti tutta con i ricorsi e non diamola vinta a questo lupo famelico del MIT.

A presto…

 

 

 

 

Rinnovi CoC, ancora problemi e soprusi.

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Ricevo la lettera di un collega che lamenta la difficolta’ a rinnovare il suo CoC.

Praticamente un comandante che ha lavorato 20 anni sulle mercantili, che decide di andare ad esempio sui rimorchiatori per esigenze personali, si vede declassare  il titolo, è assurdo.

Vorrei ricordare agli organi preposti che i Certificati di Competenza STCW vanno rinnovati secondo quanto prescritto dal decreto 1/3/2016 e dalla circolare  n 35 in allegato.

Decreto 1 marzo 2016 rinnovo

VPTM REGISTRO UFFICIALE 2016 0007935

C’e’ tutto scritto , e’ in italiano ed e’ abbastanza comprensibile.

2. Il lavoratore marittimo in possesso  dei  requisiti  di  cui  al
comma 1 deve aver  anche  effettuato,  alternativamente,  i  seguenti
periodi di navigazione:
    a) dodici mesi,  nei  cinque  anni  precedenti  la  scadenza  del
certificato, su  unita'  soggette  al  campo  di  applicazione  della
Convenzione  STCW,  svolgendo  le   funzioni   della   certificazione
posseduta;
    b) almeno tre mesi, durante i sei mesi precedenti la scadenza del
certificato di competenza, svolgendo le funzioni della certificazione
posseduta;
c) tre  mesi  in  soprannumero,  nel  periodo  di  validita'  del
certificato,   nelle   funzioni   della   certificazione   posseduta,
immediatamente prima di assumere il grado per il quale il certificato
di competenza e' valido.

 Art. 7
                        Funzioni equivalenti
  1. Ai soli fini del rinnovo del  certificato  di  competenza,  sono
considerate come equivalenti al servizio di navigazione richiesto, le
seguenti occupazioni alternative, svolte per almeno trenta  mesi  nei
cinque anni di validita' del certificato da rinnovare:
    a) personale militare in servizio permanente effettivo del  Corpo
delle Capitanerie di Porto;
    b) piloti del porto;
    c) comandanti di ormeggio;
    d) ispettori di organismi di classifica;
    e) tecnici e ingegneri navali o direttori di cantieri navali;
    f) addetti agli uffici  tecnici,  di  sicurezza  o  di  armamento
presso societa' di armamento;
    g) personale marittimo imbarcato su navi  da  diporto  adibite  a
diporto privato;
  2. Il lavoratore  marittimo  puo'  richiedere  al  Ministero  delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,  ai  soli  fini  del  rinnovo  del
certificato di competenza, di valutare come equivalente  al  servizio
di  navigazione  richiesto  ulteriori  occupazioni  alternative,  che
dimostrano il mantenimento delle competenze indicate nel  certificato
da rinnovare.
  3. Il personale di cui al comma 1 e 2  presenta  una  dichiarazione
originale rilasciata dall'Ente competente, dalla quale  risultano  le
seguenti condizioni:
    a) trenta mesi continuativi di servizio;
    b) dettaglio della funzione rivestita;
    c) date del servizio.

Per chi poi avesse difficolta’ con l’STCW , ricordiamo che per dimostrare di aver mantenuto la  competenza , significa esercitare le funzioni cosi’ come riportate nell apposito riquadro del  CoC ;

Ovvero Navigazione /maneggio del carico  e stivaggio / controllo delle attivita’ della nave e cura delle persone a bordo, su unita’ soggette al campo di applicazione della convenzione STCW 78  ( ****articolo 3 STCW applicazione ) per un periodo di 12 mesi negli ultimi  5 anni .

 

 

 

 

 

 

****Art. 3  convenzione stcw

Article III

Application

The Convention shall apply to seafarers serving on board seagoing ships entitled to fly the flag of a Party except to those serving on board:

(a)

(b) (c) (d)

warships, naval auxiliaries or other ships owned or operated by a State and engaged only on governmental non-commercial service; however, each Party shall ensure, by the adoption of appropriate measures not impairing the operations or op.erational capabilities of such ships owned or operated by it, that the persons serving on board such ships meet the requirements of the Convention so far as is reasonable and practicable;

fishing vessels;
pleasure yachts not engaged in trade; or wooden ships of primitive build .

Più’ chiari di cosi’!

Stufi di pagare il pizzo ai centri di formazione nazionali , per certificati di addestramento stcw che già’ avete ottenuto e pagato all’estero ? L’EU risponde gratis e rapidamente !

