i diritti dei marittimi prevalgono sulla visione restrittiva della nostra amministrazione

Commenti disabilitati su i diritti dei marittimi prevalgono sulla visione restrittiva della nostra amministrazione

Unknown

Rassegna stampa UCINA 10 giugno 2016

COMUNICATO STAMPA
UCINA CONFINDUSTRIA NAUTICA: i diritti dei marittimi prevalgono sulla visione restrittiva della nostra amministrazione
Accolto il ricorso sul rinnovo dei titoli professionali marittimi proposto al Tar Lazio da Italian Yacht Masters: i titoli sono dunque rinnovabili per 5 anni.

E’ finalmente arrivata la sentenza sul ricorso presentato al TAR Lazio da Italian Yacht Masters, associata Ucina e maggiore rappresentativa del mondo dei Comandanti di navi da diporto, contro il Ministero delle Infrastrutture e trasporti.

Il Tribunale Amministrativo ha preso in esame il provvedimento di rigetto dell’istanza di rinnovo di abilitazione IMO STCW’95, presentata da un comandante di navi di stazza lorda pari o superiori a 3.000 gt.

Con la sentenza n. 13931/2015, appena pubblicata, il Giudice Amministrativo, oltre ad accogliere le doglianze del ricorrente per “l’eccesso di potere, difetto di istruttoria e motivazione, travisamento dei fatti, ingiustizia e manifesta illogicità”, ha rigettato il provvedimento della Capitaneria di Porto con il quale si negava a un marittimo il rinnovo del suo certificato per i previsti 5 anni, adducendo che i certificati potessero essere rinnovati solo fino al 1.1.2017, data di entrata in vigore della nuova normativa europea in materia.

Fino a oggi i competenti uffici del Personale della navigazione marittima e interna del Ministero dei Trasporti avevano infatti sostenuto, respingendo ogni argomentazione delle Associazioni, l’impossibilità di rinnovare i titoli professionali per l’intero periodo di validità di 5 anni, se questo sopravanzava la data del 1.1.2017.

Il TAR ha riconosciuto che fino al 1°gennaio 2017, le autorità competenti possono continuare a rinnovare e prorogare certificati di competenza e convalide conformemente a quanto previsto dal decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136 che recepisce le nuove normative nell’ordinamento nazionale. Il decreto legislativo, che recepisce la nuova normativa, infatti, “intende evidentemente riferirsi ai requisiti previsti dalla vigente legislazione (D.lgs. 136/2011), cui le autorità devono fare riferimento per rinnovare i certificati di competenza” , senza introdurre “un diverso regime di validità dei certificati stessi”.

“Grazie al lavoro svolto da UCINA proprio in sede di approvazione del d.lgs. 71/2015, finalmente è emerso quanto abbiamo sostenuto, inascoltati, da mesi” – commenta Carla Demaria, presidente di UCINA Confindustria Nautica – “cioè che la normativa vigente si applica fino all’entrata in vigore di quella nuova. Il che appare anche perfettamente logico”.

“Questo vuol dire che le Autorità competenti possono continuare a rinnovare e prorogare i certificati di competenza per l’intero periodo di normale validità di 60 mesi” – spiega Dario Savino, vice presidente di Italian Yacht Master – “conformemente ai requisiti previsti dal D.lgs. 136/2011. Si tratta di una grande vittoria per tutti i lavoratori del mare, fino a oggi penalizzati da una visione restrittiva, per non dire persecutoria, da parte dell’Amministrazione competente. Ringrazio per questo risultato I.Y.M., UCINA e gli Avvocati Giuseppe Loffreda e Sara Reverso dello Studio legale, Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli& Partners”.

Genova, 9 giugno 2016

Contatti:
UCINA Confindustria Nautica
Ufficio stampa
Chiara Castellari
+39 010 5769812
castellari@ucina.net

e’ arrivato a sentenza il ricorso al TAR Lazio proposto da ITALIANYACHTMASTERS

2 commenti

Dopo mesi e mesi e’ arrivato a sentenza il ricorso al TAR Lazio proposto da ITALIANYACHTMASTERS contro il Ministero delle infrastrutture e trasporti.
Eccellentemente rappresentati dagli avv.ti Giuseppe Loffreda e Sara Reverso , Partners dello studio legale, Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli& Partners , con una sentenza rivoluzionaria che fara’ giurisprudenza.

ITALIANYACHTMASTERS per il tramite dei suoi legali , prendendo come caso specifico il rinnovo del certificato di uno dei suoi associati , sosteneva la seguente tesi :
il dlgs 71/2015 ( art. 28 ) e la normativa europea 2012/35/UE relativa ai Certificati di competenza , recita:
”le autorità’ competenti possono continuare a rinnovare e prorogare certificati di competenza e convalide conformemente ai requisiti previsti dal Dlgs 136/2011 ovvero rinnovo per 60 mesi .
Il TAR LAZIO con la sentenza n 13931/2015 oltre a contestare al MIT ed alla CDP ” l’eccesso di potere, difetto di istruttoria e motivazione, travisamento dei fatti , ingiustizia e manifesta illogicità”’ e quindi rigetta il provvedimento della Capitaneria di Porto con il quale si negava al marittimo il rinnovo per 5 anni ed annulla la circolare del Comando Generale delle Capitanerie di Porto n 008 del 27/12/2011 che stabiliva che tutti i certificati di competenza STCW potessero essere rinnovati solo fino al 1.1.2017.
Domani manderemo il nostro legale in Capiteneria a richiedere che la sentenza venga applicata e quindi il certificato rinnovato fino al 2020.

