UCINA IYM INCONTRANO IL DOTT. BONARETTI

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NEL CORSO DELL’INCONTRO DEL 29.02.2016  CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GRAZIANO  DEL RIO , DOTT. MAURO BONARETTI  , UCINA ED ITALIANYACHTMASTERS HANNO  PRESENTATO QUESTO DOCUMENTO IN DIFESA DEI DIRITTI DEI SEAFARERS ITALIANI.

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Premessa

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Proposte di integrazione e modifica alle bozze dei Decreti attuativi allegati alla lettera di convocazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 9.12.2015, e segnatamente

Decreto Ministeriale relativo ai rinnovi dei Certificati di Competenza

Decreto Ministeriale relativo alle Qualifiche e abilitazioni per il settore di coperta e di macchina per gli iscritti alla gente di mare che andrà ad abrogare l’attuale D.M. 30 novembre 2007

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note, osservazioni e proposte in merito ai corsi richiamati dall’art. 13 del D.lgs. 71/2015

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Premessa
La Camera dei deputati
ha rilasciato un parere condizionato all’approvazione dello Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2012/35/UE che modifica la direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione della gente di mare (Atto n. 142 CD).
In particolare, la IX Commissione Trasporti ha evidenziato che
“l’attuazione del decreto legislativo n.136 del 2011 ha dato luogo a problematiche dovute alle rigidità e agli aggravi procedurali specificamente previsti nell’ordinamento italiano, che hanno avuto l’effetto di indurre un numero considerevole di lavoratori italiani del settore a conseguire i titoli marittimi in altri Stati dell’Unione europea e, in particolare, nel Regno Unito;
“occorre pertanto, nell’ambito dello schema di decreto in esame e dei successivi decreti ministeriali attuativi, definire una disciplina che assicuri l’efficacia delle procedure e la semplificazione degli adempimenti”;

approvando lo schema di D.Lgs, fra l’altro, con le seguenti condizioni:

4) con riferimento all’articolo 11, comma 10, per quanto concerne la determinazione delle procedure e delle modalità di autenticazione della navigazione effettuata su navi battenti bandiera estera, si definisca una disciplina che privilegi finalità di efficacia e semplificazione;
5) con riferimento all’articolo 19, comma 1, si preveda che il riconoscimento dei certificati di competenza e dei certificati di addestramento rilasciati da uno Stato membro dell’Unione europea sia subordinato esclusivamente alla verifica di conformità dei certificati stessi alla Convenzione STCW.
Il Senato,
esprimendo un parere condizionato del tutto conforme a quello della Camera, ha evidenziato che:
“nell’applicazione del decreto legislativo n. 136 del 2011 e dei relativi decreti ministeriali di attuazione si sono riscontrati una serie di inconvenienti, legati ad appesantimenti procedurali e rigidità propri della legislazione italiana, il che ha indotto numerosi lavoratori italiani del settore a conseguire i titoli marittimi in altri Stati dell’Unione europea e, in particolare, nel Regno Unito”;
“appare invece essenziale che, per la categoria professionale del personale marittimo, caratterizzata da un mercato naturalmente globalizzato, siano garantiti livelli di qualificazione e titoli di abilitazione del tutto equivalenti a quelli degli altri Stati aderenti alla Convenzione STCW e in particolare degli altri Paesi dell’Unione europea”;
esprimendo parere favorevole, con le seguenti condizioni:
2) con riferimento al comma 10 del medesimo articolo 11, si definisca una disciplina quanto più possibile semplificata e funzionale per la determinazione delle procedure e delle modalità di autenticazione della navigazione effettuata su navi battenti bandiera estera;
5) in relazione ai corsi di livello manageriale introdotti per chiudere la procedura di infrazione comunitaria n. 2012/2210, si assumano tutte le iniziative necessarie per evitare che il personale imbarcato debba sottoporsi ad un ulteriore corso obbligatorio per il conseguimento delle competenze di livello direttivo per gli ufficiali di coperta e di macchina ovvero, qualora ciò non sia possibile in ragione degli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea per la chiusura della procedura d’infrazione, siano adottate tutte le misure necessarie affinché il corso di formazione sia effettuato con modalità quanto più possibile semplificate, riconoscendo al personale imbarcato interessato l’esperienza già acquisita e riducendo comunque al minimo gli oneri e gli adempimenti a suo carico.
Anche sulla base delle indicazioni fatte proprie dal Parlamento, certi che questa PA intenda conformarvisi in pieno, sono avanzate le seguenti osservazioni e proposte.

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Proposte di integrazione e modifica alle bozze dei Decreti attuativi allegati alla lettera di convocazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 9.12.2015, e segnatamente

Facendo seguito alla Riunione del 15 dicembre 2015, ove si è discusso della bozza dei provvedimenti in oggetto predisposti da Codesta Spett.le Amministrazione di concerto con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, in attuazione degli Emendamenti Manila 2010 (i “Provvedimenti”), con la presente nota la sottoscritta Associazione porta alla Vostra attenzione alcune proposte di integrazioni e modifica dei Provvedimenti, fondamentali per rendere compiutamente operativi gli Emendamenti Manila 2010 e tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori marittimi italiani.

1. A – Decreto Ministeriale relativo ai rinnovi dei Certificati di Competenza

– Modificare l’art. 6 aggiungendo, tra le funzioni equivalenti, la Navigazione effettuata su qualsiasi unità da diporto > 80GT, quindi pure su quelle non adibite ad uso commerciale (pleasure).

Si ritiene, infatti, come esposto durante la Riunione e condiviso con Codesta PA, che tale navigazione debba considerarsi valida ai fini del rinnovo dei CdC alla stregua di altre attività alternative utili a confermare l’assolvimento delle funzioni relative al certificato da rinnovare, sfruttando ogni possibile utile spazio interpretativo.

In questo, ad esempio, si è scelto di operare ammettendo l’equivalenza della navigazione effettuata al Personale militare dei corpi delle Capitanerie di Porto, della Guardia di Finanza, ecc, che fanno navigazione solo su Motovedette.

Il permanere di questa eccezione per il personale di Corpi di polizia e il contemporaneo negarsi di uno sbocco lavorativo ai marittimi imbarcati sui pleasure yacht in uso privato non commerciale , che per ragioni di mercato stanno assistendo a un fenomeno di gigantismo navale tale da surclassare sempre più spesso in dimensioni le unità da diporto commerciale – risulterebbe in violazione, da ultimo, dei principiti garantiti dall’art. 3 della Costituzione.

– Ridurre il periodo necessario per le funzioni equivalenti modificando l’art. 6, 4., primo comma, ed in particolare sostituendo l’inciso “trenta mesi” con “ventiquattro mesi”, che rappresenta già il raddoppio dei requisiti minimi previsti dalla Convenzione, in aderenza alle condizioni prescritte dal Parlamento.

