Formazione in materia di SECURITY in vigore dal 1 gennaio 2014

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M_INF.CGCCP.REGISTRO UFFICIALE.U.0108153. 10-12-2013
Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti
Comando Generale
del Corpo delle Capitanerie di porto
———————————————–
6° Reparto – 4° Ufficio – 1° Sezione
CIRCOL ARE
Titolo: Personale Marittimo Serie: Formazione Nr.006
Roma,
P.d.c.:􏰀06 59083326 – 06 59083320 􏰁 cgcp@pec.mit.gov.it
􏰁 segreteria.reparto6@mit.gov.it
Al VEDI ELENCO INDIRIZZI ALLEGATO
A R G O M E N T O :

Formazione, istruzione e familiarizzazione di security per il personale marittimo.
Come noto, gli emendamenti di Manila alla Convenzione STCW prevedono che, a far data dal 1° gennaio 2014, il personale marittimo, sia esso o meno designato a svolgere a bordo compiti di security, riceva un’adeguata formazione in materia.
Scopo della presente circolare è, pertanto, quello di dare uniformità di applicazione ai discendenti Decreti direttoriali recanti disposizioni inerenti i corsi di addestramento in argomento, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, nonché sulle modalità di rinnovo delle certificazioni per il Company security Officer (CSO) e per lo Ship Security Officer (SSO), già disciplinate con la Scheda 6 del Programma Nazionale di Sicurezza Marittima.

1. Company security officer
1.1 Corso di aggiornamento (Scheda 6, punto 3.1.1.)
Il CSO è tenuto a frequentare, con cadenza quinquennale, con un margine di tolleranza di più o meno sei mesi dalla data di rilascio dell’attestato, un corso di aggiornamento della durata di otto ore. Il corso può essere impartito dai medesimi soggetti già autorizzati al rilascio della formazione iniziale, che provvederanno anche al rilascio di apposita dichiarazione attestante l’avvenuto aggiornamento.
1.2 Certificato (Decreto n. 999/2009)
Il modello di certificato per CSO è quello approvato con il decreto in parola e non prevede data di scadenza dello
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stesso. Pertanto, la convalida si perfezionerà all’atto della presentazione della dichiarazione relativa all’avvenuto aggiornamento rilasciata dal centro autorizzato dall’Amministrazione che diverrà parte integrante del certificato.
1.3 Formazione facoltativa
Si specifica che coloro che all’atto della formazione iniziale ovvero all’atto dell’aggiornamento avranno ricevuto anche la formazione facoltativa di cui al punto 8.1.1 della Scheda 6, risultante anche in questo caso da apposita dichiarazione del soggetto erogatore, potranno provvedere ad effettuare i corsi di aggiornamento per gli SSO di cui al successivo punto 2.

2. Ship Security Officer (SSO)
2.1 Corso di aggiornamento (Scheda 6, punto 3.1.4)
Per il rinnovo del Certificato di SSO è prevista la frequenza di un corso di aggiornamento a cadenza quinquennale.
Il corso in argomento, della durata di 8 ore, verte sugli argomenti di cui al paragrafo 8.2 della Scheda n.6 del PNSM e può essere erogato, oltre che dai soggetti e dagli enti riconosciuti idonei ai sensi del punto 5 della citata Scheda 6, anche dal CSO che sia in possesso dei requisiti sopra specificati.
2.2 Certificato (Decreto n. 397/2009)
Il rinnovo del certificato può essere effettuato a decorrere dal dodicesimo mese antecedente la scadenza dello stesso presso la Capitaneria di porto di iscrizione del marittimo. Resta inteso che i cinque anni di validità del certificato decorreranno comunque dalla data del rinnovo.
All’atto della presentazione della domanda, il marittimo dovrà produrre l’attestazione di frequenza del corso di aggiornamento e, nel caso di aggiornamento impartito dal CSO, anche copia della certificazione dello stesso come specificata al precedente punto 1.
Dell’estensione della validità del Certificato viene data evidenza mediante l’apposizione, sul retro del Certificato stesso, della seguente dicitura:
La validità del presente certificato è estesa fino al….
The validity of the certificate is extended to


3. Istituzione dei corsi di Istruzione e addestramento per il personale marittimo designato a svolgere compiti di security e di indottrinamento alle attività di security per il personale marittimo

3.1 Decreti direttoriali
Sono in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale i seguenti Decreti Direttoriali:
􏰂 Decreto Dirigenziale n.1346/2013 in data 3 dicembre 2013;
􏰂 Decreto Dirigenziale n.1347/2013 in data 3 dicembre 2013;
circ.sso

circolare 006 security

DD 1347 ISPS

dd mit 1346

3.2 Familiarizzazione a bordo
Fermo restando l’obbligo di formazione previsto dai citati Decreti direttoriali, Il restante personale a qualunque titolo impiegato su navi soggette all’applicazione del codice ISPS riceve, prima di essere assegnato a qualsiasi compito a bordo, un addestramento di familiarizzazione sull’organizzazione della security di bordo, secondo il programma indicato al punto 8.6 della scheda n.6 del programma nazionale di sicurezza marittima.

3.3 Erogazione dei corsi
I corsi, potranno essere erogati dai soggetti già individuati dalla Scheda n. 6, Capitolo 5 e sono obbligatori rispettivamente per tutti i marittimi designati a svolgere compiti di security a bordo, e per coloro che imbarcano su unità soggette alla normativa di security, senza assolvere a specifici compiti in materia. Si rammenta che i marittimi in possesso di certificazione per SSO non devono frequentare alcun corso essendo già in possesso di una formazione specifica.

3.4 Norma transitoria
Entrambi i decreti contengono una norma transitoria che esenta dalla frequenza del corso coloro che siano in possesso, al 1 gennaio 2014, dei seguenti requisiti:
a) Per i marittimi destinati a svolgere compiti di security:
􏰂 Sei mesi di navigazione negli ultimi tre anni, avendo effettuato compiti di security;
􏰂 Aver ricevuto le istruzioni di security previste dal punto 8.4 della scheda 6.
b) Per i marittimi destinati ad imbarcare su unità soggette alla normativa di security, senza assolvere a specifici compiti di security:
􏰂 Sei mesi di navigazione su navi soggette alla normativa
di maritime security;
􏰂 Averi ricevuto la familiarizzazione di cui al punto 8.6 della
scheda 6.

3.5 Attestato di addestramento
In entrambi i casi, ai citati marittimi viene rilasciato dall’agente di security della società di gestione (CSO), un attestato di addestramento, che si allega alla presente al fine di consentire fin da subito la predisposizione delle attività necessarie al rilascio dello stesso.
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Il CSO dovrà, pertanto, verificare e attestare che il marittimo sia in possesso dei requisiti sopra richiamati prima di procedere al rilascio del pertinente attestato anche per corrispondere ad eventuali richieste in fase di controllo da parte dell’Autorità competente.
L’attestato di addestramento dovrà essere presentato, alle capitanerie di porto di iscrizione per consentirne l’annotazione in calce al modello di cui all’Allegato VII del Decreto legislativo 7 luglio 2001, n. 136 (solo per quei marittimi che ne siano in possesso).