Si ringraziano immensamente gli avvocati Loffreda Giuseppe e Reverso Sara dello studio legale, Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli& Partnersper la collaborazione tenace, indefessa, accorata ed appassionata degli ultimi tre anni.

Tutti gli associati di ITALIANYACHTMASTERS che hanno creduto ed hanno pagato per questo ricorso , nella certezza del diritto , e nella giusta pretesa di essere considerati dalla Amministrazione cittadini e non sudditi.

L’avv.to Roberto Neglia di UCINA che negli ultimi 3 anni ha costantemente portato avanti un discorso di confronto costruttivo con l’Amministrazione al fine di trovare delle soluzioni che rendano giustizia al lavoro ed alla professionalizza dei marittimi italiani.
Le seguenti associazioni che hanno supportato questa azione e fin dal principio non hanno fatto mancare il loro sostegno.
AMADI
LdM
Marittimi dell’Argentario
COSMAR.

Quanto prima pubblicheremo la sentenza in questione , ma gia’ da domani tutti coloro che hanno ottenuto il rinnovo fino al 1.1.17 sotto il vecchio regime, potrebbero decidere di andare in CDP e pretendere che vi rinnovino il vostro Certificato di Competenza per 5 anni dall’ultima scadenza, senza tenere conto dei decreti e delle circolari appena uscite relative a Manila.
Ovvero fino alla pubblicazione dell’ultimo decreto di MANILA Aprile 2016 , se non contiamo Medical Care e First Aids anche essi previsti dal DLGS 71/2015, avrebbero dovuto rilasciare i rinnovi dei certificati di competenza con la vecchia norma vigente il DLGS 136/2011 ovvero con validità’ 60 mesi e non solo fino al 1.1.17

OPS!!!

Grande risultato, decreto rinnovi titoli STCW

2 commenti

thumb__DSC0177_1024.jpg

 

 

Scusate se esulto ma sono due anni e mezzo che l’associazione  ITALIANYACHTMASTERS  con l’inestimabile supporto dell’Avvocato Giuseppe Loffreda , dello studio   Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli  & Partners  e dell’Avvocato  Roberto Neglia di UCINA confindustria Nautica , lavora senza risparmiarsi , con un forte e sostanziale impegno economico e di risorse per conseguire dei miglioramenti a quella che era la Bozza del decreto rinnovi presentata a Roma dal MIT il 16 dicembre 2016.

Attenzione questo documento non e’ ancora in gazzetta ufficiale , e’  apparso oggi in rete sul sito FB del Cosmar e reca la firma del Ministrio Graziano del Rio .

Purtroppo non e’ esattamente quanto si  poteva auspicare , ma  anche chiedere la luna a  volte  risulta controproducente.

Sicuramente ci sono delle buone notizie : 

-Il diporto privato e’ contemplato nelle funzioni alternative utili al rinnovo , anche se purtroppo  sono richiesti  30  mesi  (purtroppo  consecutivi ) anche se le n/s richieste erano 12 mesi .

  • I 12 mesi di navigazione, richiesti  per dimostrare la competenza professionale non  sono più legati come in passato al tonnellaggio espresso dal certificato di competenza ,  ma su unita’ superiori a 80 GT , (almeno questo e’ quanto era scritto nella bozza in un allegato , bisognerà’ vedere la gazzetta ufficiale ) 

-E’ possibile rinnovare un certificato di competenza , fino ad un massimo di 4 anni  dopo la scadenza , se al momento della scadenza esistevano i requisiti  ,  imperioso di navigazione , mentre prima trascorsi tre mesi si perdeva il certificato.

Che dire io vedo il bicchiere mezzo pieno, ma non per questo  il gruppo di lavoro dell’associazione ITALIANYACHTMASTERS con l’inestimabile supporto dell’Avvocato Giuseppe Loffreda , dello studio ,Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners , e dell’Avvocato Roberto Neglia di UCINA confindustria Nautica , smetteranno di chiedere al Ministro di valutare attentamente tutti i miglioramenti che si possono applicare alla norma ed ai decreti in discussione relativi ai corsi di addestramento.

E’ nostra intenzione  continuare a lottare ma soprattutto  di rivolgerci in ambito europeo all’ EMSA ed in  ambito internazionale all’IMO per far si che venga finalmente riconosciuto il giusto valore del diporto commerciale o privato che sia , quando si tratta dis scrivere le norme a cui dobbiamo comunque sottostare.

In questo un sentito ringraziamento va anche alComandante Fredrik Van Wijnen di CESMA la Confederazione Europea dei Comandanti che  fa sentire la nostra voce in Europa, ed alla associazioni AMADI ,  Marittimi dell’Argentario , Lavoratori del Mare che hanno sostenuto le nostre lettere al MIT.

Un ringraziamento va sicuramente a tutti coloro che al MIT hanno aperto occhi ed orecchie per considerare anche il nostro punto di vista senza trincerarsi dietro al muro di gomma della burocrazia, ma comprendendo che dietro al rinnovo di un certificato di competenza ci  sono persone, famiglie e posti di lavoro , oltre che professionalita’ orgoglio italiano e competenza.