Si è rivelato sempre più difficile, infatti, per alcune tipologie di imbarchi (frequentemente stagionali) riuscire a raggiungere 30 mesi nei cinque anni di validità del certificato da rinnovare.
1.B – Decreto Ministeriale relativo alle Qualifiche e abilitazioni per il settore di coperta e di macchina per gli iscritti alla gente di mare che andrà ad abrogare l’attuale D.M. 30 novembre 2007

Addestramento ECDIS
In merito ai titoli di coperta, laddove si fa riferimento al necessario addestramento ECDIS, occorre specificare che con esso deve intendersi il corso generale e non anche quello specifico per il modello di apparecchiatura ECDIS, che è invece specifico in base alla nave su cui si intende imbarcare.

Titoli alternativi

L’art. 25, c) abroga l’art. 13 del DM 10.5.2005 n. 121 sui Rapporti tra titoli professionali marittimi e titoli professionali del diporto, eliminando di fatto quanto prescritto dalla Convenzione STCW in merito ai titoli alternativi di cui alla Regola VII/3 par. 2. Tale Regola è formulata come segue.

Regola VII/3 par 2
Principi che regolano il rilascio di certificati alternativi
1 Ogni Contraente che decide di rilasciare o autorizzare il rilascio di certificati alternativi dovrà garantire che i seguenti principi sono osservati:
.1 nessun sistema di certificazione alternativa sarà messo in vigore a meno che esso non garantisca un grado di sicurezza in mare ed abbia un effetto preventivo nei riguardi dell’inquinamento come minimo equivalente a quelli forniti dagli altri capitoli; e
.2 qualsiasi disposizione per la certificazione alternativa rilasciata secondo questo capitolo dovrà prevedere l’intercambiabilità dei certificati con quelli rilasciati secondo gli altri capitoli.

UCINA Confindustria Nautica è assolutamente contraria alla suddetta abrogazione che, fra l’altro, implica che il titolo italiano cosiddetto “del diporto” (di cui al DM n. 121 del 10.5.2005) divenga definitivamente un privo di valore, senza alcuna possibilità di crescita per i marittimi, neppure con i dovuti e necessari passaggi, esami, corsi etc.

In tal modo, verrebbe precluso il passaggio da una carriera del diporto ad uno yacht superiore a 3000 GT ed è negata, quindi, l’opportunità di lavoro ai marittimi italiani. Le altre amministrazioni europee, tipo MCA, al contrario, hanno previsto tale possibilità, tramite la previsione di specifici percorsi formativi che possano colmare il gap esistente tra certificati del diporto e quelli mercantili.

Questa soluzione è contraria alle condizioni poste dal Parlamento al Governo ai fini della concessione del parere favorevole all’adozione del D.lgs recante attuazione della direttiva 2012/35/UE.

E’ anche difforme da quando normato da altri Paesi europei e segnatamente dalla Gran Bretagna dove, ai fini del rinnovo, la norma non prevede alcuna distinzione fra commercial yacht e pleasure yaccht, richiedendosi solo che l’unità sia maggiore di 80 Gt o comunque di 24 metri:

“3.2 Vessel size
Seagoing service in the deck department in the capacity of a Master or deck officer in seagoing ships of more than 80 GT or 24 metres.
Seagoing service in the engine department in the capacity of an engineer officer in seagoing ships of at least 750kW registered power.
For the revalidation of yacht restricted Certificates of Competency, the MCA will accept onboard yacht service in the deck department, where you must have served as a Master or deck officer in yachts of more than 15 metres. Yacht service includes a combination of actual sea service, stand-by service and/or yard service. For definitions please refer to MSN 1857.
For the revalidation of a code vessel Certificate of Competency, the MCA will accept at 6 months’ seagoing service (on code vessels) in total during the 5 years immediately prior to revalidating your Certificate of Competency” (MSN 1861 M).

Si richiamano, in proposito, le considerazioni sulle eccezioni disposte per i Corpi di polizia di cui al precedente paragrafo 1-A.
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note, osservazioni e proposte in merito ai corsi richiamati dall’art. 13 del D.lgs. 71/2015

2.A – Riconoscimento dei corsi di addestramento effettuati all’interno dell’Unione Europea

Si chiede che, conformemente a quanto prescritto dalla STCW emendata da Manila 2010 e come stabilito dalla normativa Europea (Dir. 2012/35/UE) ed in quella nazionale di recepimento (D.lgs. 71 /2015), i corsi di addestramento seguiti nell’ambito dell’Unione Europea vengano espressamente riconosciuti nel nostro Paese.

Il D.Lgs. 71/2015, art. 19, infatti, prevede che i certificati emessi da uno Stato membro dell’Unione Europea vengano riconosciuti dalle Amministrazioni competenti. In particolare l’art. 19 così dispone:

Art.19 
Riconoscimento dei certificati emessi da uno Stato membro dell’Unione europea 1. I certificati di competenza di cui all’articolo 2, comma 1, lettera uu), e i certificati di addestramento di cui all’articolo 2, comma 1, lettera vv), rilasciati ai sensi delle regola V/1-1, V/1-2 e VII, della Convenzione STCW, da uno Stato membro dell’Unione europea a cittadini di Stati membri dell’Unione europea, sono soggetti a riconoscimento da parte delle amministrazioni di cui all’articolo 3 del presente decreto, competenti per materia. Il riconoscimento dei certificati di cui al periodo precedente è subordinato esclusivamente alla verifica di conformità dei certificati stessi alla Convenzione STCW.

2.B – Riconvalida dei certificati di Competenza professionale

Sarebbe auspicabile, che l’Amministrazione prevedesse negli emanandi decreti tutte le possibilità alternative ai fini della riconvalida dei Certificati, così come vengono fornite dalla convenzione STCW, in alternativa ai 12 mesi di navigazione nei precedenti cinque anni, ivi incluso uno specifico corso/i per dimostrare il mantenimento della competenza delle funzioni, diverso dall’esame tout-court prescritto per ottenere il CdC STCW, di cui il marittimo ne sia già in possesso.