4. Disposizioni per l’erogazione dei corsi
I soggetti già riconosciuti idonei dall’Amministrazione ad erogare i corsi per CSO e SSO sono autorizzati a dispensare anche i corsi in parola dandone comunicazione all’Ufficio 4° del 6° Reparto – Sicurezza della Navigazione, per la necessaria registrazione.
Lo svolgimento dei corsi dovrà seguire le stesse modalità generali dettate con la circolare titolo “Personale marittimo – serie Formazione – n.003 del 16 giugno 2010, come modificata e quelle specifiche dettate con la lettera circolare protocollo n. 82592 in data 5 settembre 2011 “Modalità di svolgimento dei corsi di formazione professionale per il personale marittimo – Corsi di Security”.

5. Attività di controllo
In considerazione delle novità introdotte con i decreti in parola che rispondono a quella richiesta generale che vuole lo snellimento e la sburocratizzazione delle attività delle pubbliche amministrazioni, si rende necessario organizzare un’attenta attività di controllo secondo i criteri sotto riportati:

5.1 Centri di addestramento.
Restano ferme le disposizioni impartite con la lettera circolare prot. N. 7850 in data 26.01.2011, pertanto, in occasione delle verifiche bimestrali si controllerà la rispondenza delle attività poste in essere per l’erogazione dei due corsi di security allo standard richiesto.

5.2 Controlli all’atto della registrazione degli attestati rilasciati dai CSO.
Le verifiche dovranno essere effettuate a campione o in caso si evidenzino palesi non conformità e nel rispetto delle percentuali di controllo previsti dai manuali della qualità. La verifica dovrà consistere nel controllo della seguente documentazione:
a. Attestato di addestramento di security previsto dal punto 8.4 ovvero dal punto 8.6 della scheda n.6 del Programma nazionale di sicurezza marittima, rilasciato dal CSO, DCSO o SSO;
b. Estratto di matricola o copia conforme del libretto di navigazione, da cui si evinca che il marittimo, al 1 gennaio 2014, abbia svolto il periodo navigazione necessario ad ottenere l’esenzione;;
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c. Per i soli marittimi designati a svolgere compiti di security, dichiarazione da parte della Company di aver assolto compiti di security a bordo nel periodo di cui al punto b.

6. Imbarco del marittimo.
In considerazione delle tempistiche in trattazione, e allo scopo di non recare nocumento al lavoratore marittimo e all’armamento, si dispone che il possesso dell’attestato di addestramento rilasciato dal CSO ovvero dell’attestato rilasciato a seguito del superamento del corso di formazione possano essere ritenuti idonei, nell’immediato, per consentire l’imbarco. La registrazione dell’attestato sul richiamato Allegato VII del Decreto legislativo 7 luglio 2001, n. 136, dovrà essere, comunque, perfezionata entro sei mesi dalla data di rilascio dell’attestato stesso (solo per quei marittimi che ne siano in possesso).
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Date of issue
L’agente di security della società di gestione
Company Security Officer
……………………………………….
ALLEGATO 1
 ……………………………………………………………
(Intestazione della società di gestione)
Attestato di addestramento per marittimi designati a svolgere compiti di security
Certificate of proficiency for seafarers with designated security duties
Si certifica che il Sig. / Sig.ra ………………………………………………………………….
We hereby certify that Mr/Ms
Nato/a a…………………………il……………………………………………………………….
born in on
iscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………….
entered in the registers of Marine Department of
al n°…………………………………………………………………………………………………
at n.
risponde ai requisiti di competenza per la certificazione di abilitazione come marittimo con designati compiti di sicurezza stabiliti dalla Regola V1/6, Sezione A-VI/6 della Convenzione Internazionale STCW 78 nella sua versione come emendata e del D.D. 3 dicembre 2013.
Meets the standard of competence for certification of proficiency as seafarers with designated security duties, set out in the Regulation VI/6, Section A-VI/6 of the International Convention of Standard of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers, 1978, as amended and in the Decree December, 3rd 2013.
Data del rilascio ……………………….
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Date of issue
L’agente di security della società di gestione
Company Security Officer
……………………………………….
ALLEGATO 2
 ……………………………………………………………
(Intestazione della società di gestione)
Attestato di addestramento alle attività di security per il personale marittimo
Certificate of proficiency on security awareness for seafarer
Si certifica che il Sig. / Sig.ra ……………………………………………………………….
We hereby certify that Mr/Ms
Nato/a a…………………………il………………………………………………………………….
born in on
iscritto/a nelle matricole del compartimento marittimo di…………………………………….
entered in the registers of Marine Department of
al n°……………………………………………………………………………………………………
at n.
risponde ai requisiti di competenza per la certificazione di addestramento alle attività di security per il personale marittimo stabiliti dalla Regola VI/6, Sezione A-VI/6 della Convenzione Internazionale STCW 78 nella sua versione come emendata e del D.D. 3 dicembre 2013.
Meets the standard of competence for certification of proficiency on security awareness for seafarer, set out in the Regulation VI/6, Section A-VI/6 of the International Convention of Standard of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers, 1978, as amended and in the Decree December, 3rd 2013.
Data del rilascio ……………………….
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ELENCO INIDIRZZI
(allegato alla circolare n. 006 del 10 dicembre 2013)
􏰃
! MINISTERO DELLE INFRASTRUTIURE E DEI TRASPORTI
– Gabinetto del sig. Ministro – Piazza della Croce Rossa, 1
– Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi
e statistici – Presidenza del Comitato Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti Marittimi e dei Porti (CISM) – Viale dell’ Arte 16
– Direzione generale per il trasporto marittimo e per vie d’acque interne Viale dell’Arte, 16
! CONFIT ARMA – Piazza SS. Apostoli, 66
! FEDARLINEA – Piazza G.G. Belli, 2
􏰃
! FEDERAGENTI – Viale Asia , 3
! SOCIETA DI GESTIONE NON ASSOCIATE
! DIREZIONI MARITTIME
! CAPIT ANERIE DI PORTO 􏰃
! UFFICI CIRCONDARIALI MARITTMI 􏰃
! UFFICI LOCALI MARITTMI
! CENTRI DI FORMAZIONE
􏰃
INDIRIZZI PER CONOSCENZA
00161 ROMA
00144 ROMA
00144 ROMA 00187 ROMA
00153 ROMA 00144 ROMA
(via e-mail) TUTTE TUTTE
TUTTE TUTTE
TUTTI
00144 ROMA 00144 ROMA 00144 ROMA
16100 GENOVA LIVORNO
74100 TARANTO 07024 LA MADDALENA
! COMANDO GENERALE DEL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO
– Ufficio del Vice Comandante Generale Viale dell’Arte, 16
– Reparto Il Viale dell’Arte, 16
– Reparto IIl Viale dell’Arte, 16
– Reparto VI (nucleo didattico formativo) Ponte dei mille
! ACCADEMIA NAVALE – Gruppo insegnamento CP 57100
! SCUOLA SITTUFFICIALI M.M. – Gruppo insegnamento NP
! SCUOLA SITTUFFICIALI M.M. – Gruppo insegnamento NP

semplificazioni Nautica, al via entro 6 mesi il registro digitale

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Da SHIPPING ON LINE SECOLO XIX 23 marzo 2013
semplificazioni Nautica, al via entro 6 mesi il registro digitale