DECRETO MINISTRO PER RINNOVO CERTIFICATI DI COMPETENZA E DI ADDESTRAMENTO.

 

UCINA IYM INCONTRANO IL DOTT. BONARETTI

Commenti disabilitati su UCINA IYM INCONTRANO IL DOTT. BONARETTI

 

thumb__DSC0366_1024.jpg

NEL CORSO DELL’INCONTRO DEL 29.02.2016  CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GRAZIANO  DEL RIO , DOTT. MAURO BONARETTI  , UCINA ED ITALIANYACHTMASTERS HANNO  PRESENTATO QUESTO DOCUMENTO IN DIFESA DEI DIRITTI DEI SEAFARERS ITALIANI.

1

Premessa

2

Proposte di integrazione e modifica alle bozze dei Decreti attuativi allegati alla lettera di convocazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 9.12.2015, e segnatamente

Decreto Ministeriale relativo ai rinnovi dei Certificati di Competenza

Decreto Ministeriale relativo alle Qualifiche e abilitazioni per il settore di coperta e di macchina per gli iscritti alla gente di mare che andrà ad abrogare l’attuale D.M. 30 novembre 2007

3

note, osservazioni e proposte in merito ai corsi richiamati dall’art. 13 del D.lgs. 71/2015

__________________________________________________________________________

1
Premessa
La Camera dei deputati
ha rilasciato un parere condizionato all’approvazione dello Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2012/35/UE che modifica la direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione della gente di mare (Atto n. 142 CD).
In particolare, la IX Commissione Trasporti ha evidenziato che
“l’attuazione del decreto legislativo n.136 del 2011 ha dato luogo a problematiche dovute alle rigidità e agli aggravi procedurali specificamente previsti nell’ordinamento italiano, che hanno avuto l’effetto di indurre un numero considerevole di lavoratori italiani del settore a conseguire i titoli marittimi in altri Stati dell’Unione europea e, in particolare, nel Regno Unito;
“occorre pertanto, nell’ambito dello schema di decreto in esame e dei successivi decreti ministeriali attuativi, definire una disciplina che assicuri l’efficacia delle procedure e la semplificazione degli adempimenti”;

approvando lo schema di D.Lgs, fra l’altro, con le seguenti condizioni:

4) con riferimento all’articolo 11, comma 10, per quanto concerne la determinazione delle procedure e delle modalità di autenticazione della navigazione effettuata su navi battenti bandiera estera, si definisca una disciplina che privilegi finalità di efficacia e semplificazione;
5) con riferimento all’articolo 19, comma 1, si preveda che il riconoscimento dei certificati di competenza e dei certificati di addestramento rilasciati da uno Stato membro dell’Unione europea sia subordinato esclusivamente alla verifica di conformità dei certificati stessi alla Convenzione STCW.
Il Senato,
esprimendo un parere condizionato del tutto conforme a quello della Camera, ha evidenziato che:
“nell’applicazione del decreto legislativo n. 136 del 2011 e dei relativi decreti ministeriali di attuazione si sono riscontrati una serie di inconvenienti, legati ad appesantimenti procedurali e rigidità propri della legislazione italiana, il che ha indotto numerosi lavoratori italiani del settore a conseguire i titoli marittimi in altri Stati dell’Unione europea e, in particolare, nel Regno Unito”;
“appare invece essenziale che, per la categoria professionale del personale marittimo, caratterizzata da un mercato naturalmente globalizzato, siano garantiti livelli di qualificazione e titoli di abilitazione del tutto equivalenti a quelli degli altri Stati aderenti alla Convenzione STCW e in particolare degli altri Paesi dell’Unione europea”;
esprimendo parere favorevole, con le seguenti condizioni:
2) con riferimento al comma 10 del medesimo articolo 11, si definisca una disciplina quanto più possibile semplificata e funzionale per la determinazione delle procedure e delle modalità di autenticazione della navigazione effettuata su navi battenti bandiera estera;
5) in relazione ai corsi di livello manageriale introdotti per chiudere la procedura di infrazione comunitaria n. 2012/2210, si assumano tutte le iniziative necessarie per evitare che il personale imbarcato debba sottoporsi ad un ulteriore corso obbligatorio per il conseguimento delle competenze di livello direttivo per gli ufficiali di coperta e di macchina ovvero, qualora ciò non sia possibile in ragione degli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea per la chiusura della procedura d’infrazione, siano adottate tutte le misure necessarie affinché il corso di formazione sia effettuato con modalità quanto più possibile semplificate, riconoscendo al personale imbarcato interessato l’esperienza già acquisita e riducendo comunque al minimo gli oneri e gli adempimenti a suo carico.
Anche sulla base delle indicazioni fatte proprie dal Parlamento, certi che questa PA intenda conformarvisi in pieno, sono avanzate le seguenti osservazioni e proposte.