È necessario, poi, che venga previsto – sempre come prescritto dalla Convenzione – l’uso dei simulatori. Si riporta qui di seguito, per completezza di analisi, la Sezione A-I/11 sulla Riconvalida dei certificati:

Sezione A-I/11
Riconvalida dei certificati
Competenza professionale
1
La competenza professionale continua, come richiesta dalla regola I/11, dovrà essere stabilita da:
.1 un periodo d’imbarco approvato, svolgendo mansioni (functions) appropriate al certificato posseduto, per un periodo di almeno:
.1.1 un totale di 12 mesi nei precedenti cinque anni, o
.1.2 un totale di tre mesi nei precedenti sei mesi immediatamente prima della riconvalida; o
.2 aver svolto mansioni (functions) considerate equivalenti al periodo d’imbarco richiesto nel paragrafo 1.1, o
.3 superare un test appropriato; o
.4 completare con successo un corso o corsi approvati di addestramento
.5 aver completato un periodo di imbarco approvato, svolgendo le funzioni (functions) appropriate al certificato posseduto, per un periodo di non meno di tre mesi nella posizione (capacity) di soprannumero, o in un grado di ufficiale, inferiore a quello per il quale il certificato posseduto è valido, immediatamente prima di assumere il grado per il quale esso è valido.
I corsi di rinfrescamento (refreshment) e di aggiornamento richiesti dalla regola I/11 dovranno essere approvati e includere i cambi nelle pertinenti norme nazionali e internazionali relative alla sicurezza della vita in mare, sicurezza (security) e la protezione
dell’ambiente marino e prendere in considerazione ogni aggiornamento dello standard di competenza interessato
3 La continua competenza professionale per le cisterne (tankers) come richiesto secondo la regola I/11, paragrafo 3, sarà stabilita da:
.1 approvato periodo di imbarco, svolgendo i compiti (duties) appropriati al certificato per la cisterna (tanker) o convalida (endorsement) posseduta, per un periodo totale di almeno 3 mesi nei precedenti 5 anni, o
.2 aver completato con successo un pertinente corso o corsi di addestramento approvato
2.D – Corsi MAMS e MABEV

In merito a tali corsi si rileva che, in taluni casi, per il marittimo ne risulta impossibile l’ottenimento, in quanto non sempre si riesce né ad avere l’estratto di giornale parte seconda, né che si abbia un Comandante di nazionalità italiana a bordo della nave che possa firmare l’Allegato che comprovi le prove pratiche svolte a bordo.

Sarebbe auspicabile, dunque, che la normativa attualmente in vigore venisse integrata con la previsione di corsi da svolgersi in training center approvati (come, per altro, avviene nel resto del mondo) in quanto ciò semplificherebbe l’ottenimento dei suddetti certificati (Decreto Direttoriale 21 gennaio 2008 e Decreto Direttoriale 28 gennaio 2008)
In questo clima di totale incertezza oltre 70.000 seafarers Italiani guardano con terrore la scadenza tassativa del 1.1.17 che l’Amministrazione Italiana ha voluto dare a tutti i certificati , anche se ad oggi non c’e’ un quadro normativo chiaro di quanto sia necessario fare per rinnovare i certificati di competenza STCW , indispensabili per imbarcare ed espletare le proprie funzioni a bordo , ne’ c’e’ alcuna certezza di quando i centri di formazione italiani saranno in grado di somministrare i corsi di addestramento previsti dagli Emendamenti di Manila alla convenzione che fu pubblicata nel lontano 2010. Ci si domanda perche’ i disagi di una amministrazione inadempiente debbano cadere sui cittadini che in questo modo rischiano di perdere i certificati ed il lavoro .

Relativamente al Decreto pubblicato relativo al corsi di addestramento ‘’Leadership e Managment’’. A detta dei centri di formazione il decreto necessita di una revisione relativa ai programmi per illivello manageriale , e per l’autorizzazione dei formatori gia’ accreditati , altrimenti sara’ difficilmente realizzabile in tempi brevi .

Per quanto il corso di addestramento BST ‘’BASIC SAFETY TRAINING’’ previsto per tutto il personale imbarcato ,  secondo quanto previsto da Manila andrebbe rinnovato ogni 5 anni , tuttavia manca il decreto che codifichi il corso di refreshment.

Corso Medical Care , il dlgs 71 art 11 par 3 recita che ha validità’ 5 anni , ed entro gennaio 2016 bisognava rinnovarlo, poi e’ uscito a gennaio un decreto con  una proroga di 10 mesi. Non si capisce se    istituiranno faranno un corso di refresh con un decreto ,  e nel caso chi ’ha appena fatto un corso  Medical Care ex novo adesso , avrà’ una validità’ di  5 anni?

Corso First aids questa richiesta  e’ sempre nel dlgs 71 art 11 par 3, in quanto incluso nel BST ( basic safety Training refresh )

C’e’ da rilevare che ormai restano solo 10 mesi per fare in modo che oltre 70.000 marittimi italiani possano frequentare tali corsi , nel frattempo navigare e portare uno stipendio a casa. Che i centri di formazione prima di poter somministrare un corso ,devono prepararlo , presentarlo al MIT per essere accreditati e da gennaio 2016 fare in maniera di essere conformi sia al decreto traing of trainers che alle normative ISO.

Bisogna  notare che maggior parte di tali corsi viene gia’ somministrata regolarmente da alcuni anni da molte amministrazioni europee , i corsi di addestramento effettuati in altri paesi della comunità’ europea , diversamente da quanto stabilito sia dalla STCW che dalla Legge eu che del DLGS 71 di maggio 2015 non vengono riconosciuti dal MIT.
Che dire se aspettiamo ancora qualche giorno facciamo in tempo a vedere pubblicata la prossima revisione della STCW.

Riflessioni sulla normativa Italiana relativa ai titoli professionali mercantili e del diporto.

1 commento

Riflessioni sulla normativa Italiana relativa ai titoli professionali mercantili e del diporto.

Premessa
Credo che la parola chiave sia, semplificazione. Provare a creare un percorso normativo condiviso con l’ Amministrazione che agevoli ed aiuti i marittimi a trovare occupazione ed a restare occupati e’ dovuto.
Percorrere una strada dove l’Amministrazione sappia essere chiara e interpretare le norme internazionali in maniera propositiva e non restrittiva come troppo spesso e’ stato fatto in passato , senza per questo sacrificare la sicurezza , la tutela dell’ambiente .
Si sente forte la necessita’ di ottenere dalle Amministrazioni competenti risposte univoche, in tempi certi scevre da interpretazioni locali e soggettive degli uffici periferici.
E’ indispensabile creare uno strumento informatico , che raccolga in maniera coerente ed omogenea , di facile consultazione, tutto quanto riguarda il diporto, i titoli mercantili ed il corpo normativo completo che riguarda l’intero settore.
La nautica da diporto e’ sopratutto occupazione ed indotto per grandi numeri cosi’ come i nostri beni culturali che continuiamo a trascurare , sono delle risorse importanti che possono portare ricchezza al paese.
Di seguito un breve elenco , non esaustivo , delle maggiori problematiche che stanno letteralmente paralizzando il settore che lotta per mantenere occupazione ma a causa di tali norme rischia di perdere definitivamente il lavoro.