Genova – Il governo vara il pacchetto semplificazioni per la nautica, sulla falsariga delle richieste avanzate dalle industrie del settore lo scorso ottobre a Genova in occasione del Salone nautico.
Nel dettaglio, per evitare la duplicazione dei controlli in mare, soprattutto durante la stagione estiva, è stata emanata una direttiva che prevede il rilascio, al diportista in regola, di un attestato di verifica costituito da un bollino adesivo da applicare sull’imbarcazione e di colore diverso per ciascun mese.
Un decreto del presidente della Repubblica di prossima emanazione stabilirà invece i passaggi fondamentali della disciplina attuativa del Sistema Telematico Centrale della nautica da diporto, che include l’Archivio telematico centrale (banca dati in cui confluiscono tutte le informazioni tecniche, giuridico-amministrative e di conservatoria sulle navi e imbarcazioni di diporto) e lo Sportello telematico del diportista (per gli adempimenti connessi all’iscrizione e all’abilitazione alla navigazione). Il Sistema telematico, sul modello dell’archivio dei veicoli e dei conducenti (Pra), consentirà di istituire un archivio anche per la nautica. Il tutto dovrebbe entrare a regime prima del prossimo salone di Genova, quindi in autunno.
Infine un ulteriore decreto consente di accedere a un regime fiscale forfettario per l’attività di noleggio svolta occasionalmente, definendo le modalità per la relativa comunicazione da inoltrare, per via telematica, all’Agenzia delle entrate, alla Capitaneria di porto competente e agli Enti previdenziali. L’obiettivo è quello di sviluppare il noleggio offrendo un’opportunità di rilancio al settore, incentivando al contempo l’emersione con un regime fiscale agevolato. È stato avviato un confronto con l’Agenzia delle Entrate per snellire e semplificare le procedure in occasione della dismissione di bandiera per trasferimento in altro registro o vendita a cittadini stranieri.
«Gli interventi attuati contribuiscono in maniera rilevante alla ripresa della nautica da diporto, tra i comparti trainanti dell’economia italiana» è il commento del viceministro ai Trasporti Mario Ciaccia (foto) . «In un momento veramente duro per la categoria – ha aggiunto il presidente di Ucina Anton Francesco Albertoni – esprimo soddisfazione poiché gli impegni presi dal ministro Passera e dal vice ministro Ciaccia in occasione della visita al nostro Salone Nautico di Genova sono stati mantenuti»

Arriva l’estate, effettuati gli ultimi controlli prima di prendere il mare?

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Siete pronti, finalmente sembra che sia arrivata l’estate, la barca e’ in acqua e la tassa di possesso pagata, il canone tv a portata di mano,la patente rinnovata, i libretti ed i certificati di competenza dei marittimi, le convenzioni di arruolamento le assicurazioni e tutto il resto pronte al primo controllo delle Autorita’ che verranno a fare il loro dovere e verificare quanto siamo seri nella nostra professione.
Le cose da ricordare e le formalita’ da espletare sono tante e a volte anche al piu’ preciso dei comandanti , puo’ sfuggire qualcosa.
A tale proposito abbiamo pensato di andare a curiosare sul sito della Capitaneria di Porto per evidenziare quali sono le principali violazioni in cui incorre il diportista, le dotazioni di sicurezza obbligatoria e la tabella medicinali che troverete in formato pdf qui sotto.
Mi raccomando non dimenticate le dotazioni dei tender e delle moto d’acqua.

Le 10 principali sanzioni per le imbarcazioni da diporto
Anteprima di “ALLEGATO I”
“tabella medicinali”2

Capitano di lungo corso: un titolo da incorniciare a futura memoria

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DAL BLOG DEL COMANDANTE GIORGIO BLANDINA

http://blog.libero.it/Blogini/
by Giorgio Blandina

Capitano di lungo corso: un titolo da incorniciare a futura memoria
Post n°230 pubblicato il 05 Giugno 2012 da Blogini

Interpellata in merito, l’autorità marittima (Capitaneria di Porto) competente ha cosi’ risposto alla domanda di rilascio del primo certificato IMO STWC richiesto dalla nuova normativa per l’esercizio della professione marittima di coperta e macchina:

“…come specificato e chiarito dalla Direzione Generale per il Trasporto marittimo, lacuale e fluviale del Ministero dei Trasporti al punto C.5 della circolare titolo Gente di mare serie XII n. 17 in data 17.12.2008, i marittimi che hanno sostenuto con esito favorevole esami per il conseguimento dei titoli professionali disciplinati dal Codice della navigazione effettuati ” …..dal 01.02.2002 (data di entrata in vigore della STCW ’95) fino alle sessioni 2008 autorizzate dalla scrivente (leggasi Direzione Generale), e non ancora in possesso del certificato adeguato, otterranno il primo rilascio del certificato secondo la tabella allegata alla presente circolare” (La tabella prevedeva che il CLC -previo l’assolvimento dei corsi di base previsti per l’aggiornamento professsionale, potesse accedere alla qualifica di 1° ufficiale di coperta secondo la nuova normativa).

A parte l’ illegittima retrocessione nella funzione professionale (prima il CLC poteva svolgere la funzione di comando della nave), veniva statuito l’assurdo principio secondo il quale chi avesse fatto gli esami professionali abilitanti al comando dopo il 01.02.2002 potesse accedere alla nuova funzione con grado ridotto, mentre chi li aveva sostenuto prima di questa data non avesse nessun diritto quesito per gli esami sostenuti e superati prima del 01.02.2002

Chissà quale arcana ragione abbia indotto il legislatore a ritenere acquisibili i diritti maturati dai CLC post anno 2002 mentre gli stessi diritti acquisiti non vengono riconosciti ai CLC ante anno 2002.

Se gli esami e la navigazione svolta dagli uni e dagli altri erano quelli previsti e vigenti all’epoca di sostenimento, le qualificazioni acquisite devono ritenersi riconosciute in entrambi i casi e senza distinzione temporale.

Con la bizzarra statuizione della circolare ministeriale citata, vi è stata disparità di trattamento tra chi ha sostenuto esami professionali prima del 2002 e chi li ha sostenuti dopo. Questi ultimi sono stati tutelati dal principio di legge del “diritto quesito” mentre tutti gli altri che hanno sostenuto l’esame abilitativo di CLC prima del 2002 ( come chi scrive ) sono stati discriminati e viene negata loro l’ esercizio della professione acquisita legalmente.

Un’altra notazione a dir poco “ridicola” : perché il legislatore ha tenuto in vigore il titolo professionale di CLC previsto dalle superate norme del c.n. se poi questo titolo non dà accesso ad alcuna professione concreta ? E’ forse questa una “beffa” della legge ?.

Ancora: è noto che il libretto di navigazione rilasciato ad un marittimo non è un semplice documento di identità, ma un documento attestante una qualifica professionale spendibile nel mondo del lavoro marittimo. Perché, allora, viene rilasciato un nuovo libretto di navigazione con la qualifica di “capitano di lungo corso”, quando questa qualifica professionale di fatto non esiste più e non è più spendibile nel lavoro maitttimo ? Viene forse rilasciato un tlibretto di navigazione ed un titolo professionale marittimo solo per “metterlo in cornice” ?

L’assurdità e la illegittimità, oltre che la farraginosità della nuova legislazione dei titoli professionali marittimi si commenta da sola, leggendo le motivazioni all’ istanza avanzata alla Capitaneria competente da un CLC con esame sostenuto ante 2002.