2
Proposte di integrazione e modifica alle bozze dei Decreti attuativi allegati alla lettera di convocazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 9.12.2015, e segnatamente

Facendo seguito alla Riunione del 15 dicembre 2015, ove si è discusso della bozza dei provvedimenti in oggetto predisposti da Codesta Spett.le Amministrazione di concerto con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, in attuazione degli Emendamenti Manila 2010 (i “Provvedimenti”), con la presente nota la sottoscritta Associazione porta alla Vostra attenzione alcune proposte di integrazioni e modifica dei Provvedimenti, fondamentali per rendere compiutamente operativi gli Emendamenti Manila 2010 e tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori marittimi italiani.

1. A – Decreto Ministeriale relativo ai rinnovi dei Certificati di Competenza

– Modificare l’art. 6 aggiungendo, tra le funzioni equivalenti, la Navigazione effettuata su qualsiasi unità da diporto > 80GT, quindi pure su quelle non adibite ad uso commerciale (pleasure).

Si ritiene, infatti, come esposto durante la Riunione e condiviso con Codesta PA, che tale navigazione debba considerarsi valida ai fini del rinnovo dei CdC alla stregua di altre attività alternative utili a confermare l’assolvimento delle funzioni relative al certificato da rinnovare, sfruttando ogni possibile utile spazio interpretativo.

In questo, ad esempio, si è scelto di operare ammettendo l’equivalenza della navigazione effettuata al Personale militare dei corpi delle Capitanerie di Porto, della Guardia di Finanza, ecc, che fanno navigazione solo su Motovedette.

Il permanere di questa eccezione per il personale di Corpi di polizia e il contemporaneo negarsi di uno sbocco lavorativo ai marittimi imbarcati sui pleasure yacht in uso privato non commerciale , che per ragioni di mercato stanno assistendo a un fenomeno di gigantismo navale tale da surclassare sempre più spesso in dimensioni le unità da diporto commerciale – risulterebbe in violazione, da ultimo, dei principiti garantiti dall’art. 3 della Costituzione.

– Ridurre il periodo necessario per le funzioni equivalenti modificando l’art. 6, 4., primo comma, ed in particolare sostituendo l’inciso “trenta mesi” con “ventiquattro mesi”, che rappresenta già il raddoppio dei requisiti minimi previsti dalla Convenzione, in aderenza alle condizioni prescritte dal Parlamento.

Si è rivelato sempre più difficile, infatti, per alcune tipologie di imbarchi (frequentemente stagionali) riuscire a raggiungere 30 mesi nei cinque anni di validità del certificato da rinnovare.
1.B – Decreto Ministeriale relativo alle Qualifiche e abilitazioni per il settore di coperta e di macchina per gli iscritti alla gente di mare che andrà ad abrogare l’attuale D.M. 30 novembre 2007

Addestramento ECDIS
In merito ai titoli di coperta, laddove si fa riferimento al necessario addestramento ECDIS, occorre specificare che con esso deve intendersi il corso generale e non anche quello specifico per il modello di apparecchiatura ECDIS, che è invece specifico in base alla nave su cui si intende imbarcare.

Titoli alternativi

L’art. 25, c) abroga l’art. 13 del DM 10.5.2005 n. 121 sui Rapporti tra titoli professionali marittimi e titoli professionali del diporto, eliminando di fatto quanto prescritto dalla Convenzione STCW in merito ai titoli alternativi di cui alla Regola VII/3 par. 2. Tale Regola è formulata come segue.

Regola VII/3 par 2
Principi che regolano il rilascio di certificati alternativi
1 Ogni Contraente che decide di rilasciare o autorizzare il rilascio di certificati alternativi dovrà garantire che i seguenti principi sono osservati:
.1 nessun sistema di certificazione alternativa sarà messo in vigore a meno che esso non garantisca un grado di sicurezza in mare ed abbia un effetto preventivo nei riguardi dell’inquinamento come minimo equivalente a quelli forniti dagli altri capitoli; e
.2 qualsiasi disposizione per la certificazione alternativa rilasciata secondo questo capitolo dovrà prevedere l’intercambiabilità dei certificati con quelli rilasciati secondo gli altri capitoli.

UCINA Confindustria Nautica è assolutamente contraria alla suddetta abrogazione che, fra l’altro, implica che il titolo italiano cosiddetto “del diporto” (di cui al DM n. 121 del 10.5.2005) divenga definitivamente un privo di valore, senza alcuna possibilità di crescita per i marittimi, neppure con i dovuti e necessari passaggi, esami, corsi etc.

In tal modo, verrebbe precluso il passaggio da una carriera del diporto ad uno yacht superiore a 3000 GT ed è negata, quindi, l’opportunità di lavoro ai marittimi italiani. Le altre amministrazioni europee, tipo MCA, al contrario, hanno previsto tale possibilità, tramite la previsione di specifici percorsi formativi che possano colmare il gap esistente tra certificati del diporto e quelli mercantili.

Questa soluzione è contraria alle condizioni poste dal Parlamento al Governo ai fini della concessione del parere favorevole all’adozione del D.lgs recante attuazione della direttiva 2012/35/UE.