1) Norme Internazionali e codici mercantili ( SOLAS , ISM , ISPS, STCW, MLC ) e loro applicazione nello yacht da diporto
.
Molte di queste norme sono trasferite integralmente dal mondo mercantile allo yachting senza tener conto delle differenze sostanziali.
Sono tutte norme volte a tutelare il benessere di chi lavora a bordo , la sicurezza , la sefety e la tutela dell’ambiente , cosa encomiabile che ci trova perfettamente in sintonia , ma troppo spesso poco adatte se le si vuole seriamente applicare allo yachting.
Forse sarebbe il caso di domandare allo Stato Italiano di avere qualcuno molto competente e familiare con il diporto negli organismi internazionali che fissano tali norme e magari fare rete con le amministrazioni della Red Esign , CAYMAN ed altri paesi per avere magari dei Codici pensati in maniera mirata per il diporto.
( riferimenti normativi SOLAS , ISM , ISPS, STCW, MLC e relativi decreti di adozione si confronti inoltre come adottati dall’MCA )

2) Diporto Mercantile – vasi comunicanti di professionalita’ .
Un seafarer , cerca lavoro dove e’ possibile trovarne. Attualmente i programmi di esami per i titoli mercantili e quelli del diporto sono quasi identici. Esiste gia’ la possibilita’ di transitare dal diporto al mercantile, ma penalizzante se dal diporto verso il mercantile .
Se sei comandante del diporto puoi accedere all’esame per il titolo di ufficiale del diporto .
Viceversa i titoli mercantili valgono nel diporto. Le esperienze formative sulle due tipologie di imbarco sono significative e discriminati , quindi un comandante che ha sempre fatto yacht difficilmente trovera’ occupazione e sara’ in grado di assumere il comando di una nave mercantile . Viene spontaneo domandarsi perche’ i programmi per i titoli del diporto siano identici a quelli per i titoli mercantili se poi non e’ possibile transitare agevolmente verso la carriera mercantile. O semplifichiamo i programmi rendendo veramente competitivo il titolo del diporto o lo eliminiamo. ( rif.to normativo MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DECRETO 10 maggio 2005, n. 121 )
Commento studio legale: Con riferimento alla parte in cui si dice che “i 9toli mercan9li valgono nel diporto”, senza cioè la necessità di o/enere ulteriori esami o abilitazioni, segnaliamo, solo per completezza, che la circolare n. 17 del 17 dicembre 2008 prevede al punto 3.4 che i mariJmi (in par9colare i comandan9, i primi ufficiali di coperta e gli ufficiali di navigazione) in possesso dei 9toli di traffico possono condurre una unità da diporto dotata di propulsione velica solo dopo aver sostenuto un esame teorico pra9co sulla conduzione velica.
Tale ipotesi rappresenta, dunque, un’eccezione al passaggio e al riconoscimento tout court dei 9toli mercan9li nel diporto.
Con riferimento ai requisiti richiesti per l’ottenimento dei 9tolo professionali del diporto, il D.M. n. 121 del 10 maggio 2005 indica per le varie figure determina9 periodi di navigazione effetuati esclusivamente su unità da diporto adibite al noleggio. L’unica eccezione è contenuta all’art. 6 co. 2 lett. b) che consente anche un periodo di navigazione di 24 mesi su navi da diporto adibite ad uso privato di cui 12 mesi effeteuati con navigazione internazionale breve.


3)Titolo comandante del diporto limite 3000 g.t.

Tale limite e’ da eliminare , come sappiamo alcuni yacht iniziano a superare questo limite ,attualmente solo un comandante con un titolo mercantile puo’ comandarli. Dobbiamo fare in modo che la carriera del comandante del diporto possa proseguire , altrimenti che senso ha aver creato dei titoli del diporto ?
Vero e’ che questo limite esiste anche per MCA al momento ma si parla che stanno studiando eliminarlo.

4)Titolo del diporto fino a 200 gt.
Potrebbe essere un titolo di entry level , sull’esempio MCA potrebbe essere il primo step che un ragazzo intraprende nella carriera del diporto .
Accesso agli esami per il titolo del diporto
I periodi richiesti sono troppo lunghi ed e’ penalizzante e discriminante la richiesta che la navigazione utile ad accedere all’esame sia effettuata esclusivamente su yacht commerciali, cosa da eliminare assolutamente accettando quella effettuata sia su navi da diporto private che commerciali .
La destinazione commerciale o meno del mezzo non ha nessuna influenza sulla parte tecnica / nautica di formazione .
. Oggi questa limitazione comporta che la maggior parte dei marittimi che aspira alla carriera nel diporto si e’ dovuta rassegnare ad ottenere certificati MCA .

5) Codice ISPS SSO
Oggi grazie ad una pessima traduzione della norme internazionale del codice ISPS contenuta nell PNSM ( programma nazionale di sicurezza marittima scheda 6 ) , la dicitura di ”12 months of qualified sea service”, che da tutti i paesi firmatari dell’IMO viene intesa come 12 mesi di imbarco , da noi significa 12 mesi su una nave maggiore ( SOLAS ) soggetta al codice ISPS per accedere al corso di formazione di Ship security officer . IL risultato che i marittimi italiani sono obbligati ad acquisire certificazioni con le amministrazioni straniere , per altro , non riconosciuti in Italia. Inoltre se faccio un anno come ufficiale su una nave che implementa il codice ISPS
ne sapro’ abbastanza da poter immaginare sia possibile la formazione e la certificazione a bordo e non con 5 giorni di corsi a terra.
Se invece sono un semplice marinaio non sono coinvolto nell’implementazione dell’ISPS e non avro’ accesso ai documenti riservati e quindi ne sapro’ meno di prima a prescindere che la mia nave sia o meno ISPS.
Reputo sarebbe utile aderire alla norma internazionale garantendo l’accesso ai corsi con 12 mesi di imbarco tout court.
Limitazioni simili sono state adottate per i due corsi appena istituiti dal decreto 3 dicembre 2013 dove si richiede l’obbligo di formazione alla sicurezza di tutto il personale imbarcato ed una formazione specifica per il personale imbarcato con mansioni di security. Tuttavia per accedere ai corsi e’ necessario avere dei periodi di imbarco su navi soggette a ISPS.