Riproduciamo il testo intero che segue, pensando di fare utile informazione a chi altro si trovi nella stessa condizione di “scippato della professione di CLC”da parte di un legislatore nazionale incurante dei diritti acquisiti che, come tali, non dovrebbero essere sottoposti a limitazioni temporali, essendo sempre possibile la frequenza di quei cordi di aggiornamento che si ritengono indispensabili per il rispetto dei nuovi standars formativi condivisibili.

Segue il testo di risposta dell’ autorità marittima interpellata in materia.

” In merito all’ istanza in riferimento, con la quale la S.V., già in possesso del titolo di “capitano di lungo corso” ex art. 248 Reg. Cod. Nav., ha chiesto il rilascio della”….certificazione IMO SRCW 1978″, la scrivente Capitaneria di Porto ritiene sussistano motivazione ostative all’accoglimento della domnda, che si vanno di seguito ad evidenziare.

In primo luogo la certificazione richiesta nella domanda si riferisce alla versione non più vigente della convenzione internazionale STCW 1978 che, a seguito delle modifiche intervenute nel 1995, è stata poi recepita e resa applicabile nell’ordinamento interno con il decreto ministeriale 5 ottobre 2000, poi sostituito dal decreto ministeriale30 novembre 2007 (“Qualifiche ed abilitazioni per il settore di coperta e di macchina per gli iscritti alla gente di mare”), attualmente l’unica normativa vigente per il rilascio delle certificazioni di abilitazione IMO STCW, disciplinate nello specifico e per quel che concerne il personale di coperta dal Titolo II (artt. 2 ess.).

Si premette inoltre, al fine di focalizzare i capisaldi della normativa applicabile al caso di specie, che i programmi di esame per il conseguimento delle abiltazioni professionali della gente di mare previsti dal decreto ministeriale 01 agosto 1986 sono stati sostituiti da quelli di cui al decreto ministeriale 17 dicembre 2007, conformi alle previsioni delle vigenti norme internazionali e comunitarie in materia di qualificazione e standars minimi di formazione per la gente di mare.

Premesso quanto sopra, essendo il richiedente in possesso del titolo nazionale di “capitano di lungo corso” conseguito il 11.08.1967 ai sensi dell’allora vigente art. 248 Reg. Cod. Nav., e sulla base dei vecchi programmi di esame e non essendo stato mai conseguito in precedenza il corrispondente certificato di abilitazione IMO ai sensi del predetto decreto 5 ottobre 200, la posizione della S.V. è quella di colui che aspira al primo rilascio di un certificato IMO, valutabile pertanto sulla scorta delle disposizioni transitorie che regolano la materia.

In tale contesto, come specificato e chiarito dalla Direzione Generale per il Trasporto marittimo, lacuale e fluviale del Ministero dei Trasporti al punto C.5 della circolare titolo: Gente di Mare – Serie XIII, n° 17, in data 17.12.2008, i marittimi che hanno sostenuto con esito favorevole esami per il conseguimento dei titoli disciplinati dal Codice della Navigazione effettuati “……dal 01.02.2002 (data di entrata in vigore della STCW ’95) fino alle sessioni 2008 autorizzate dalla scrivente (leggasi Direzione Generale), e non ancora in possesso del certificato adeguato, otterranno il primo rilascio del certificato secondo la tabella allegata alla presente circolare.”

Per quanto sopracitato, non avendo la S.V. sostenuto il previsto esame nella finestra temporale richiamata dal sottocapo C.5 della circolare n. 17/2008, bensì prima del 01.02.2002, non sono conseguentemente applicabili i criteri di dettaglio di cui alla tabella allegata alla citata circolare e non è perciò possibile rilasciare alcuna certificazione IMO.

Tale determinazione si pone, peraltro, in linea con quanto chiarito dal superiore Ministero con la richiamata circolare n° 7 del 2008, laddove al capo C vi si legge che ” ….l’ entrata in vigore dei nuovi provvedimenti di modifica dei requisiti di accesso alle abilitazioni marittime, i programmi di esame per il loro conseguimento (D.M. 30 novembre 2007 e D.D. 17 dicembre 2007) non revoca i diritti quesiti di coloro che sono in possesso di un certificato adeguato IMO STCW 78 nella sua versione aggiornata, rilasciato ai sensi della normativa precedente (D.M. 5 ottobre 2000 e successive modificazioni)”.

Orbene, volendo calare tale ovvio principio della “salvezza dei diritti quesiti” rispetto al caso di specie, non essendo stato in precedenza conseguito alcun certificato adeguato previsto dalla previgente normativa – per il quale conseguimento, peraltro, non sarebbero ricorsi nemmeno i presupposti atteso il mancato possesso dei previsti attestati di addestramento, – non sussiste in capo alla S.V. il “diritto quesito” a vedere riconosciuta e convertita la precedente abilitazione nella nuova certificazione.

In relazione a quanto sopra rappresentato la scrivente Capitaneria di Porto è dell’ intendimento di non accogliere la domanda di cui in oggetto per i suesposti motivi.

Al riguardo la S.V., qualora ne abbia interesse, ai sensi dell’art. 10-bis della legge n° 241/90 (così come introdotto dalla legge n° 15/2005) potrà far pervenire, entro 30 (trenta) giorni dalla ricezione della presente, opportune controdeduzioni ed osservazioni in merito.

Successivamente, valutate le eventuali controdeduzioni che la S.V. potrà far pervenire, la scrivente adotterà comunque il provvedimento conclusivo relativo all’ istanza in riferimento.

La presente costituisce comunicazione di inizio del procedimento ai sensi degli artt. 7 e ss. della legge 241/90.

Il responsabile del procedimento è il Capo Sezione Gente di Mare pro tempore, mentre l’ ufficio presso il quale è possibile rivolgersi per qualsiasi chiarimento sulla pratica e per prendere visione dell’ intera documentazione è la Sezione Gente di Mare della Capitaneria di Porto di ………

PASSATA L’ONDA EMOTIVA DEL DISASTRO DEL GIGLIO , LE NAVI DA CROCIERA RITORNANO AI SOLITI PUNTI DI FONDA.

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PASSATA L’ONDA EMOTIVA DEL DISASTRO DEL GIGLIO , LE NAVI DA CROCIERA RITORNANO AI SOLITI PUNTI DI FONDA.


