Decreto Passera- Clini ( post Costa Concordia)

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Dopo solo 3 anni e mezzo,  ci accorgiamo che forse paragonare yacht e mega-yachts a navi passeggere ha portato qualche danno alle economie locali dei paesi che da questo tipo di turismo traggono enormi fonti di reddito.

Che dire meglio tardi che mai , speriamo che qualcuno si preoccupi di farlo sapere anche ai comandanti di superyachts  non italiani. Ringraziamo comunque il nostro MIT per questa  inattesa sensibilità verso il  Cluster del Diporto.

allegato il testo della circolare:

Circolare_Clini_PAssera_megayachts

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AREE MARINE PROTETTE , VARIAZIONI SUL TEMA.

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Resto sempre interdetto da come in Italia , una stessa norma possa essere interpretata in maniera radicalmente diversa da una regione all’altra.
Parliamo di aree marine protette , che nell’intenzione del legislatore nel lontano 1991 , era quella di istituire delle zone di tutela ambientalista di flora e fauna marina e di regolamentarne l’accesso e la fruizione ai diportisti.
Ma come sempre nel nostro paese si fanno le leggi e si demanda a decreti o circolari attuative l’applicazione della norma risultato che non esiste un ‘armonizzazione.

Esempio n 1 : Riserva Marina del Monte di Portofino , dal 2003 l’ente gestore avrebbe dovuto mettere delle boe affinche’ i natanti e le imbarcazioni possano ormeggiarsi in alcune zone del parco. Ancora non ci sono .
Il decreto Passera/Clini , quello frettolosamente partorito dopo il disastro della Costa Concordia , che prescrive a navi commerciali e passeggeri oltre le 500 tsl di transitare a non meno di 2 mg dai limiti delle aree marine protette , e’ stato mediato dalla Capitanerie di Porto con un’ordinanza , trovando un compromesso per salvare gli scali delle navi da crociera.

Esempio n.2 Venezia , credo sia sotto gli occhi di tutti dove passano le navi da crociera, vedi la recente cronaca ed e’ facile immaginare cosa puo’ diventare Venezia se malauguratamente succedesse qualcosa di simile al Giglio .

Esempio n 3 Parco della Maddalena , accesso ad alcune aree protette garantito basta pagare , ma mancano le boe a cui ormeggiarsi , sopratutto attenzione a Mortorio , dove in genere aspettano che si riempia di diportisti ignari o trasgressori , per verbalizzare.

Esempio n. 4 Area marina protetta regno di Nettuno ( Ischia Procida) anche qui , le prescrizioni sono tante e tali da scoraggiare chiunque a venire, le boe inesistenti , se poi lo yacht e’ superiore alle 500 tsl sara’ meglio che si tenga a distanza di 2 miglia dal limite del parco marino , le sanzioni sono salate e prevedono il penale.

Potrei ancora continuare , ma credo di aver reso l’idea .
Quindi informatevi bene , prima di arrivare in qualche zona dove sulla carta leggete area marina protetta , sia presso l’ente che gestisce il parco che presso la locale Autorita’ Marittima ,perche’ non sempre le norme tra i due enti sono armonizzate.

Buona navigazione , a ostacoli ………..

Costa Concordia full investigation report MIT

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Di seguito il report che il Ministero delle infrastrutture e Trasporti ha redatto per l’IMO sul disastro della Costa Concordia.
Ringrazio il Com.te Giorgio Blandina per il contributo.

Costa_Concordia_-_Full_Investigation_Report

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IN SARDEGNA RESPINGIMENTI CHIC: CACCIATO LO YACHT DI ABRAMOVICH IL DECRETO CLINI PASSERA COLPISCE GLI YACHT

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SARDEGNA RESPINGIMENTI CHIC: CACCIATO LO YACHT DI ABRAMOVICH IL DECRETO CLINI PASSERA COLPISCE GLI YACHT MENTRE LASCIA INDISTURBATE LE NAVI DA CROCIERA CIRCOLARE A PIAZZA SAN MARCO E NEL PARCO MARINO DI PORTOFINO.
(VEDI NORMATIVA E PRECEDENTI ARTICOLI SU QUESTO STESSO BLOG)