(Riferimenti normativi Italiani :Prerequisito: Almeno 12 mesi di navigazione su unità soggette ad ISPS Code
Le normative seguono temporalmente l’evoluzione dell’STCW.
• Decreto 397/2009 del 16 aprile 2009 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
• Lettera circolare n°18/2009: Certificazione degli SSO imbarcati su navi battente bandiera italiana
• Decreto Dirigenziale n.1346/2013 in data 3 dicembre 2013;
• Decreto Dirigenziale n.1347/013 in data 3 dicembre 2013;
• Circolare titolo: Personale marittimo serie: Formazione 006 in data 10 dicembre 2013
Nelle novità del 2014 (a seguito di Manila 2010) sono in particolare, le modifiche in tema di addestramento e familiarizzazione per il personale impiegato in ruoli di Security.
Le norme del 2013 introducono, infatti, un periodo transitorio, di Vocatio legis, che consentono a personale in possesso del titolo con specifici requisiti, alla data del 1 gennaio 2014 di essere esentati dal corso di aggiornamento.)
( Riferimenti normative MCA: The events of 11 September 2001 sent shock waves that were to have a global impact, not least in the maritime community. At the International Maritime Organization (IMO) Diplomatic Conference in December 2002, amendments to SOLAS Chapter XI were adopted.
A new Chapter XI-2 introduced regulations under the heading ‘Special Measures to Enhance Maritime Security’. The new regulations were implemented on 1 July 2004 and the Maritime Security Branch was developed to co-ordinate these functions.
The Branch provides technical advice and guidance to internal and external customers to ensure the consistent application and maintenance of SOLAS XI and the International Ship and Port Facility Security Code (ISPS).
From 01 January 2008 the STCW Code included training for SSOs, through International Maritime Organization (IMO) Resolutions:
• MSC.203(81) ’Adoption of amendments of the International Convention on Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers, 1978, as amended’ and
• MSC.209(81) ’Adoption of amendments of the Seafarers’ Training, Certification and Watchkeeping Code (STCW Code).
In order to receive the Ship Security Officer (SSO) Qualification you must meet the MCA entry requirement. 12 months sea service or as the discretion of the MCA – appropriate sea service (minimum three months) and knowledge of ships operations to enable them to achieve the objectives of training. Those who do not have the 12 months sea service will be issued with an STCW Certificate of Proficiency in Designated Security Duties.
MCA Maritime Information Note:
• MIN 309 (M)
• MIN 332 (M)
• MIN 437 (M)
• MIN 472 (M)
Si evince, dalla lettura delle MIN 437, come l’MCA si sia aperta al riconoscimento anche delle certificazioni di altri paese (tra cui l’Italia). Si nota inoltre che la stessa non metta alcun limite circa la bandiera della nave ove il marittimo svolga l’addestramento propedeutico per il conseguimento del certificato.)


6)RICONOSCIMENTO RECIPROCO COSTI STCW

L’Italia e’ membro dell’IMO insieme ad altri paesi , concordiamo norme condivise al fine diavere formazione e sicurezza con standards minimi di formazione della gente di mare , omogenei tra tutte le nazioni firmatarie.
Ancora oggi ci sono ancora seri problemi di reciproco riconoscimento di corsi STCW. Questo non e’ piu’ accettabile. Se un marittimo fa un corso STCW che sia in UK in Francia , in Italia o India , se e’ un paese firmatario dell’IMO questo corso deve avere validita’ ed essere riconosciuto come valido da ogni paese membro dell’IMO , sempre ed a tutti gli effetti. Se sono certificato per operare un radar
dall’MCA , quello stesso certificato deve valere al fine di ottenere un titolo professionale rilasciato dall’amministrazione italiana. Altrimenti l’IMO non ha senso di esistere.


7)RINNOVO TITOLI MERCANTILI E DEL DIPORTO

Nella media bastano 12 mesi negli ultimi 5 anni per rinnovare un titolo IMO STCW. In Italia . In alcuni casi , ne sono richiesti 36 che di questi tempi risulta molto difficile , in quanto gli equipaggi vengono assunti solo per i mesi estivi. Bisogna facilitare il rinnovo dei titoli professionali sia mercantili che diporto . Oggi per evitare di essere degradato al titolo inferiore devo dimostrare di aver navigato per dodici mesi nella funzione del mio titolo e nel tonnellaggio del certificato ( esempio ceritificato da comandante > a 3000 gt , dodici mesi di imbarco da comandante su nave> a 3000 gt. Mi e’ concessa una sola deroga o imbarco da 1mo uff.le oppure la nave tra le 500 e le 3000. ) Per gli Inglesi qualsiasi certificato e’ rinnovato con 12 mesi di imbarco su imbarcazione superiore a 80 gt.
Credo che entrambe le deroghe vadano accordate e la cosa puo’ anche essere riscontrata nella corretta interpretazione del codice STCW relativa ai rinnovi dove parla solo di funzione ovvero :navigazione, stivaggio del carico etc e non di tonnellaggio o di qualifica ovvero : comandante o ufficiale .
IL codice STCW offre inoltre una serie di alternative per poter rinnovare i certificati STCW a volte omesse o malamente tradotte nella nostra normativa.

8)TITOLI MERCANTILI LIMITAZIONI PASSENGER SHIP
Familiarizzazione passenger ship necessaria sia per le navi passeggeri che per quei grossi yacht che sono registrati come passengers yacht (mca code 12/36.) .
Tali corsi di familiarizzazione per la Amministrazione Italiana non sono piu’ somministrati a terra ma solo a bordo con almeno 6 mesi di imbarco come
ufficiale su navi passeggere. In altri paesei firmatari dell’IMO basta frequentare due corsi della durata di una settimana , per avere rimossa la limitazione’’ non valido per navi passeggeri’’ dall’allegato A.


9)TITOLI MERCANTILI DM 4 DIC. 13 CORSI DI ALLINEAMENTO

In seguito ad una procedura di infrazione ( proc. n. 2012/2210) nei confronti dell’Italia da parte della Comunita’ Europea si chiede oggi a tutti gli ufficiali e comandanti di coperta e macchina di fare corsi di allinemento di 300 e di 570 ore con frequenza obbligatoria ed esami a luglio.
Gli argomenti del programma di esame sono una pura duplicazione di conoscenze elementari del programma svolto all’istituto nautico e oggetto di esame innanzi ad una commissione tenuta in Capitaneria di porto al fine di conseguire i titoli IMO STCW. Pensare di rimandare tutto lo stato maggiore della marineria italiana a scuola per cinque sei mesi e’ assolutamente inaccettabile e probabilmente incostituzionale.
Se questa misura riguarda i futuri ufficiali e comandanti di coperta e macchina ci si domanda a cosa serva avere ancora un istituto nautico.
E’ essenziale fare immediatamente chiarezza.