La Capitaneria di Porto di Santa Margherita Ligure ha emesso l’ordinanza con cui stabilisce punti di fonda e rotte di accesso al golfo Marconi in deroga al decreto ROTTE ( MIT 2 marzo 2012 GU 56 del 7 marzo 12) .
Le navi da crociera soltanto potranno ancorarsi ma in uno specifico punto di fonda a 0,7 mg dai limiti del parco , non piu’ fuori dalle 2 miglia dal limite del parco.
Tuttavia non e’ chiaro se il divieto che rimane per tutte le altre navi come recita l’articolo 2 dell’ordinanza , riguarda anche le navi da diporto in uso commerciale .

l’ordinanza n 56/2006

Ord 056-12 Regolamento per le operazioni di atterraggio ancoraggio e sosta delle navi da crociera nella zona e nel punto di fonda individuati nella rada del Golfo Marconi

Santuario dei cetacei , Riserva Marina di Portofino e navi da crociera

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Dopo l’incidente funesto della Costa Concordia , il Ministro Clini ha emanato un D.M. in cui si impone una distanza minima di due miglia dai perimetri dei Parchi Marini e dalle Aree Marine Protette a tutte le navi mercantili e passeggeri superiori alle 500 tsl.
Evidentemente questo rende impraticabile il golfo del Tigullio, ma lo stesso vale per tutte le varie Riserve Marine e Parchi Italiani, alle navi a meno che non le si voglia ormeggiare in autostrada.
La Capitaneria di Porto sta lavorando ad una ordinanza , che sembra riscuotere non poche proteste da parte degli ambientalisti , visto che la memoria dl disastro ambientale della Concordia e’ ancora vivido.
Lega ambiente ed altre Associazioni , si pongono la domanda di come si possa cambiare le norme appena istituite dal DM con una semplice Ordinanza
Il DM in oggetto consente alle Capitanerie Di Porto di disciplinare le rotte di accesso ai porti :
” 1. Nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394, e all’interno dei medesimi perimetri sono vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi mercantili adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda. In relazione alla tipologia dei traffici che ordinariamente interessano le fasce di mare individuate dal presente comma o alle caratteristiche morfologiche del territorio, l’Autorita’ marittima competente puo’ disporre, per la fascia esterna ai predetti perimetri, limiti di distanza differenti allo scopo di garantire la sicurezza anche ambientale della navigazione e per l’accesso e l’uscita dai porti.2. Sono fatti salvi i provvedimenti riguardanti gli schemi di separazione del traffico e le rotte raccomandate ovvero obbligatorie nonche’ le discipline vigenti nei parchi e nelle aree protette nazionali, marine e costiere, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394.
non di modificare la sostanza di un D.M.

E le Navi da Diporto , i grandi Yacht Commerciali superiori a 500 tsl che frequentano normalmente tutte le estati i limiti del parco , come devono comportarsi .
Il problema ancora non si e’ posto ma si manifestera’ molto presto e necessita di risposte immediate.
Nell’auspicio che la Capitaneria di Porto voglia considerare anche quest’altro aspetto .
il testo del DECRETO:

Di seguito il testo del decreto:
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI di concerto con IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE Vista la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare fatta a Montego Bay il 10 dicembre 1982, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 2 dicembre 1994, n. 689; Visti in particolare gli articoli 21, 22 e 25 della predetta convenzione che attribuiscono agli Stati costieri la facolta’ di adottare nel loro mare territoriale misure per salvaguardare la sicurezza della navigazione, assicurare la conservazione delle risorse biologiche del mare, preservare l’ambiente marino e prevenire, ridurre e controllare i fenomeni d’inquinamento del mare e delle coste, ivi incluse misure sulle rotte; Visto l’art. 83 del codice della navigazione, come modificato dall’art. 5 della legge 7 marzo 2001, n. 51, che prevede la possibilita’ per il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di limitare o vietate il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, per motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende; Preso atto dei recenti incidenti della navigazione occorsi in prossimita’ di aree di grande valore ecosistemico ed ambientale e dalla significativa rilevanza socio-economica delle risorse ivi esistenti e, in quanto tali, soggette a particolari regimi di tutela; Considerato che le coste della penisola italiana ed i mari che la circondano sono particolarmente vulnerabili ai rischi del trasporto marittimo e della navigazione anche tenuto conto del lentissimo ricambio che caratterizza le acque del bacino del Mediterraneo; Considerato il rischio di grave inquinamento dell’ambiente marino collegato al trasporto marittimo che puo’ derivare dalle sostanze pericolose e nocive trasportate dalle navi come carico o come propellente per i fini della stessa navigazione; Considerata la necessita’ di proteggere in maniera particolare alcune zone marine e costiere particolarmente vulnerabili interessate da notevoli volumi di traffico; Vista la legge 31 dicembre 1982, n. 979, e la legge 6 dicembre 1991, n. 394; Vista la legge 11 ottobre 2001, n. 391, di ratifica ed esecuzione dell’accordo internazionale firmato tra Monaco, Francia e Italia per la creazione nel Mediterraneo di un Santuario per i mammiferi marini, fatto a Roma il 25 novembre 1999 e le esigenze di tutela ambientale ivi affermate; Visto il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, recante «Attuazione della direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico»; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2005, n. 134, recante «Disciplina per le navi mercantili dei requisiti per l’imbarco, il trasporto e lo sbarco di merci pericolose»; Considerato che, l’area del Santuario dei cetacei e’ stata inclusa nella lista delle aree specialmente protette di importanza mediterranea di cui al protocollo della Convenzione di Barcellona per la protezione delle aree specialmente protette e della diversita’ biologica del Mediterraneo, come ratificato dall’Italia ed entrato in vigore; Considerata la particolarissima sensibilita’ e vulnerabilita’ ambientale della laguna di Venezia ove sono presenti ecosistemi continuamente posti a rischio anche tenuto conto dei rilevanti aumenti del traffico marittimo; Decreta: Art. 1 Misure generali per limitare o vietare il transito delle navi mercantili finalizzate alla protezione di aree sensibili nel mare territoriale. 1. Nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394, e all’interno dei medesimi perimetri sono vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi mercantili adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda. In relazione alla tipologia dei traffici che ordinariamente interessano le fasce di mare individuate dal presente comma o alle caratteristiche morfologiche del territorio, l’Autorita’ marittima competente puo’ disporre, per la fascia esterna ai predetti perimetri, limiti di distanza differenti allo scopo di garantire la sicurezza anche ambientale della navigazione e per l’accesso e l’uscita dai porti.2. Sono fatti salvi i provvedimenti riguardanti gli schemi di separazione del traffico e le rotte raccomandate ovvero obbligatorie nonche’ le discipline vigenti nei parchi e nelle aree protette nazionali, marine e costiere, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394.

Capitaneria di porto di Genova II Sessione esame titoli professionali IMO STCW anno 2011

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Riceviamo Dal Comandante di Lungo Corso Luciano Cinelli , membro della commissione d’esami presso la Capitaneria di Porto di Genova e volentieri pubblichiamo la statistica dell’ultima sessione di esami per i titoli professionali IMO STCW tenutasi nel 2011.

Relazione sulla II sessione esami titoli professionali

Ufficiali di navigazione ( ex patentino )
Candidati : 147
Idonei : 51 ( 34,69%)
Non idonei : 96 di cui 36 per la prova di inglese ( scritto ed orale ) pari al 37,5% dei respinti
e 60 per la prova professionale ( scritto ed orale) pari al 62,5%

1°Ufficiali di Navigazione
Candidati : 59
Idonei : 35 (59,32 % )
Non idonei 24 di cui 17 per la prova di inglese (scritto ed orale pari al 70,83% dei respinti
e 7 per la prova di professionale orale pari al 29,17 % dei respinti

Commento :
Come si può notare in questa sessione per quanto riguarda gli ufficiali di navigazione non e’ stato l’inglese (scritto ed orale) la causa primaria del numero di respinti ma il professionale ( 62,5% ) .
Io ritengo che la causa sia in piccola parte per la poca preparazione propedeutica all’esame ma soprattutto perché a bordo gli allievi non ricevono più l’adeguato sostegno ed affiancamento da parte degli ufficiali superiori in totale disaccordo al libro individuale di
addestramento che il candidato presenta all’esame.
Senza voler colpevolizzare il bordo , sarebbe importante rimarcare che gli allievi devono poter,
durante la loro permanenza a bordo fare anche la parte “didattica” come da STCW

Tanto per dare un’idea di quelli che potrebbero essere le prove di professionale , si allegano due esercizi tra i numerosissimi possibili a disposizione della commissione d’esame .