E’ anche difforme da quando normato da altri Paesi europei e segnatamente dalla Gran Bretagna dove, ai fini del rinnovo, la norma non prevede alcuna distinzione fra commercial yacht e pleasure yaccht, richiedendosi solo che l’unità sia maggiore di 80 Gt o comunque di 24 metri:

“3.2 Vessel size
Seagoing service in the deck department in the capacity of a Master or deck officer in seagoing ships of more than 80 GT or 24 metres.
Seagoing service in the engine department in the capacity of an engineer officer in seagoing ships of at least 750kW registered power.
For the revalidation of yacht restricted Certificates of Competency, the MCA will accept onboard yacht service in the deck department, where you must have served as a Master or deck officer in yachts of more than 15 metres. Yacht service includes a combination of actual sea service, stand-by service and/or yard service. For definitions please refer to MSN 1857.
For the revalidation of a code vessel Certificate of Competency, the MCA will accept at 6 months’ seagoing service (on code vessels) in total during the 5 years immediately prior to revalidating your Certificate of Competency” (MSN 1861 M).

Si richiamano, in proposito, le considerazioni sulle eccezioni disposte per i Corpi di polizia di cui al precedente paragrafo 1-A.
2

note, osservazioni e proposte in merito ai corsi richiamati dall’art. 13 del D.lgs. 71/2015

2.A – Riconoscimento dei corsi di addestramento effettuati all’interno dell’Unione Europea

Si chiede che, conformemente a quanto prescritto dalla STCW emendata da Manila 2010 e come stabilito dalla normativa Europea (Dir. 2012/35/UE) ed in quella nazionale di recepimento (D.lgs. 71 /2015), i corsi di addestramento seguiti nell’ambito dell’Unione Europea vengano espressamente riconosciuti nel nostro Paese.

Il D.Lgs. 71/2015, art. 19, infatti, prevede che i certificati emessi da uno Stato membro dell’Unione Europea vengano riconosciuti dalle Amministrazioni competenti. In particolare l’art. 19 così dispone:

Art.19 
Riconoscimento dei certificati emessi da uno Stato membro dell’Unione europea 1. I certificati di competenza di cui all’articolo 2, comma 1, lettera uu), e i certificati di addestramento di cui all’articolo 2, comma 1, lettera vv), rilasciati ai sensi delle regola V/1-1, V/1-2 e VII, della Convenzione STCW, da uno Stato membro dell’Unione europea a cittadini di Stati membri dell’Unione europea, sono soggetti a riconoscimento da parte delle amministrazioni di cui all’articolo 3 del presente decreto, competenti per materia. Il riconoscimento dei certificati di cui al periodo precedente è subordinato esclusivamente alla verifica di conformità dei certificati stessi alla Convenzione STCW.

2.B – Riconvalida dei certificati di Competenza professionale

Sarebbe auspicabile, che l’Amministrazione prevedesse negli emanandi decreti tutte le possibilità alternative ai fini della riconvalida dei Certificati, così come vengono fornite dalla convenzione STCW, in alternativa ai 12 mesi di navigazione nei precedenti cinque anni, ivi incluso uno specifico corso/i per dimostrare il mantenimento della competenza delle funzioni, diverso dall’esame tout-court prescritto per ottenere il CdC STCW, di cui il marittimo ne sia già in possesso.

È necessario, poi, che venga previsto – sempre come prescritto dalla Convenzione – l’uso dei simulatori. Si riporta qui di seguito, per completezza di analisi, la Sezione A-I/11 sulla Riconvalida dei certificati:

Sezione A-I/11
Riconvalida dei certificati
Competenza professionale
1
La competenza professionale continua, come richiesta dalla regola I/11, dovrà essere stabilita da:
.1 un periodo d’imbarco approvato, svolgendo mansioni (functions) appropriate al certificato posseduto, per un periodo di almeno:
.1.1 un totale di 12 mesi nei precedenti cinque anni, o
.1.2 un totale di tre mesi nei precedenti sei mesi immediatamente prima della riconvalida; o
.2 aver svolto mansioni (functions) considerate equivalenti al periodo d’imbarco richiesto nel paragrafo 1.1, o
.3 superare un test appropriato; o
.4 completare con successo un corso o corsi approvati di addestramento
.5 aver completato un periodo di imbarco approvato, svolgendo le funzioni (functions) appropriate al certificato posseduto, per un periodo di non meno di tre mesi nella posizione (capacity) di soprannumero, o in un grado di ufficiale, inferiore a quello per il quale il certificato posseduto è valido, immediatamente prima di assumere il grado per il quale esso è valido.
I corsi di rinfrescamento (refreshment) e di aggiornamento richiesti dalla regola I/11 dovranno essere approvati e includere i cambi nelle pertinenti norme nazionali e internazionali relative alla sicurezza della vita in mare, sicurezza (security) e la protezione
dell’ambiente marino e prendere in considerazione ogni aggiornamento dello standard di competenza interessato
3 La continua competenza professionale per le cisterne (tankers) come richiesto secondo la regola I/11, paragrafo 3, sarà stabilita da:
.1 approvato periodo di imbarco, svolgendo i compiti (duties) appropriati al certificato per la cisterna (tanker) o convalida (endorsement) posseduta, per un periodo totale di almeno 3 mesi nei precedenti 5 anni, o
.2 aver completato con successo un pertinente corso o corsi di addestramento approvato
2.D – Corsi MAMS e MABEV

In merito a tali corsi si rileva che, in taluni casi, per il marittimo ne risulta impossibile l’ottenimento, in quanto non sempre si riesce né ad avere l’estratto di giornale parte seconda, né che si abbia un Comandante di nazionalità italiana a bordo della nave che possa firmare l’Allegato che comprovi le prove pratiche svolte a bordo.