10) TITOLI MERCANTILI E DEL DIPORTO DOPO GLI EMENDAMENTI DI MANILA 2010

Ad oggi la nostra Amministrazione ha istituito i corsi ECDIS e quelli ISPS, mancano i decreti relativi ai corsi di leadership e managment e a quelli relativi alla Alta tensione . Non esiste ad oggi una indicazione chiara trasmessa agli uffici delle CDP di come procedere con i rinnovi. Quali corsi sono obbligatori , quali solo se imbarcati su una tipologia di nave ( familiarizazioni gasiere – chimichiere etc) , e con quale arco temporale vadano rinnovati i certificati. Informazioni certe relative alle modalita’ del rinnovo di Mamas e Mabev e BST . L’unica sicurezza oggi , recandosi in CDP e che i certificati IMO STCW saranno rinnovati solo fino al 1.1.2017. Immaginate la coda il giorno dopo.
La normativa internazionale stabilisce che fino al 31.12.16 e’ consentito continuare ad effettuare rinnovi usando la vecchia versione del STCW.
Ancora oggi risulta spesso impossibile registrare la navigazione effettuata su imbarcazioni battenti bandiere dei protettorati britannici , per una cattiva interpretazione della circolare del 31.1.13 che parla solo di bandiera inglese tralasciando tutte le altre che sono normalmente rappresentate dall’MCA e dall’Inghilterra come Red Ensign Group.

( Riferimenti normativi STCW, e relativi decreti di adozione Circ.008 , circ.006 dd 1347 dd 1346 circ .sso.
Si confronti inoltre come adottati dall’MCA MIN 455 HELM, MGN9 revalidation certificates of competence, MIN 472 (M) New requirements for security training for shipboard personnel , Min 469 training up dating , Eto 1 Eto 2 electro technical officer certificate iterim )
)

Commento studio legale: Ad oggi non vi sono strumenti normativi che prevedono e disciplinano il c.d. reciproco riconoscimento dei corsi formativi frequentati dai marittimi tra gli Stai membri dell’IMO. La materia è lasciata alla discrezionalità dei singoli Paesi che possono concludere accordi bilaterali per regolamentare la materia.

Conclusioni

Vale la pena di segnalare che il codice MLC 2006 prescrive che ogni Stato Membro deve adottare politiche nazionali atte a promuovere l’occupazione del settore marittimo ed incoraggiare l’avanzamento di carriera etc.
Che siamo perfettamente consci che uno Stato membro puo’ se lo ritiene necessario adottare delle normative nazionali piu’ restrittive di quelle internazionali da cui il provvedimento origina , ma quando questo si trasforma in una perdita di professionalita’ ed occupazione a favore di altri paesi che adottano le norme ed i codici internazionali alla lettera attenendosi al minimo richiesto , ci si domanda perche’ di questa politica punitiva nei confronti dei marittimi italiani.
Vorremo inoltre segnalare che alla commisione IMO relativa la riduzione oneri amministrativi superflui , nessun rappresentante dell’Italia era presente e solo l’ IMO e lo Stato delle Filippine rappresentavano gli interessi dei marittimii ‘’ seafarers’’.
Vorrei esortare le s.v. di prendere seriamente a cuore questi problemi e non esitare a prendere con urgenza i necessari provvedimenti prima che questa gravosa situazione si trasformi in ulteriore perdita di occupazione , professionalita’ e competitivita’ per migliaia di marittimi italiani.

Dario Savino c.l.c.

Finalmente e’ fatta chiarezza sulle competenze tra Comando Generale e Ministero Infrastrutture e Trasporti

1 commento

Halleluja !!!

era ora , adesso speriamo che sia finalmente messo punto finale sulla annosa situazione organizzativa che durava da anni….

Una nuova pagina improntata alla collaborazione tra le autorita’ ed a vantaggio dei diretti interessati.

 

leggete la circolare allegata :

competenze mimerc 12.08.11

PRECISAZIONE RELATIVA AL POST ”LA CAPITANERIA DI PORTO RISPONDE ALL’UTENTE”

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Nota bene : L’ articolo  ”LA CAPITANERIA DI PORTO RISPONDE ALL’UTENTE”’ stato redatto in  Aprile.

Alla luce del recente decreto legislativo del 7 luglio 2011 n 136 alcune risposte , corrette all’epoca della stesura dell’articolo potrebbero non risultare piu’ veritiere.

Si  rimanda pertanto alla lettura del testo  del decreto legislativo del 7 luglio 2011 n 136 , pubblucato su questo stesso blog.

AVVISI AI NAVIGANTI E’ STATO PUBBLICATO IL SUPPLEMENTO ORDINARIO N. 187/L DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 136. Attuazione della direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare. (11G0175)

7 commenti

AVVISI AI NAVIGANTI

E’ UFFICIALE E’ LEGGE DELLO STATO

SUPPLEMENTO GAZZETTA UFFICIALE  185 DEL 10.08.2011    SUPPLEMENTO ORDINARIO N. 187/L

DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 136. Attuazione della direttiva 2008/106/CE concernente i re-quisiti minimi di formazione per la gente di mare. (11G0175)

TUTTO QUANTA RIGUARDA I TITOLI IMO STCW , I REQUISITI MINIMI ED IL LORO RINNOVO ,CHE POTETE TROVARE SEGUENDO IL LINK QUI SOTTO:

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2011-08-10&task=dettaglio&numgu=185&redaz=011G0175&tmstp=1313051543173

LEGGETE CON ATTENZIONE SOPRATUTTO GLI ALLEGATI CHE SONO LA PARTE PIU’ SIGNIFICATIVA PER I RINNOVI.

PER LEGGERE TUTTI GLI ARTICOLI DOVETE CLICCARE SUI NUMERI NEL LATO SINISTRO DELLA PAGINA.

oppure in formato pdf i due documenti qui allegati:

G.U. 10 AGOSTO 2010pdf

ALLEGATI 5_6_7

INOLTRE VI SEGNALO IL COMMENTO DI UN ECCELLENTE PRINCIPE DEL FORO :

Ho riletto con attenzione gli articoli 2 e 3 dell’allegato IV.
 L’articolo 3 primo comma definisce navigazione utile ai fini del rinnovo del certificato >3000 quella effettuata su navi tra 500 e 3000.
L’articolo 3 secondo comma dice che se invece fai navigazione su navi <500 ti rilasciano il declassato tra 500 e 3000.

Quindi, fino a qui, tutto come prima.

Sennonche’ il comma due dell’articolo 3 prevede anche un’eccezione quando, all’inizio, fa salvo quanto stabilito all’articolo 2 comma 2, cioe’: “Il requisito di cui alla lettera a) [dell’articolo 2, dove di prescrivono almeno 12 mesi di imbarco], è soddisfatto se il titolare del certificato da rinnovare e’ stato imbarcato a bordo di aliscafi, o mezzi veloci o unità in servizio di rimorchio, anche portuale, ovvero unità da diporto o da pesca di tonnellaggio inferiore a 500 GT per la sezione coperta, ovvero con la potenza di propulsione inferiore a 750 KW per la sezione macchina, per almeno trentasei mesi, anche non continuativi, precedenti la scadenza del certificato stesso”.