Esercizio N° 1

Per il giorno 24/11 calcolare l’altezza della marea a Brest (Francia) per le ore tf = 04:00 sapendo che la pressione barometrica è P = 1023 hp.
Calcolare, inoltre, a che ora la marea risulta alta 5.00 m sul C.D.

[Usare il metodo analitico o grafico o entrambi]

Esercizio N° 3

Il giorno 20/10/2011 dalla posizione Pn (n = 40° 00’ N, n = 045° 30’ W) alle ore Tm = 21:00:00 si osserva Capella per ag = 025°. Calcolare l’errore giro in assenza di correttore inserito.
Sapendo che V = 20 nodi e Pg = 173°.4 verificare il buon funzionamento della girobussola. [Tav. 14 I.I.]

La Capitaneria di Porto risponde all’Utente.

3 commenti

VADEMECUM DEL MARITTIMI.

nota bene : questo articolo e’ stato redatto in  Aprile. alla luce del recente decreto legislativo del 7 luglio 2011 n 136 alcune risposte , corrette al’l’epoca della stesura dell’articolo potrebbero non risultare piu’ veritiere.

Si  rimanda pertanto alla lettura del testo  del decreto legislativo del 7 luglio 2011 n 136 , pubblucato su questo stesso blog.

COME ARRIVARE PREPARATI AGLI SPORTELLI DELLA CAPITANERIA DI PORTO ED OTTENERE VELOCEMENTE QUELLO DI CUI SI NECESSITA.

Abbiamo posto dei quesiti alla Capitaneria di Porto che cortesemente ci ha fornito delle esaurienti risposte.

Potrebbe essere un’utile guida a per fare in modo di adempiere correttamente le formalita’ necessarie della nostra professione.

Ricordate che le norme cambiano costantemente , quindi questo vademecum e’ un’indicazione, suscettibile di modifiche e cambiamenti nel tempo.

E’ precisa responsabilita’ del marittimo informarsi presso la propria
Capitaneria di appartenenza per confermare qualsiasi informazione acquisita da altre fonti.

Gentilissimo Comandante,

Vorrei ancora ringraziarla per la disponibilità accordatami nel tentare di instaurare un percorso di collaborazione volto a migliorare i rapporti tra utenti, i marittimi ed i vostri uffici della Gente di Mare.

Come le ho esposto nel corso del nostro ultimo incontro vorrei cercare di formulare una serie di FAQ ( frequently asked question) al fine di aiutare i marittimi a presentarsi ai vostri sportelli ed ottenere i documenti di cui necessitato nella maniera piu’ semplice e veloce possibile.

Di seguito le domande:

Domanda:

1) Un Marittimo Italiano provvisto di libretto di navigazione cosa deve fare per essere correttamente arruolato :

a) Su yacht privato / commerciale di bandiera italiana quando l’unità si trova in Italia.

b) Su yacht privato / commerciale di bandiera italiana quando l’unità si trova all’estero.

c) Su yacht privato / commerciale di bandiera estera quando l’unità si trova in Italia.

d) Su yacht privato / commerciale di bandiera estera quando l’unità si trova all’estero

Risposta:

1) Premessa: Voglia notare che non adottiamo il termine

“yacht” per le unità di bandiera nazionale, non avendo fondamento giuridico, ma “imbarcazione da diporto”, “nave da diporto” e “uso privato” od “uso commerciale”. Con il termine “pleasure yacht” o “commerciai yacht” indichiamo invece le unità di bandiera estera.

Per l’arruolamento del marittimo italiano (libretto di navigazione 1″ e 2″ ctg.) su unità da diporto italiana – nave o imbarcazione, adibite ad uso privato o commerciale – sono necessari i seguenti requisiti/documenti, indifferentemente se l’imbarco avviene in un porto nazionale od all’estero (in questo caso si procederà alla formalizzazione presso locale rappresentanza consolare italiana o in assenza, nel primo porto nazionale scalato):

Buono d’imbarco (2 copie) firmato da un Ufficio di collocamento G.M. che attesti la provenienza da un turno di collocamento.

Visita medica biennale in corso di validità (Sanità marittima).

Visita medica preventiva di imbarco (Sanità marittima).

BST. (Basic safety training) in corso di validità – non obbligatorio per i soli marittimi che imbarcano su imbarcazioni da diporto adibite ad uso privato.

Titolo professionale del diporto DM.121/05, in corso di validità, previsto per gli ufficiali di coperta e macchina rilasciato dalle Capitanerie di porto (imbarcazioni da diporto uso commerciale – navi da diporto).

Convenzione d’arruolamento – CCNL diporto – in almeno n.3 copie originali. Se diporto non commerciale, le copie devono essere presentate in bollo da euro 14,62. L’arruolamento lo può stipulare il Comandante dell’unità, l’armatore od un suo procuratore delegato.

Versamento postale c/c. Tesoreria prov.!e dello Stato da €.O,52 per ogni copia convenzione.

Versamento mod.unico F23 da €.168,OO per imposta di registrazione del contratto d’arruolamento per le sole unità da diporto adibite ad uso privato.

I marittimi arruoiati per compiti di camera e/o cucina (2″ctg.) devono essere in possesso del Libretto di idoneità sanitaria in corso di validità, rilasciato dalle ASL.

N:B:Relativamente alla risposta al quesito n1  

ABBIAMO RICEVUTO LA SEGUENTE PRECISAZIONE RICEVUTA DALLA CDP IN DATA 11.05.11 

Oggetto: Vademecum dei marittimi – parte Convenzione d’arruolamento.

Le imposte sul bollo e sulla registrazione dovute per i contratti 
d’arruolamento riguardanti marittimi imbarcati sulle unità 
da diporto - marche da bollo e versamento da 168,00 euro – 
non sono richieste per quelle adibite a noleggio/locazione 
(fini commerciali) in ragione delle disposizioni di cui 
all’articolo 9-quater, comma 2,della Legge 30/98 
che ha introdotto l’esenzione delle suddette
imposte di bollo e di registro per le “navi mercantili”. 
Pertanto, le unità da diporto impiegate ai fini 
“commerciali” (noleggio/locazione), assimilate 
alle unità mercantili, godono della medesima esenzione.

Per l’arruolamento del marittimo italiano su unità straniera, considerato che ad ogni paese spetta la disciplina delle pratiche d’imbarco sul proprio naviglio, sarà necessario riferirsi all’Amministrazione relativa al paese di bandiera della nave

(consolati), spesso rappresentata direttamente dal Comando di bordo.

Se l’ingaggio per l’imbarco su nave estera avviene in Italia, da parte del Raccomandatario marittimo, rappresentante dell’armatore straniero, allo stesso spettano alcuni adempimenti connessi con le tutele previdenziali ed assicurative prescritte dall’artA della Legge 135/77.