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Buon giorno a tutti
ricevo da un collega e volentieri pubblico quanto segue .

volevo indicare una strada molto veloce per chi ha un certificato di addestramento (Proficiency) STCW rilasciato da un centro RICONOSCIUTO DA UNO STATO MEMBRO DELLA EU e si è visto rifiutare il riconoscimento dalle capitanerie ( e quindi dal MIT) e non vuole cedere ad un semplice , facile e comodo diniego. Infatti si può scrivere a SOLVIT ( un servizio gratuito fornito dall amministrazione nazionale di ogni paese dell UE e di Islanda, Liechtenstein e Norvegia.) che si impegna a trovare una soluzione entro 10 settimane dal giorno in cui è stato notificato al centro SOLVIT del paese in cui il problema si è verificato.
SOLVIT può intervenire: in caso di violazione dei diritti UE dei cittadini o delle imprese da parte della pubblica amministrazione di un altro paese dell UE; se non è stato avviato un procedimento giudiziario.

E’ veramente una cosa semplicisima .

http://ec.europa.eu/eu-rights/enquiry-complaint-form/home?languageCode=it&origin=solvit-web

Se si vuole essere ancora più cautelativi ed avere prima un parere legale rapidissimo e gratuito (rete di esperti legali scelti dalla EU) si può scrivere a :

http://ec.europa.eu/eu-rights/enquiry-complaint-form/home?languageCode=it&origin=replied_follow_up

anche qui è una cosa semplicissima ci vogliono pochissimi minuti e si riceve un parere in una settimana. Io lo ho fatto siccome però io non avevo un mio caso personale, lo facevo perchè mi sembra una situazione paradossale per la categoria , ho ricevuto da questo organismo di consultazione una risposta verbale che la “lamentela” sembrerebbe fondata ma per approfondire ulteriormente ed agire hanno bisogno di un caso specifico . Poi mi hanno comunque risposto per iscritto (in 4 giorni ) confermando di aver preso atto di questa apparente violazione ma che hanno bisogno appunto di questo caso specifico.

Il testo può essere questo.

Dear Sirs, I hold a STCW Certificate of Proficiency on……….. number………….issued by ……………………….recognized by the Governement of………………………..

The recognition of the above certificate has been refused by the Italian Ministry of Infrastructures as stipulated in the art . 19 of the National Legislation D.L. n.71/2015 (transposition of 2012/35/UE which modifies 2008/106/CE) on the basis of the following statement :

“STCW Convention allows it only for Certificate of Competency and not for Certificate of Proficiency” confirming in addition also very recently that “ONLY THE CERTIFICATES ISSUED BY THE TRAINING CENTERS BASED IN THE ITALIAN TERRITORY AND RECOGNIZED BY THE MIT (Ministry of Infrastructures and Transportation) ARE VALID”.

The above is clearly irrelevant because :
1)the Directives on the mutual recognition of certificates have a subject the STCW certificates
2)other members state apply the mutual recognition
3)the COSS in his meeting of the 23 June 2016 has already explained the scope of Directive 2005/45/EU (for which Italy was already subject to an Infraction procedure on 2007 then archived in 2009) is to cover also the Certificate of Proficiency issued in compliance with 2008/106/CE.

In my opinion the above MIT’s position is also a clear barrier/obstacle to the Maritime Profession and to the freedom of choice of EU Citizens in addition to a clear infringement of the concerned Directives.

Thank for your advice .

Kind Regards

Le OOSS commentano la risposta della commissione EU

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Interessante , ma scontata la risposta della commissione EU ( già’ pubblicata su questo blog ).

Sono ormai  anni che ripetiamo fino alla noia  su questo BLOG che  l’EMSA ha il solo compito  di rilevare le  non conformità’  alla normativa EU in vigore.

Sono anni che il MIT ci prende in giro , senza ritegno , nascondendosi dietro il dito della procedura di infrazione , che ad essere obiettivi , e’ tutta responsabilità’ del MIT e del MUIR.

Siamo lieti che qualcuno in EU abbia riconosciuto le OOSS come parte fondamentale autorevole ed indispensabile del dialogo , peccato che non godano di altrettanta considerazione da parte dei dirigenti del MIT , che si limitano ad informarli a decisioni prese,  relegando le OOSS a semplici ed innocui testimoni .

Personalmente non prenderei  cosi’ alla leggera la legittima reazione delle Associazioni  dei Marittimi , che hanno dimostrato di essere molto piu’ attive e vigili di quanto non lo siano state le OOSS relativamente alle problematiche inerenti alla categoria .