DAL GIORNALE.IT
Francesca Gallacci – Ven, 03/08/2012 – 08:20

È ufficiale: anche quest’estate l’Italia dichiara guerra agli yacht. Nel 2006 il balzello su chi sbarcava, poi gli asfissianti controlli anti evasione.E ora la battaglia agli «inchini» scatenata dopo l’incidente della Costa Concordia. Che in Sardegna ha prodotto un risultato paradossale: sbarrare l’accesso anche agli yacht di lusso. Una mossa da tafazzi per un’isola assetata di turisti spendaccioni in tempi di crisi.A colpire chi possiede grosse imbarcazioni – e di riflesso chi vive di turismo – quest’anno non ci sono solo tasse e accise: chi va per mare nell’estate 2012 deve vedersela anche con gli effetti del decreto salvacoste. Quello voluto dai ministri dell’Ambiente, Corrado Clini e dello sviluppo economico Corrado Passera, in seguito al disastro della Concordia, per mettere fine a «inchini» e passaggi ravvicinati. La norma, varata il primo marzo, prevede che le imbarcazioni non si avvicinino a meno di due miglia dalla costa, nelle aree protette, vulnerabili o di rilevante pregio paesaggistico. Ovviamente il limite riguarda solo le imbarcazioni molto grandi, ovvero quelle con peso superiore alle 500 tonnellate ma il problema è che non è stata fatta nessuna distinzione tra navi da crociera e barche di privati. Ne sa qualcosa Roman Abramovich che con il suo yacht Eclipse – 170 metri con 2 piste di atterraggio per elicottero personale, piscina cinema, e altre lussuose meraviglie – non può avvicinarsi alla costa, nemmeno per raggiungere casa sua a Cala Volpe. Si dirà che il proprietario del Chelsea può sempre scegliere un’altra meta – e forse è proprio ciò che ha fatto, visto che in questi giorni è stato avvistato a Portofino – ma spiegarlo agli operatori turistici sardi che rischiano di perdere un ospite (molto) pagante sarà più complicato. Del resto il sospetto che il decreto salvacoste potesse danneggiare il settore era già venuto ad alcuni sindaci del Tigullio: prevedendo gravi danni economici per il territorio hanno scritto una lettera ai ministri Clini e Passera per ricordare che «il turismo crocieristico, ha un impatto positivo, diretto e indiretto, sia per le amministrazioni pubbliche che per il tessuto commerciale». I tre primi cittadini quindi hanno chiesto una deroga al decreto, attraverso l’individuazione di rotte praticabili per permettere alle navi da crociera attese per la stagione estiva di fare scalo nei porti. I ministri li hanno accontentati: in deroga all’ordinanza, le navi da crociera sono tornate a sostare davanti a Santa Margherita Ligure, Portofino e Rapallo grazie all’individuazione di tre «porte» di entrata e uscita. E così il turismo è salvo. Comunque non è la prima volta che, in nome della guerra alle imbarcazioni, il settore vacanziero è messo a rischio: nell’estate 2006 avevano fatto molto discutere le tasse sul lusso volute dall’ex governatore Renato Soru. Le regole di Soru prevedevano che fossero tassate le imbarcazioni che si trovavano in Sardegna dal primo giugno al trenta settembre, oltre a una patrimoniale del 20 per cento sulla compravendita di case distanti dal mare meno di tre chilometri, e un’imposta regionale sulle seconde case a uso turistico. Allora le norme anti-barche avevano scatenato la reazione degli esercenti della Sardegna, insieme a quelle del popolo vip di Porto Cervo, guidato da Flavio Briatore: il proprietario del Billionaire aveva portato avanti anche una campagna di inserzioni sui giornali locali e nazionali per dire a tutti che quelle tasse erano ingiuste e punitive, perché penalizzavano il turismo sardo e si traducevano in un impoverimento del territorio.Concepite dal governatore come tasse per lo sviluppo dell’isola, furono poi abolite nel 2009 dalla finanziaria regionale, bocciate dalla Corte Costituzionale e infine cancellate anche dalla Corte di Giustizia europea, perché ritenute lesive delle normative comunitarie. Era andata a finire che la Regione aveva dovuto rimborsare i contribuenti per l’indebito prelievo; chissà se nel frattempo gli esercenti, i ristoratori e gli albergatori sardi sono riusciti a rifarsi delle perdite.

PASSATA L’ONDA EMOTIVA DEL DISASTRO DEL GIGLIO , LE NAVI DA CROCIERA RITORNANO AI SOLITI PUNTI DI FONDA.

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PASSATA L’ONDA EMOTIVA DEL DISASTRO DEL GIGLIO , LE NAVI DA CROCIERA RITORNANO AI SOLITI PUNTI DI FONDA.