Domanda:

2) Un Marittimo Italiano provvisto di libretto di navigazione cosa deve fare per essere correttamente sbarcato affinche’ il periodo di navigazione possa essere considerato valido ai fini degli esami, del riscatto pensionistico e del rinnovo del titolo :

a) Su yacht privato / commerciale di bandiera italiana quando l’unità si trova in Italia.

b) Su yacht privato / commerciale di bandiera italiana quando l’unità si trova all’estero.

c) Su yacht privato / commerciale di bandiera estera quando l’unità si trova in Italia.

d) Su yacht privato / commerciale di bandiera estera quando l’unità si trova all’estero.

Risposta:

2) Tutta la navigazione riportata a libretto è idonea ai fini pensionistici, esami, rinnovo.

Domanda:

3) Quali documenti e vistati da quali autorità Un Marittimo Italiano provvisto di libretto di navigazione e di titolo IMO STCW deve presentare per certificare un periodo di navigazione valido ai fini del rinnovo del titolo se ( tenendo conto che il discharge cosi’ come inteso dalla cir. 17.12.08 titolo XIII non e’ di fatto possibile che sia vistato ne dall’MCA autorità di bandera ne’ dal consolato inglese se lo Yacht fosse una Red Ensign ): Vedi anche circolare Com. Gen. CDP 0723 feb.2000

a) Su yacht privato / commerciale di bandiera estera quando l’unità si trova in Italia.

b) Su yacht privato / commerciale di bandiera estera quando l’unità si trova all’estero.

Risposta:

3) La navigazione estera riscattata è registrata presentando il discharge con i visti dell’Autorità marittima di bandiera della nave/Stato e visto del Consolato Italiano nello Stato di bandiera della nave.

La navigazione effettuata su bandiera Inglese segue la stessa procedura riportata sopra.

Domanda :

4) La visita biennale va rinnovata alla sua scadenza anche se si è imbarcati?

Risposta :

4) La visita medica biennale va sempre rinnovata, anche se il

marittimo risulta imbarcato.

Domanda:

5) I corsi BST STCW hanno una scadenza , sono previste vidimazioni , corsi di refreshment ?

cambia qualcosa se si è imbarcati o sbarcati per la loro validità?

Risposta:

5) I corsi Bst ( sopravvivenza salvataggio, pssr, antincendio, primo soccorso) hanno validità 5 anni e vengono rinnovati 3 mesi prima o 3 mesi dopo la scadenza avendo effettuato ’12 mesi di navigazione. Nel caso in cui un marittimo non abbia i requisiti per il rinnovo ma abbia più di 6 mesi di navigazione deve effettuare l’esame delle prove pratiche. Ne caso in cui non abbia nemmeno i 6 mesi deve rifare tutti i corsi.

Domanda:

6) Potrebbe cortesemente confermare quanto segue :

al fine del rinnovo di un titolo STCW IMO Mercantile si richiede

a) un anno di navigazione negli ultimi 5 nella funzione del certificato o quella immediatamente inferiore ( comandante , oppure primo ufficiale di coperta ) .

b) un anno di navigazione su unità di tonnellaggio inferiore a quello del certificato ( es. certificato di comandante > 3000 tsl imbarcato su una nave < 3000 tsl.

c) Una sola o entrambe le eccezioni possono essere applicate?

d) 3 mesi in sopranumero nell’ultimo anno prima della scadenza del certificato nella funzione .

e) Ripetere l’esame per accedere al titolo del certificato in oggetto.

Risposta :

6) Lautorita marittima di iscrizione, che ha rilasciato il

certificato adeguato, provvede al rinnovo dello stesso se il marittimo e in possesso dei requisiti di idoneita fisica, degli addestramenti specifici richiesti dalle funzioni del celiificato stesso in corso di validita, e ha soddisfatto, alternativamente, uno dei seguenti requisiti:

a) abbia effettuato almeno dodici mesi di navigazione, anche non continuativi, nei sessanta mesi precedenti la scadenza del certificato adeguato nelle funzioni corrispondenti al certificato da rinnovare o in funzioni equivalenti svolte nella qualifica irnmediatamente inferiore;

b) abbia effettuato, nei dodici mesi precedenti la scadenza del certificato adeguato, un periodo di navigazione di almeno tre mesi in

soprannumero con funzioni corrispondenti a quelle del certificato da rinnovare o con funzioni immediatamente inferiori;

c) abbia superato, con esito favorevole, nei dodici mesi

precedenti la scadenza del certificato adeguato, un esame, ai sensi degli articoii 282 e seguenti del Regolamento a! codice di

navigazione marittima, atto a dimostrare di possedere la competenza

professionale necessaria per lassolvimento delle funzioni relative al certificato da rinnovare.

2. Il requisito di cui al comma 1, lettera a), e soddisfatto se il titolare del certificato da rinnovare e stato imbarcato a bordo di aliscafi, o mezzi veloci o unita in servizio di rimorchio portuale

di tonnellaggio inferiore a 500 GT per la sezione coperta, ovvero con

la potenza di propulsione inferiore a 750 KW per la sezione macchina,

per almeno sessanta mesi consecutivi precedenti !a scadenza del certificato stesso.

3. Gli imbarchi di cui al comma 2 sono attestati dalla societa armatrice con apposita dichiarazione nel!a quale si specifica la data di inizio del rapporto di lavoro.

4. Ai sensi dellarticolo 6, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 324 del 2001, il certificato adeguato relativo alle abilitazioni di capitano, capitano di 2a classe, comandante e comandante di 2él classe, e’ rilasciato, ovvero rinnovato, se il marittimo e’ in possesso dell’attestato di addestramento conseguito del corso radar ARPA – bridge team work – ricerca e salvataggio.

5. Il corso radar ad elaborazione automatica dei dati ARPA e’ propedeuìico al corso radar ARPA – bridge team work – ricerca e salvataggio.

Domanda:

7) Per la navigazione svolta su unità da diporto private la navigazione viene

comprovata con liste equipaggio timbrate dalla autorità marittima e consolare.

Risposta:

7) La navigazione svolta su qualsiasi unità di bandiera italiana

(diporto e commerciale) viene attestata dall’imbarco/sbarco sul libretto di navigazione dei marittimo. Non è considerata valida la presentazione delle sole liste equipaggio vistate.

Domanda

8) Per la navigazione svolta su unità da diporto in uso commerciale come deve essere comprovata la navigazione.

Risposta:

8) La navigazione svolta su qualsiasi unità di bandiera italiana

(diporto o commerciale) viene attestata dall’imbarco/sbarco sul libretto di navigazione del marittimo. Non è considerata valida la presentazione delle sole liste equipaggio vistate.

Domanda:

9) Risponde a vero che i titoli professionali Y ( yacht ) rilasciati dall’MCA , possono essere convertiti in un certificato italiano STCW che ne asserisce la competenza equivalente ( è già stato fatto ) quali documenti è necessario presentare?

Risposta:

9) No alla data odierna non è prevista nessuna conversione  ******* ( vedi nota a pie’ pagina)

Domanda:

10) In caso di sbarco di un marittimo italiano da uno Yacht Italiano all’estero dove non esiste rappresentanza consolare , quale forma è piu’ adatta per tutelare entrambe le parti?