Sarebbe auspicabile, dunque, che la normativa attualmente in vigore venisse integrata con la previsione di corsi da svolgersi in training center approvati (come, per altro, avviene nel resto del mondo) in quanto ciò semplificherebbe l’ottenimento dei suddetti certificati (Decreto Direttoriale 21 gennaio 2008 e Decreto Direttoriale 28 gennaio 2008)
In questo clima di totale incertezza oltre 70.000 seafarers Italiani guardano con terrore la scadenza tassativa del 1.1.17 che l’Amministrazione Italiana ha voluto dare a tutti i certificati , anche se ad oggi non c’e’ un quadro normativo chiaro di quanto sia necessario fare per rinnovare i certificati di competenza STCW , indispensabili per imbarcare ed espletare le proprie funzioni a bordo , ne’ c’e’ alcuna certezza di quando i centri di formazione italiani saranno in grado di somministrare i corsi di addestramento previsti dagli Emendamenti di Manila alla convenzione che fu pubblicata nel lontano 2010. Ci si domanda perche’ i disagi di una amministrazione inadempiente debbano cadere sui cittadini che in questo modo rischiano di perdere i certificati ed il lavoro .

Relativamente al Decreto pubblicato relativo al corsi di addestramento ‘’Leadership e Managment’’. A detta dei centri di formazione il decreto necessita di una revisione relativa ai programmi per illivello manageriale , e per l’autorizzazione dei formatori gia’ accreditati , altrimenti sara’ difficilmente realizzabile in tempi brevi .

Per quanto il corso di addestramento BST ‘’BASIC SAFETY TRAINING’’ previsto per tutto il personale imbarcato ,  secondo quanto previsto da Manila andrebbe rinnovato ogni 5 anni , tuttavia manca il decreto che codifichi il corso di refreshment.

Corso Medical Care , il dlgs 71 art 11 par 3 recita che ha validità’ 5 anni , ed entro gennaio 2016 bisognava rinnovarlo, poi e’ uscito a gennaio un decreto con  una proroga di 10 mesi. Non si capisce se    istituiranno faranno un corso di refresh con un decreto ,  e nel caso chi ’ha appena fatto un corso  Medical Care ex novo adesso , avrà’ una validità’ di  5 anni?

Corso First aids questa richiesta  e’ sempre nel dlgs 71 art 11 par 3, in quanto incluso nel BST ( basic safety Training refresh )

C’e’ da rilevare che ormai restano solo 10 mesi per fare in modo che oltre 70.000 marittimi italiani possano frequentare tali corsi , nel frattempo navigare e portare uno stipendio a casa. Che i centri di formazione prima di poter somministrare un corso ,devono prepararlo , presentarlo al MIT per essere accreditati e da gennaio 2016 fare in maniera di essere conformi sia al decreto traing of trainers che alle normative ISO.

Bisogna  notare che maggior parte di tali corsi viene gia’ somministrata regolarmente da alcuni anni da molte amministrazioni europee , i corsi di addestramento effettuati in altri paesi della comunità’ europea , diversamente da quanto stabilito sia dalla STCW che dalla Legge eu che del DLGS 71 di maggio 2015 non vengono riconosciuti dal MIT.
Che dire se aspettiamo ancora qualche giorno facciamo in tempo a vedere pubblicata la prossima revisione della STCW.

Professionisti del diporto. Quale futuro?

2 commenti

Sono stato invitato ad un incontro presso uno dei maggiori Cantieri  di costruzione di Yachts Italiani , per discutere sul futuro della professione di marittimo del diporto.

 Di seguito troverete  le mie note, non pretendo di avere in tasca  la verita’ assoluta, o le ricette miracolose per il fututo della categoria, faccio delle semplici  osservazioni. Se qualcuno ha dei contributi da apportare, dei suggerimenti o delle critiche costruttive , e’ benvenuto a postare un commento a questo articolo.

Professionisti del diporto.

 

 

-Il  sistema di apprendimento e di  accesso alla professione di marittimo e’ radicalmente mutata negli ultimi 10 anni, sotto una lodevole spinta alla ricerca di una maggiore professionalita’ e sicurezza .

Si e’ cercato di creare un sistema simile a quello Britannico sia per quanto riguarda il registro delle navi da diporto in uso commerciale sia per quanto riguarda i titoli professionale del diporto (DL 121.).

Negli anni la stringente normativa , SOLAS , STCW, MARPOL , MLC , hanno di fatto  equiparato nei fatti il diporto in uso commerciale al mercantile puro.

Mentre le ammisitrazioni concorrenti ( Red Ensign) hanno sempre mediato questo paragone  con cnorem specifiche  ( Large Commecial Yacht code che ormai e’ alla versione n 3  ed il  12/36 code  ),  emanando norme e regulation , che non perdevano di vista il fondamento della nautica da diporto, ovvero che  anche se sempre piu’ usate in maniera commerciale,  in fondo  non sono delle navi da crociera ma yachts acquistate da un Armatore che le usa per suo diletto e cerca di ammortizzarne i costi noleggiandole.

Non dimenticando mai che la nautica da diporto, costituisce un sostanzioso introito per lo stato , per la cantieristica , per l’indotto e per l’occupazione.

