Documento Valutazione Rischi . Imbarcazioni e navi da diporto il vuoto legislativo

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DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHI sul posto di lavoro , questo blog negli ultimi due anni ne aveva gia’ trattato ampiamenente.

https://www.google.it/search?q=documemto+valutazione+rischi+%2Bdiporto&ie=utf-8&oe=utf-8&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a&gws_rd=cr&ei=IHqOUszLJ8nDtAbut4HoCg

Sono alcuni anni ormai che aspettiamo che venga colmato il vuoto normativo relativo all’applicazione del D.LGS 81/2008 sicurezza sul posto di lavoro.
Nessuno sa rispondere , ma fate attenzione se succede qualcosa , le responsabilita’ penali ricadono sull’Armatore dell’imbarcazione/ Nave da diporto.
Mettersi in regola non e’ ne’ semplice ne’ economico e comporta la nomina di un rappresentante dell’armatore, un rappresentante dell’equipaggio , un medico fiduciario, la frequentazione di corsi relativi allasicurezza sul lavoro , corsi HACCP per il personale che manipola alimenti, le visite mediche di tutto il personale imbarcato dal medico fiduciario.
Poi si passa alla redazione del Documento Valutazione rischi ( da 2.000 a 10.000 euro richieste da societa’ specializzzate ) .

Abbiamo chiesto un opinione all’Avvocato Antonello Meloni che da sempre ci propone i suoi pareri legali.
di seguito la corispondenza:

Oggetto: Parere legale.

Nave da diporto privata, che non è impegnata in usi commerciali, di proprietà di persona fisica.
Imbarcati con regolare contratto 11 marittimi dotati di regolare libretto di navigazione e contratto di arruolamento.
Classe Rina . Lloyds annotazioni sicurezza tutto il personale in possesso di corsi BST STCW.
Al momento c’è una grossa confusione sull’interpretazione delle norme relative alla sicurezza sul posto di lavoro, e le agenzie che se ne occupano provano a vendere competenze e Documenti di Valutazione Rischi.
Siccome viene in qualche modo coinvolta la figura del datore di lavoro per quanto riguarda le responsabilità e non solo il comandante , mi chiedevo a quale delle due norme devo e se devo
sottomettermi.
Ipotesi a) Dlgs 271 27.lug. 1999 non include le navi da diporto nelle definizioni vedi art. 3 par A ) anzi le esclude vedi art. 4 par B).
( vedi anche d.lgs 18 luglio 2005 n 171 per definizione nave da diporto art.1 comma 2 si
intende per navigazione da diporto quella effettuata in acque marittime ed interni a scopi ricreativi e senza fine di lucro)

Ipotesi B) D.lgs 81/2008 art. 3 par 1. si applica a tutti i settori di attività privati o pubblici….par 2 si provvede a dettare le necessarie disposizioni …….della normativa a bordo delle navi.
art. 4 il presente decreto legislativo si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati ed autonomi, nonché ai soggetti equiparati.

Ipotesi C) none of the above come dicono gli inglesi, nessuna di esse si applica, tranne che
se succede la disgrazia!!!!!!

Sembrerebbe che anche noi dobbiamo provvedere ad implementare tutto quanto previsto
dal DLGS 81 /2008.

L’avv.toMeloni risponde:

Il sottoscritto ritiene che il caso prospettato debba essere risolto nel modo seguente.
È bene considerare che dal 16 Maggio 2011 ogni nave/imbarcazione da diporto (non è chiaro se solo a quelle che sono impiegate in uso commerciale o anche a quelle in uso privato), è soggetta al Decreto Legislativo 81/2008 (testo unico della sicurezza del lavoro).
In applicazione di tale normativa sarà necessario eseguire la valutazione del rischio, la necessaria formazione del personale, redigere il piano di sicurezza, nominare un responsabile così come previsto dal D.Lgs. 81/2008. Tale documento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori dovrà essere inviato al Ministerodelle Infrastrutture e Trasporti per l’approvazione.
Questa è la conseguenza della mancata emissione del Decreto previsto dall’articolo 3 comma 2 del D.Lgs. 81/2008, che avrebbe dovuto dettare le disposizioni necessarie a consentire il coordinamento tra il D.Lgs. 81/2008 ed il D.Lgs. 272/99, concernente la sicurezza e salute dei lavoratori nell’ambito delle operazione e servizi portuali. Ai sensi dell’articolo 3, comma 3 D.Lgs. 81/2008, alla scadenza del termine previsto per l’emanazione del suddetto Decreto, previsto per il 15 Maggio 2011, il D.Lgs. 272/99 si intende abrogato.
Di conseguenza, sono venute meno le norme speciali che riconoscono le particolari condizioni per imprese e lavoratori che operano a bordo alle navi.
L’applicazione a bordo delle navi da diporto del D.Lgs. 81/2008 – senza tener conto delle esistenti specificità, riconosciute fino ad adesso dall’ordinamento – ha delle conseguenze molto onerose sia nell’organizzazione di bordo, che nella possibilità di una applicazione funzionale e non soltanto formale della norma intesa a tutelare la salute del lavoratore.
Cordiali saluti.
(F.to) Avv. Antonello Vittorio Meloni