La Capitaneria di Porto di Santa Margherita Ligure ha emesso l’ordinanza con cui stabilisce punti di fonda e rotte di accesso al golfo Marconi in deroga al decreto ROTTE ( MIT 2 marzo 2012 GU 56 del 7 marzo 12) .
Le navi da crociera soltanto potranno ancorarsi ma in uno specifico punto di fonda a 0,7 mg dai limiti del parco , non piu’ fuori dalle 2 miglia dal limite del parco.
Tuttavia non e’ chiaro se il divieto che rimane per tutte le altre navi come recita l’articolo 2 dell’ordinanza , riguarda anche le navi da diporto in uso commerciale .

l’ordinanza n 56/2006

Ord 056-12 Regolamento per le operazioni di atterraggio ancoraggio e sosta delle navi da crociera nella zona e nel punto di fonda individuati nella rada del Golfo Marconi

Santuario dei cetacei , Riserva Marina di Portofino e navi da crociera

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Dopo l’incidente funesto della Costa Concordia , il Ministro Clini ha emanato un D.M. in cui si impone una distanza minima di due miglia dai perimetri dei Parchi Marini e dalle Aree Marine Protette a tutte le navi mercantili e passeggeri superiori alle 500 tsl.
Evidentemente questo rende impraticabile il golfo del Tigullio, ma lo stesso vale per tutte le varie Riserve Marine e Parchi Italiani, alle navi a meno che non le si voglia ormeggiare in autostrada.
La Capitaneria di Porto sta lavorando ad una ordinanza , che sembra riscuotere non poche proteste da parte degli ambientalisti , visto che la memoria dl disastro ambientale della Concordia e’ ancora vivido.
Lega ambiente ed altre Associazioni , si pongono la domanda di come si possa cambiare le norme appena istituite dal DM con una semplice Ordinanza
Il DM in oggetto consente alle Capitanerie Di Porto di disciplinare le rotte di accesso ai porti :
” 1. Nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394, e all’interno dei medesimi perimetri sono vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi mercantili adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda. In relazione alla tipologia dei traffici che ordinariamente interessano le fasce di mare individuate dal presente comma o alle caratteristiche morfologiche del territorio, l’Autorita’ marittima competente puo’ disporre, per la fascia esterna ai predetti perimetri, limiti di distanza differenti allo scopo di garantire la sicurezza anche ambientale della navigazione e per l’accesso e l’uscita dai porti.2. Sono fatti salvi i provvedimenti riguardanti gli schemi di separazione del traffico e le rotte raccomandate ovvero obbligatorie nonche’ le discipline vigenti nei parchi e nelle aree protette nazionali, marine e costiere, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394.
non di modificare la sostanza di un D.M.

E le Navi da Diporto , i grandi Yacht Commerciali superiori a 500 tsl che frequentano normalmente tutte le estati i limiti del parco , come devono comportarsi .
Il problema ancora non si e’ posto ma si manifestera’ molto presto e necessita di risposte immediate.
Nell’auspicio che la Capitaneria di Porto voglia considerare anche quest’altro aspetto .
il testo del DECRETO:

Di seguito il testo del decreto:
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI di concerto con IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE Vista la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare fatta a Montego Bay il 10 dicembre 1982, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 2 dicembre 1994, n. 689; Visti in particolare gli articoli 21, 22 e 25 della predetta convenzione che attribuiscono agli Stati costieri la facolta’ di adottare nel loro mare territoriale misure per salvaguardare la sicurezza della navigazione, assicurare la conservazione delle risorse biologiche del mare, preservare l’ambiente marino e prevenire, ridurre e controllare i fenomeni d’inquinamento del mare e delle coste, ivi incluse misure sulle rotte; Visto l’art. 83 del codice della navigazione, come modificato dall’art. 5 della legge 7 marzo 2001, n. 51, che prevede la possibilita’ per il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di limitare o vietate il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, per motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende; Preso atto dei recenti incidenti della navigazione occorsi in prossimita’ di aree di grande valore ecosistemico ed ambientale e dalla significativa rilevanza socio-economica delle risorse ivi esistenti e, in quanto tali, soggette a particolari regimi di tutela; Considerato che le coste della penisola italiana ed i mari che la circondano sono particolarmente vulnerabili ai rischi del trasporto marittimo e della navigazione anche tenuto conto del lentissimo ricambio che caratterizza le acque del bacino del Mediterraneo; Considerato il rischio di grave inquinamento dell’ambiente marino collegato al trasporto marittimo che puo’ derivare dalle sostanze pericolose e nocive trasportate dalle navi come carico o come propellente per i fini della stessa navigazione; Considerata la necessita’ di proteggere in maniera particolare alcune zone marine e costiere particolarmente vulnerabili interessate da notevoli volumi di traffico; Vista la legge 31 dicembre 1982, n. 979, e la legge 6 dicembre 1991, n. 394; Vista la legge 11 ottobre 2001, n. 391, di ratifica ed esecuzione dell’accordo internazionale firmato tra Monaco, Francia e Italia per la creazione nel Mediterraneo di un Santuario per i mammiferi marini, fatto a Roma il 25 novembre 1999 e le esigenze di tutela ambientale ivi affermate; Visto il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, recante «Attuazione della direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico»; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2005, n. 134, recante «Disciplina per le navi mercantili dei requisiti per l’imbarco, il trasporto e lo sbarco di merci pericolose»; Considerato che, l’area del Santuario dei cetacei e’ stata inclusa nella lista delle aree specialmente protette di importanza mediterranea di cui al protocollo della Convenzione di Barcellona per la protezione delle aree specialmente protette e della diversita’ biologica del Mediterraneo, come ratificato dall’Italia ed entrato in vigore; Considerata la particolarissima sensibilita’ e vulnerabilita’ ambientale della laguna di Venezia ove sono presenti ecosistemi continuamente posti a rischio anche tenuto conto dei rilevanti aumenti del traffico marittimo; Decreta: Art. 1 Misure generali per limitare o vietare il transito delle navi mercantili finalizzate alla protezione di aree sensibili nel mare territoriale. 1. Nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394, e all’interno dei medesimi perimetri sono vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi mercantili adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda. In relazione alla tipologia dei traffici che ordinariamente interessano le fasce di mare individuate dal presente comma o alle caratteristiche morfologiche del territorio, l’Autorita’ marittima competente puo’ disporre, per la fascia esterna ai predetti perimetri, limiti di distanza differenti allo scopo di garantire la sicurezza anche ambientale della navigazione e per l’accesso e l’uscita dai porti.2. Sono fatti salvi i provvedimenti riguardanti gli schemi di separazione del traffico e le rotte raccomandate ovvero obbligatorie nonche’ le discipline vigenti nei parchi e nelle aree protette nazionali, marine e costiere, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394.

Dopo Costa Concordia l’ I.M.O. Focalizza il lavoro delle sue commissioni sulla sicurezza dei passeggeri trasportati

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IMO reaffirms its commitment to domestic ferry safety after Bangladesh disaster
Briefing: 10, March 14, 2012
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IMO Secretary-General Koji Sekimizu has offered his condolences and sympathies to the families of all those who lost their life aboard the passenger ferry Shariatpur-1, which sank yesterday (13 March 2012) after being hit by a small cargo ship in the Meghna River, south-west of the Bangladeshi capital, Dhaka. 
 
Speaking to the Organization’s Sub-Committee on Radiocommunications and Search and Rescue (COMSAR), in session today, the Secretary-General also expressed the solidarity of IMO, at these difficult times, with the Government of Bangladesh. He reiterated IMO’s readiness to respond to any request from Bangladesh for assistance for technical co-operation.
 
This latest incident comes in the wake of the Costa Concordia incident earlier this year, in the aftermath of which the Secretary-General included an item on “Passenger ship safety” on the agenda of the Maritime Safety Committee. He also urged the Italian Maritime Administration to carry out its investigation into the casualty and to report its findings to IMO as soon as possible.
 
Furthermore, following the sinking in February of the MV Rabaul Queen and upon request of the Government of Papua New Guinea, a team of two IMO officers have carried out a needs assessment mission to assist the Government of Papua New Guinea in improving its safety system.
 
The Secretary-General also reminded the Sub-Committee of IMO’s on-going project on domestic ferry safety and related technical co-operation activities undertaken by the Organization. He referred specifically to a regional forum on domestic ferry safety held in Bali, Indonesia in December last year, which adopted an eight-point action plan. He indicated that IMO is ready to carry out further technical co-operation activities related to the domestic ferry safety project.

 
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IMO – the International Maritime Organization – is the United Nations specialized agency with responsibility for the safety and security of shipping and the prevention of marine pollution by ships.

Web site: http://www.imo.org

Photo collection:
Flickr: http://www.flickr.com/photos/imo-un/collections

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