In Italia  il processo legislativo non ha tenuto fede ai buoni propositi ed ha sortito il nefasto effetto di complicare la vita ad Armatori , Equipaggi e Cantieri , decretando di fatto il fallimento di tutto il sistema diporto , basti pensare al numero di navi iscritte la R.I. ( registro internazionale ) e che oggi  e’ possibile effettuare il noleggio temporaneo senza essere titolari di nessun titolo mercantile o del diporto a scapito di sicurezza e  trasparenza ed a detrimento di tutti coloro che hanno in passato puntato sulla specializzazione del settore.

Prima dei titoli del diporto la formazione di un marittimo avveniva per due canali principali, quello  scolastico con la frequenza dell’istituto nautico e gli esami di patentino e patente in capitaneria , e quello della pratica che  anche senza il diploma nautico , fatta l’opportuna esperienza pratica con imbarchi navigazione consentiva l’accesso a titoli professionali minori. Le patenti nautiche erano per il diporto puro , non in uso commerciale.

Tutto questo e’ cambiato con il codice STCW e la cancellazione de facto dei titoli professionali,  sostituiti dai certificati IMO STCW .

Nel corso degli anni  i nostri legislatori si sono sbizzarriti in numerose e spesso contrastanti interpretazioni della normativa internazionale ma sempre a svantaggio e penalizzando i marittimi rendendo l’accesso al lavoro sempre piu’ penalizzato e difficile spesso ingiustificatamente.

Del resto se avete l’opportunita’ di verificare chi siede ai tavoli Ministeriali , dove per esempio si discute di revisione dei  titoli del diporto , resterete stupiti che su 12 sigle solo 2 rappresentano realmente i marittimi.

Se dovessi  consigliare  oggi un ragazzo con molta ,molta passione che desidera incominciare a navigare  nel diporto , dovrei in coscienza suggerirgli di seguire il percorso dei titoli MCA ,e solo  in seconda istanza quello mercantile italiano  se diplomato nautico.

Il problema oggi e’ quello di semplificare  il percorso formativo,  scolastico e di accesso alla professione,  dando ampio spazio alla parte pratica su navi e yacht di diversa tipologia , evitando accuratamente che le esperienze di un allievo si limitino solo ad una tipologia di nave.

Soltanto il 5% dei diplomati nautici si imbarca e sceglie come professione quella di marittimo e questi probabilmente sono dati pre-crisi quando ancora le possibilita’ di imbarco erano maggiori .

Inoltre a mio parere, per quanto la situazione normativa attuale non sia delle migliori , e’ molto rischioso stimolare la nostra Amministrazione a fare dei cambiamenti  , in quanto si rischia un intervento normativo che  quasi mai si conclude coincidendo con le aspettative iniziali.

Sai quello che lasci ma non quello che trovi.

Anche perche’ a  livello delle istituzioni sovra nazionali ( IMO, ILO, etc)  il mondo del diporto italiano e le sue esigenze non e’ mai stato rappresentato.

Volendo essere propositivi , credo che in Italia innanzi tutto bisognerebbe cercare una coerenza  istituzionale e capire se la nautica da diporto, il charter , la cantieristica, l’indotto , i porti turistici  e l’occupazione che comportavano solo pochi anni fa    svariati  punti di PIL , sono una risorsa o un detrimento per il paese  e l’economia nazionale, ricordando che la nautica da diporto esiste se ci sono Armatori , troppo  spesso additati come evasori e malfattori ,  propensi a spendere per acquistare e mantenere degli yachts.

SI potrebbe allora pensare ad un percorso scolastico specifico per il diporto , da svolgere presso gli istituti nautici , alternati a stage a bordo, con lo scopo di avere accesso al mondo del lavoro immediatamente dopo il diploma. 

Non si puo’ invecchiare sui  libri e pagare corsi , senza sapere se questa e’ la professione per cui vogliamo  investire per il futuro .

Dobbiamo consentire ai ragazzi  che vogliono cogliere la sfida,  un accesso al mondo del lavoro anticipato, come succedeva una volta , lasciando loro la possibilita’ di scelta e  la consapevolezza che se si impegnano ,se lo desiderano , da subito dopo il diploma possono avere  un lavoro retribuito.

E’ fondamentale che  come nella tradizione nautica  ci sia una curva di apprendimento  di un certo spessore con dei tempi e dei corsi / specializzazioni certe.

Nello specifico credo che oggi manchi  totalmente nella formazione di  Ufficiali e Capitani di Macchina le conoscenze avanzate  su macchine  ecologicamente compatibili ( sistemi ibridi, solari eolici etc)  su informatica e programmazione , riparazioni e manutenzioni di  sistemi hotelliere ,   argomenti che indubbiamente costituiscono il futuro di questa professione.

Per la coperta sicuramente va posto l’accento sulla conoscenza e  la messa in pratica delle norme internazionali , oltre alle  buone pratiche di seamanship ,  corroborate da un bel corso di amministrazione aziendale e  buona pratica.

Un futuro Ufficiale / comandante deve essere a conoscenza di  tutti gli aspetti della gestione di uno yacht, dalla contabilita’  a come gestire  l’equipaggio, i rapporti con i cantieri ed i fornitori ,  correttamente rispettando le leggi  senza approssimazioni.