Il TAR  fino ad ora non ha ancora deciso nel merito dei problemi  in causa , quindi prima di sparare  commenti  negativi , su azioni legali ”scomposte ”, come se chiedere giustizia agli organi preposti fosse una cosa vergognosa ,  portate avanti dalle associazioni di categoria , aspetterei  le sentenze.

Se siamo arrivati al punto di dover ricorrere al TAR significa che la trattativa sociale ha ampiamente fallito e su questo qualcuno dovrebbe farsi delle serie autocritiche.

Sono decenni che purtroppo l’unica vittima  e’ il marittimo italiano.

 

 

 

 

 

corsidirettivifitcisl.jpg

Qualche volta il TAR da ragione ai marittimi

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REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 4847 del 2017, proposto da:

Marco Pardini, rappresentato e difeso dagli avvocati Andrea Bazzichi, Isabella Passaglia, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Luigi Canale in Roma, via dei Gracchi 91;

contro
Capitaneria di Porto di Viareggio, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in persona dei legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Gen.le dello Stato, presso la sede della quale sono domiciliati in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia,
– del provvedimento di rigetto del ricorso gerarchico, emesso dalla Direzione Generale per la Vigilanza sulle Autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie di acqua interne,- Divisione 3- VPTM-REGISTRO UFFICIALE U.0008818, notificato via PEC il 23.03.2017;
– di tutti gli atti presupposti, connessi e susseguenti,
e per la condanna dell’amministrazione resistente al pagamento di tutti i danni subiti e subendi.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Capitaneria di Porto di Viareggio e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2017 il Cons. Daniele Dongiovanni e uditi per le parti l’Avv. A. Bazzichi e l’Avvocato dello Stato F. Basilica;

Considerato, ad un sommario esame, che il ricorso necessita comunque dell’approfondimento tipico della sede di merito con particolare riferimento alla compatibilità del D.M. n. 51/2016 con la normativa primaria di cui al D.lgs n. 71 del 2015, nella parte in cui risulterebbe applicabile a coloro i quali (come il ricorrente), alla data di entrata in vigore del predetto decreto (15 marzo 2016), risultavano già in possesso dei requisiti per ottenere, sulla base della normativa pre-vigente, il rinnovo del certificato IMO di comandante di navi di stazza compresa tra 500 e 300 GT;
– che, nelle more della trattazione del merito, la domanda cautelare va accolta ai fini di un riesame della posizione del ricorrente da parte del Ministero resistente il quale avrà cura in particolare di chiarire se la normativa citata si applica anche a coloro che si trovano nella posizione del ricorrente ovvero che, alla data di entrata in vigore del D.M. n. 51/2016 (15 marzo 2016) e prima del 1° gennaio 2017 previsto dall’art. 28, comma 1, del d.lgs n. 71 del 2015, risultavano già in possesso dei requisiti per ottenere, sulla base della normativa previgente, il rinnovo del certificato di che trattasi;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) accoglie la suindicata domanda cautelare nei sensi di cui in motivazione.
Fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 7 marzo 2018.

La risposta della Commissione EU ai Sindacati riguardo al corso direttivo

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Come da molto tempo ripetiamo  su questo blog , il compito dell’EMSA e’ quello di rilevare le mancanze e non quello di dire ad uno Stato  Membro dell’EU cosa fare per colmare le deficienze.

In questa lettera ( scarica il pdf ),  che segue l’incontro delle OOSS con la Commissione EU   e’ chiaramente spiegato che lo Stato Membro  e’ libero di scegliere il miglior modo per colmare tali lacune , dopo essersi confrontato e consultato con le parti.

Vorrei ricordare che il confronto sul corso direttivo c’era stato dopo  la sua prima istituzione nel dicembre 2013 ed in seguito aveva portato alla circolare del 2014 che obbligava solo coloro che dovevano accedere all’esame per il COC dalla sessione di esami estiva a partire dal 2014.

Quella era una scelta sensata e condivisa dalle parti . Tutto quanto e’ seguito le infinite circolari sui corsi direttivi , puzzano tanto di speculazione sulla pelle dei marittimi.

Vorrei ricordare anche che in risposta ad un marittimo la Commissione EU ha chiaramente detto che non hanno mai richiesto che il corso direttivo , fosse retroattivo.

Ma noi siamo i primi della classe e dobbiamo sempre essere più’ realisti del re.

Intanto la Commissione  Europea mandera’ una ulteriore ispezione per verificare se il confronto con le parti ci sia stato a monte delle infinite circolari relative al corso direttivo.

 

Commission statement – Meeting with ETF and IT unions

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