Risposta:

10)Nel caso lo sbarco da unità italiana avvenga all’estero, ave non è disponibile l’Autorità consolare italiana, il marittimo è tenuto alla “regolarizzazione” dell’imbarco/sbarco presso la Capitaneria di porto d’iscrizione.

Domanda:

11) Al fine del rinnovo del Titolo professionale IMO STCW , se alla scadenza sono maturati i requisiti prescritti ( 1 anno di naviganìzione negli ultimi 5 ) e poi si tralascia di effettuare nei tre mesi precedenti o seguenti la scadenza il rinnovo . Si chiede se e’ sempre possibile rinnovare il certificato IMO STCW magari dopo uno o due anni dalla sua scadenza ed in questo caso la sua validità di 5 anni parte dalla precedente scadenza o dalla data del rinnovo ? La scorsa estate il Comando Generale mi aveva parlato di una circolar in tal senso.

Risposta:

11) E’ possibile rinnovare ii Certificato IMO 3 mesi prima e 3

mesi dopo la scadenza.

Domanda

12) Risponde ancora al vero che un allievo diplomato all’istituto nautico , in possesso di oltre 12 mesi di navigazione su nave da diporto non commerciale no ha accesso ne’ all’esame di Ufficiale di navigazione IMO STCW ne’ all’esame di Ufficiale del diporto, in quanto solo la navigazione su yacht commerciali consente di accedere agli esami per i titoli del diporto?

Risposta:

12) Si è corretto, la navigazione su diporto privato non è valida

ai fini degli esami da Ufficiale.

Domanda:

13) Esistono equivalenze e o percorsi formativi per ottenere le certificati IMO STCW oppure per quelli del diporto per coloro che provengono dal settore pesca e vorrebbero cambiare imbarcando o nel settore mercantile o in quello del diporto partendo da titoli tipo :

a) Marinaio autorizzato

b) Capobarca della pesca

c) Meccanico navale di seconda classe per m/n

Risposta:

13) Il titolo di Capobarca alla pesca non è mai stato possibile

convertire in certificato IMO, per il Marinaio Autorizzato ed il Meccanico navale di seconda classe non è più possibile dail’entrata in vigore del decreto del 30/11/07 del Min. Trasp.

Domanda:

14 ) La navigazione svolta su navi mercantili puo’ essere fatta valere al fine del rinnovo di un certificato del diporto?

Sembra sia successo che un marittimo abbia richiesto il titolo di uff.le del diporto partendo dal suo certificato IMO . Gli e’ stato rilasciato il certificato del diporto con la stessa scadenza di quello STCW , ovvero 11 mesi dopo , ma questa scadenza non gli ha consentito di poter accumulare 12 mesi su una unità da diporto ai fini del rinnovo . Possibile che la navigazione che vale per il rinnovo del certificato IMO STCW non è valida per quello del diporto?

Risposta:

14) Come previsto dalla Circo n° ’17 tutta la navigazione riportata a libretto può andare bene per il rinnovo.

Domanda:

15) Quale delle seguenti imbarcazioni e’ obbligato a fare il costituto e quando :

a) Bandiera Italiana Privata o commerciale

b) Bandiera comunitaria privata o commerciale

c) Bandiera extra comunitaria privata o commerciale

Risposta:

15) Il “Costituto in arrivo per il naviglio da diporto” è un documento obbligatorio per le sole unità da

diporto di bandiera extra-comunitaria (sia “pleasure” che “commerciai”) che scalano i porti dello

Stato.

Domanda

16) Chi e’ obbligato a presentare la pratica di Arrivo e quella di partenza e usando quale modello :

a) Bandiera Italiana Privata o commerciale

b) Bandiera comunitaria privata o commerciale

c) Bandiera extra comunitaria privata o commerciale

Risposta:

16) L’obbligo delle formalità di arrivo e partenza vale per le sole unità di bandiera extra-comunitaria

adibite ad uso commerciale (“commerciai yacht”). Per le

rimanenti unità, bandiera

italiana/comunitaria tutte – bandiera extra-comunitaria uso privato (“pleasure”), le pratiche sono

facoltative.

Domanda:

17) Quale unità ha l’obbligo di farsi assistere da una Agenzia Marittima o da un Raccomandatario Marittimo :

a) Bandiera Italiana Privata o commerciale

b) Bandiera comunitaria privata o commerciale

c) Bandiera extra comunitaria privata o commerciale

Risposta:

17) L’obbligo della rappresentanza da parte del Raccomandatario marittimo (persona fisica, non giuridica, iscritta nell’elenco provinciale dei Raccomandatari m.mi) vale per tutte le unità di bandiera estera, comunitaria od extra-comunitaria.

Ciò non deve essere confuso con l’Agenzia marittima, ditta presso la quale il Raccomandatario opera.

Domanda:

18) riguardo al punto 17 cambia qualcosa dal tipo di porto in cui opera l’unita’?

Risposta :

18) La rappresentanza del Raccomandatario è obbligatoria per l’approdo in tutti i porti dello Stato.

N.B. IN DATA 2 MAGGIO 2011 LA CAPITANERIA CHE HA RISPOSTO AI NOSTRI QUESITI HA  SPECIFICATO CHE SOLTANTO LA NAVIGAZIONE EFFETTUATA SU YACHT DA DIPORTO IN USO PRIVATO O COMMERCIALE DI STAZZA SUPERIORE ALLE 500 TLS E’ VALIDA AI FINI DEL RINNOVO DEI CERTIFICATI IMO STCW MERCANTILI.

*********

Egr, Comandante  desidero ringraziare Lei e  tutti i tuoi collaboratori per il lavoro svolto.

Per semplice  informazione la risposta negativa al quesito n 9) a me risulta diversamente ,  veda lettere del MIT  allegate  (prot. 515 class.052.04.04  e prot. 1514 class. 073.04.04 del gennaio 2008 )  in cui si autoirizza Il Consolato e la Capitaneria di porto a rilasciare ad un marittimo italiano, in virtu’ dii quanto previsto dal codice STCW  Reg 1/10 , il riconoscimmento di un titolo  di competenza  ( ovvero endorsment o CEC )  rilasciarto dall’MCA come Master 200 GT ( vessel code ) Primo uff.le  200 GT  e  OOW  fino a 3000 Tsl .
Si specifica anche che non puo’ essere rilasciato un titolo equipollente italiano .
Questo era possible , nel 2008 ma potrebbe essere cambiato qualcosa nel frattempo .
 Cordiali saluti
 
Dario Savino
Capitano di lungo corso.
 
 Risposta della Capitaneria

………..soprattutto, per l’utile spunto che mi hai dato: e a tal proposito, non mi sembra che la risposta data al quesito n. 9 sia in contrasto con quanto mi dici; in altre parole, una cosa è l’ endorsement  eventualmente rilasciato da una ns. rappresentanza consolare all’estero, e una cosa è la convalida di un certificato IMO (anche se non capisco che senso abbia un’endorsement, se poi non vi è il rinnovo/convalida del certificato IMO…); la materia, comunque, è strettamente regolata dagli accordi bilaterali/plurilaterali tra Stati, laddove – questo si – pare che i titoli inglesi per il diporto siano in corso di riconoscimento da noi (e viceversa). Nulla so invece per quanto riguarda eventuali conversioni.
 

Dario Savino c.l.c.

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