Quindi, in altre parole, se fai navigazione su unita’ di tonnellaggio <500 ti rinnovano il certificato >3000 a due condizioni:

a) che tu abbia navigato su un’unita’ da diporto (ma anche aliscafi, mezzi veloci, unità in servizio di rimorchio, unità da pesca), per uso commerciale e non;

b) che tu sia stato imbarcato per almeno 36 mesi nell’arco di 5 anni; non bastano 12 mesi.

In pratica, l’articolo 2 comma 2 e’ il vecchio articolo 2 numero 2 del DM 141/2008 con l’aggiunta

delle unita’ da diporto e di quelle da pesca.Quindi molto bene. Peraltro la norma non sembra interpretabile in modo diverso.

allegato 4 :

 

Allegato IV (previsto dall’articolo 3, comma 2) MODALITA’ PER IL RINNOVO DEI CERTIFICATI 1. Validita’ dei certificati. I certificati adeguati di cui all’articolo 2, lettera pp), rilasciati al personale marittimo, redatti in lingua italiana e in lingua inglese, ad eccezione di quelli di cui alla Regola II/4 della Convenzione STCW, abilitanti a comune in servizio di guardia di coperta, ovvero, di cui alla Regola III/4 della Convenzione STCW, abilitanti a comune in servizio di guardia in macchina, sono soggetti a rinnovo da parte delle autorita’ marittime di iscrizione del marittimo, dopo sessanta mesi dal loro rilascio. 2. Condizioni di rinnovo. L’autorita’ marittima di iscrizione, che ha rilasciato il certificato adeguato, provvede al rinnovo dello stesso se il marittimo e’ in possesso dei requisiti di idoneita’ fisica, degli addestramenti specifici richiesti dalle funzioni del certificato stesso in corso di validita’, e ha soddisfatto, alternativamente, uno dei seguenti requisiti: a) abbia effettuato almeno dodici mesi di navigazione, anche non continuativi, nei sessanta mesi precedenti la scadenza del certificato adeguato nelle funzioni corrispondenti al certificato da rinnovare o in funzioni equivalenti svolte nella qualifica immediatamente inferiore; b) abbia effettuato, nei dodici mesi precedenti la scadenza del certificato adeguato, un periodo di navigazione di almeno tre mesi in soprannumero con funzioni corrispondenti a quelle del certificato da rinnovare o con funzioni immediatamente inferiori; c) abbia superato, con esito favorevole, un esame sui programmi di cui al decreto dirigenziale 17 dicembre 2007 (supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale – Parte prima – n. 13 del 16 gennaio 2008), atto a dimostrare di possedere la competenza professionale necessaria per l’assolvimento delle funzioni relative al certificato posseduto. Il requisito di cui alla lettera a), e’ soddisfatto se il titolare del certificato da rinnovare e’ stato imbarcato a bordo di aliscafi, o mezzi veloci o unita’ in servizio di rimorchio, anche portuale, ovvero unita’ da diporto o da pesca di tonnellaggio inferiore a 500 GT per la sezione coperta, ovvero con la potenza di propulsione inferiore a 750 KW per la sezione macchina, per almeno trentasei mesi, anche non continuativi, precedenti la scadenza del certificato stesso. 3. Navigazione utile ai fini del rinnovo. Ai fini del rinnovo del certificato adeguato, rilasciato a comandante e 1° Ufficiale su navi di stazza lorda pari o superiore a 3000 GT, ovvero a direttore e 1° Ufficiale di macchina a bordo di navi aventi un apparato motore principale con potenza di propulsione pari o superiore a 3000 KW, e’ considerata utile la navigazione effettuata su navi di stazza lorda tra 500 e 3000 GT ovvero con motore principale con potenza di propulsione tra 750 e 3000 KW. Fatte salve le disposizioni di cui al secondo capoverso del punto 2, ai fini del rinnovo del certificato adeguato, al comandante e 1° Ufficiale di coperta su navi di stazza lorda pari o superiore a 3000 GT, ovvero al direttore e 1° Ufficiale di macchina a bordo di navi aventi un apparato motore principale con potenza di propulsione pari o superiore a 3000 KW, se piu’ del cinquanta per cento (piu’ di sei mesi) del periodo totale di navigazione richiesto sia stato effettuato su navi con tonnellaggio inferiore a 500 GT, ovvero potenza propulsiva inferiore a 750 KW, al marittimo e’ rilasciato il certificato adeguato con l’abilitazione per navi di stazza tra 500 e 3000 GT ovvero di potenza propulsiva 750 e 3000 KW. 4. Navigazione parziale. Al marittimo che non ha completato il prescritto periodo di navigazione richiesto per il rinnovo del certificato adeguato, ma che ha effettuato almeno sei mesi di navigazione, nei sessanta mesi precedenti la scadenza del certificato stesso, secondo quanto stabilito dal punto 3, il certificato e’ rinnovato se supera, entro dodici mesi dalla scadenza del certificato adeguato da rinnovare, con esito favorevole, la prova pratica di aggiornamento, da sostenersi, a seconda della categoria di appartenenza, secondo le prescrizioni di cui al decreto dirigenziale 7 marzo 2007. Il periodo quinquennale di validita’ del certificato decorre dalla data di precedente scadenza. Al marittimo che ha effettuato periodi di navigazione inferiori a sei mesi o che non ha effettuato alcun periodo di navigazione, il certificato e’ rinnovato qualora abbia frequentato nei dodici mesi precedenti, ovvero nei dodici mesi successivi la scadenza del certificato, con esito favorevole, i corsi di addestramento richiesti dall’abilitazione posseduta, presso istituti, enti o societa’ riconosciuti idonei dall’Amministrazione e purche’ soddisfi uno dei requisiti previsti dal punto 2, lettere b) o c). Il periodo quinquennale di validita’ del certificato decorre dalla data di precedente scadenza. Il marittimo che non soddisfa i requisiti di cui al punto 2, lettere b) o c), ma che ha frequentato, con esito favorevole, i corsi di addestramento richiesti dall’abilitazione posseduta, presso istituti, enti o societa’ riconosciuti idonei dall’Amministrazione nei dodici mesi successivi la scadenza del certificato, ottiene il rilascio del certificato adeguato con l’abilitazione immediatamente inferiore a quella indicata dal certificato adeguato scaduto. Il marittimo in possesso di un certificato adeguato scaduto e mai rinnovato ovvero di un titolo professionale non convertito, puo’ ottenere il rilascio di un nuovo certificato adeguato alle seguenti condizioni: a) aver sostenuto con esito favorevole un esame sui programmi di cui al decreto dirigenziale 17 dicembre 2007 (supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale – Parte prima – n. 13 del 16 gennaio 2008, atto a confermare il mantenimento delle competenze professionali necessarie per l’assolvimento delle funzioni relative al certificato ovvero al titolo posseduto; b) aver frequentato con esito favorevole i corsi di addestramento previsti per l’abilitazione richiesta. 5. Equipollenze. Ai soli fini del rinnovo del certificato adeguato e del rinnovo degli attestati di addestramento conseguito, sono considerate come equivalenti al servizio di navigazione richiesto le occupazioni alternative di seguito elencate svolte per almeno trentasei mesi nei sessanta mesi precedenti la scadenza del certificato adeguato: a) personale militare in S.P.E. del Corpo delle capitanerie di porto; b) piloti del porto; c) comandanti di ormeggio; d) ispettori di organismi di classifica; e) tecnici e ingegneri navali o direttori di cantieri navali; f) addetti agli uffici tecnici, di sicurezza o di armamento presso societa’ di armamento. Le occupazioni alternative, di cui al precedente capoverso, sono certificate a cura del datore di lavoro ovvero dall’ente presso cui il personale ha prestato la propria opera. I soggetti che hanno iniziato una delle occupazioni alternative sopra citate prima dell’entrata in vigore del presente decreto e in possesso di un certificato adeguato scaduto, conseguono il certificato stesso, purche’: abbiano superato i corsi di formazione previsti per la certificazione richiesta; abbiano svolto l’occupazione alternativa per non meno di trentasei mesi nei sessanta mesi precedenti la richiesta di rilascio del certificato adeguato. 6. Validita’ degli attestati di superamento dei corsi di addestramento. Le attestazioni di addestramento conseguito, rilasciati dopo l’entrata in vigore del decreto sono conformi al modello di cui all’allegato VII, hanno validita’ quinquennale e si rinnovano a condizione che il marittimo abbia effettuato i prescritti dodici mesi di navigazione nei sessanta mesi precedenti la scadenza del certificato adeguato. Il modello di cui all’allegato VII ha la stessa data di emissione e di scadenza del certificato adeguato. Se il marittimo che chiede il rilascio, ovvero il rinnovo del certificato adeguato non e’ in possesso dell’addestramento specifico richiesto dalla Regola STCW V, il certificato e’ rilasciato con la limitazione «Non valido su navi cisterna, petroliere, gasiere, ro-ro, e passeggeri» in italiano, «Not valid on ships liquified gas tanker, chemical tanker, oil tanker, ro-ro, other than ro-ro passenger ship» in inglese, in relazione all’addestramento specifico mancante. Analogamente, l’attestato dell’addestramento conseguito reca la dicitura, in corrispondenza dell’addestramento specifico, «non abilitato» in italiano, «not qualified» in inglese. Se l’abilitazione indicata nel certificato adeguato da rinnovare non prevede alcuni dei corsi di addestramento riportati sul modello di cui all’allegato VII, l’autorita’ marittima appone la dicitura «non prescritto» in italiano e «not required» in inglese. 7. Proroga di validita’. Il marittimo che, al momento della scadenza del certificato adeguato, e’ imbarcato all’estero si reca presso la rappresentanza diplomatica consolare italiana al fine di ottenere la proroga «fino allo sbarco» della validita’ del certificato adeguato da rinnovare. Analogamente, i marittimi che al momento della scadenza del certificato adeguato sono imbarcati sul territorio nazionale, ottengono la suddetta proroga dall’autorita’ marittima presso il porto di attracco dell’unita’. Il marittimo che abbia conseguito la proroga, al momento del rientro in Italia ovvero allo sbarco, si reca per il rinnovo presso l’autorita’ marittima di iscrizione che ha rilasciato il certificato adeguato