La stessa mail e’ stata inviata ad una Capitaneria di Porto
e la risposta e’ la seguente:

Mi viene da dirle subito che il 271/99 è palesemente escluso già a livello di definizioni; e per quanto riguarda l’ 81/2008, i vari rinvii da esso effettuati al settore marittimo appaiono o troppo generici o comunque non applicabili alla tipologia di unità prospettata
Anche se è pur vero che, considerando l’aspetto del tipo di inquadramento contrattuale del marittimo e pensando ANCHE alla nave da diporto quale “mezzo di trasporto marittimo”, sicuramente c’è un obbligo di applicare tale Decreto da parte del datore di lavoro .

L’Avv.to Antonello Meloni ci propone le sue riflessioni sul noleggio occasionale.

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ATTUAZIONE DEFINITIVA DEL NOLEGGIO OCCASIONALE

 

Lo scorso 26 febbraio il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato, di concerto col Ministero dell’Economia e delle Finanze e col Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15/04/2013, avente ad oggetto le modalità di comunicazione telematiche necessarie per lo svolgimento dell’attività di noleggio occasionale.

La misura permette di dare piena attuazione all’articolo 49-bis – “noleggio occasionale” – del Codice della nautica, introdotto con il DL n.1/2012 (Cresci Italia). L’obiettivo è di sviluppare il noleggio offrendo un’opportunità di rilancio al settore, incentivando al contempo l’emersione con un regime fiscale agevolato. In particolare, si punta a intercettare l’ampia fascia di domanda proveniente da soggetti disposti a utilizzare occasionalmente un’unità da diporto ma non in condizione di acquistarla, dovendo sostenere anche i relativi costi di esercizio.

Il decreto al suo interno contiene il nuovo prospetto di comunicazione obbligatoria che dovrà essere inviato dalle persone fisiche, o dall’utilizzatore in leasing, che effettuano attività di noleggio in forma occasionale. Il modello da inviare sarà quindi unico, e dovrà essere inviato – preventivamente all’inizio di ogni attività di noleggio occasionale – oltre che all’Agenzia delle Entrate e alla Capitaneria di Porto, anche all’Inps e all’Inail nei casi in cui il noleggio dia luogo a prestazioni di lavoro accessorio (skipper, assistenti, mozzi, etc.), con le seguenti modalità:

– il modello da inviare al Fisco, oltre a fornire una scelta più ampia tra i formati elettronici (pdf, gif, tff o jpg), dovrà essere allegato, invece, a un messaggio di posta elettronica da inoltrare alla casella della direzione centrale accertamento dell’agenzia delle Entrate: dc.acc.noleggio@agenziaentrate.it;

– per le comunicazioni alle Capitanerie di Porto il decreto prevede che i soggetti obbligati devono compilare e sottoscrivere il modello in formato pdf che è disponibile sul sito istituzionale delle Capitanerie e inviarlo per posta elettronica alla Capitaneria competente per territorio;

– nel caso in cui il noleggio occasionale dia luogo a una prestazione di lavoro accessorio, la comunicazione dovrà essere inviata anche all’Inps e all’Inail secondo le regole già in uso per le comunicazioni preventive per l’inizio di attività di lavoro occasionale accessorio. In questo caso la comunicazione dovrà indicare i dati anagrafici e il codice fiscale del titolare persona fisica o dell’utilizzatore in leasing dell’unità da diporto messa a noleggio. Inoltre, con i dati identificativi dell’unità da diporto dovranno essere comunicati anche quelli del soggetto che presta lavoro occasionale, il tipo di attività lavorativa svolta e le date di inizio e fine del lavoro.

Una copia della comunicazione, accompagnata dalle ricevute delle avvenute trasmissioni agli uffici dell’Agenzia delle Entrate e della Capitaneria (e se del caso di Inps e Inail), nonché da una copia del contratto di noleggio occasionale, dovranno essere tenute a bordo dell’unità da diporto e messe a disposizione in caso di controlli.

AVV. ANTONELLO VITTORIO MELONI

Via F. Garavetti, 22/B – 09129 Cagliari

Tel. 334.7079840 – Fax. 070.668049

Mail: melonistudiolegale@tiscali.it

Pec: avv.antonellomeloni@pec.it

Web: www.studiolegalemeloni.eu