Deve conoscere perfettamente cosa chiedere al suo equipaggio in maniera da soddisfare le richieste dell’armatore e del charter guest e per farlo deve avere una conoscenza approfondita  delle mansioni e  delle caratteristiche richieste per ogni  membro dell’equipaggio.

Una scuola di questo genere dovrebbe preoccuparsi di formare personale di  interni e di cucina di altissimo livello.

Per tutti l’inglese e  le lingue  straniere, la competenza ,la professionalita’  sono le fondamenta su cui poggiare una carriera di successo .

Quelli della mia eta’ hanno forse avuto la fortuna di vivere gli anni d’oro dello yachting e del diporto commerciale ,  tuttavia solo coloro che si sono costantemente applicati , hanno continuato a studiare a spendere in corsi e formazione, a perseverare nella ricerca della professionalita’ , hanno avuto la possibilita’ di sostenere la concorrenza dei colleghi anglo sassoni  a testa alta.

Oggi in un mondo che offre sempre meno opportunita’ occupazionali  e’ sempre piu’ difficile vincere questa sfida se  non si e’ supportati dall’intero cluster della Nautica da diporto e dalla Amministrazione.

Non  vogliamo sussidi  ma solo essere messi in condizione di lavorare al pari dei nostri colleghi stranieri.

Sono sicuro che qualsiasi giovane che possa  immaginare  un possibile futuro in questa professione , sara’ in grado di esprimere passione ,intuito , ingegno ed impegno da surclassare qualsiasi concorrente , almeno lo spero per le generazioni future.

Dario Savino c.l.c.

 

Dopo un anno la notizia del riconoscimento dei titoli del diporto da parte dell’MCA diventa ufficiale

3 commenti

Ne avevamo dato notizia circa un anno fa attirandoci gli irati strali di molte lobbies . Ucina comunica ai soci in data 26 marzo 2012 che ”finalmente la tematica del reciproco riconoscimento dei titoli professionali del diporto fra Italia e Gran Bretagna ha trovato una soluzione positiva” …..”Inoltre nel corso dell’incontro sono state poste le basi per il prossimo riconoscimento dei periodi di imbarco sul naviglio Britannico del personale Italiano ai fini del rinnovo dei certificati Italiani, per i quali il Ministero resta in attesa di una proposta della controparte Britannica”.
All’epoca 14 marzo 2011 avevamo avuto la conferma di quanto pubblicato direttamente dall’MCA seguita immediatamente dal rilascio di numerosi CEC ( certificate of Equivalent competency) a fronte di titoli del diporto Italiani.
Sono 47 CEC rilasciati in un anno dall’MCA a marittimi italiani in possesso di un titolo del diporto.
Siamo molto lieti che il dialogo tra MCA e Ministero Infrastrutture e Trasporti stia continuando a produrre utili sviluppi per i marittimi , vedi la volonta’ di affrontare il problema del riconoscimento della navigazione effettuata su Red Ensign.
Anche se rimane qualche dubbio sulla recente norma del noleggio temporaneo che sembra impoverire la professionalita’ ed i sacrifici di coloro che hanno seguito tutte le prescrizioni ed i dettami richiesti per ottenere un titolo del diporto.

Di seguito la notizia cosi’ come era apparsa su questo blog circa un anno fa :MCA LE BUONE NOTIZIE SONO CONFERMATE
14 marzo 2011
dadosav Uncategorized ”MCA CERTIFICATE OF EQUIVALENT COMPETENCY” 1 commento [Edit]

Carissimi Comandanti,
nei giorni passati alcuni di Voi ci hanno chiesto se anche il primo step della ns formazione professionale del diporto ( ai sensi del D.M. 121/2005) e più precisamente il Certificato di Ufficiale del Diporto necessitava del corso Business & Law per il rilascio del CEC ( Certificate of Equivalent Competency ) da parte della MCA.
Abbiamo effettuato un quesito scritto alla MCA (allegando una copia del Certificato di Ufficiale del Diporto) che ci ha risposto come segue, confermando, comunque l’avvenuto riconoscimento dei titoli professionali del Diporto Italiani (Ufficiale, Capitano e Comandante del Diporto).

Colgo l’occasione per sottolineare ulteriormente che lo YACHTMASTER OFFSHORE/OCEAN non è un certificato STCW’95 ( è un certificato Royal Yachting Association ) e non é riconosciuto dalla ns Amministrazione.
Come più volte comunicato il certificato riconosciuto dalla ns. Amministrazione è il MASTER 200 GT STCW ’95 conseguibile dopo aver effettuato la seguente formazione:
YACHT MASTER OFFSHORE/OCEAN +
CORSO GMDSS +
CORSI BASE STCW’95 +
ESAME ORALE CON ESAMINATORE DELLA MCA.

EVITATE, pertanto di continuare ad andare nelle Capitanerie di Porto dicendo che l’Agenzia Marittima De Felice scrive che lo YachtMaster Offshore RYA è riconosciuto dalla ns Amministrazione.

Alleghiamo normative MCA relative al CEC e Master 200GT, che potete leggere per una VS maggior chiarezza ed informazione.
Restiamo, comunque a Vs. disposizione per ulteriori informazioni.
Buon lavoro a tutti.

Ida De Felice
Agenzia Marittima De Felice Srl