Dario Savino c.l.c.

 

UN SINCERO E GRATO RINGRAZIAMENTO AL COMANDO GENERALE DELLE CAPITANERIE DI PORTO

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GRAZIE , GRAZIE , GRAZIE

E’ con sincera gratitudine che vorrei ringraziare il Comando Gnerale nella persona dell’Amm. Brusco , e dei suoi stretti collaboratori , il Cv Cp Carlone  , Cv Cp Giardino , Il Cv Minotauro e tutto il loro staff.

Chiedo  pubblicamente scusa se il tono veemente ed appassionato dei miei  post sia sembrato , in qualche modo,  aggressivo ingiustificatamente , e’ la passione che mi guida e la gravita’ della attualita’  di colleghi  che venivano declassati , che mi ha spinto a caricare i toni ed i colori .

Grazie al Comando e non certo a poche email partite dal sottoscritto ed alcuni colleghi che sembra finalmente ci sia una risposta organica ai molti problemi che hanno fortemente penalizzato la categoria negli ultimi anni relativamente ai titoli IMO STCW.

Aspettiamo con grande speranza ed ottimismo la norma appena approvata  ricepimento direttiva 2008 /106 /CE   in fase di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale per poter affrontare la professione di marittimo con una maggiore serenita’ e con la certezza che abbiamo al nostro fianco un valido alleato nel Comando Generale delle Capitanerie di Porto.

Dario Savino

allegato la lettera del COM. GEN. CDP che pre annuncia la pubblicazione del provvedimento  di ricepimento direttiva 2008 /106 /CE 

link lettera:

CE

Gutta cavat lapidem

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Come registrare la navigazione estera ai soli fini del rinnovo del proprio titolo IMO STCW
Riceviamo e con piacere pubblichiamo la vicenda  di un Collega che dopo molte vicissitudini e’ riuscito a farsi registrare , ai soli fini del rinnovo del suo certificato IMO STCW , la navigazione effettuata  su una unita’ di bandiera estera.
Sembrerebbe una cosa ordinaria , che ognuno di noi dovrebbe poter fare con estrema semplicita’, al momento dello sbarco, purtroppo non sempre e’ cosi’ .
Il comandante dell’unita’ , se all’estero , certifica lo sbarco ed il periodo di navigazione , visto che da anni ormai le autorita’ di bandiera , MCA ed i consolati UK non lo certificano piu’ delegando l’autorita’ al comandante dell’unita’.
Se in territorio Italiano , si puo’ ricorrere all’Autorita’ Marittima e chiedere di certificare lo sbarco ed il periodo  di imbarco apponendo un visto sull’apposito form di discharge cosi’ come negli allegati della circ.17.12.2998 titolo XIII,
quando si e’ all’estero tutto risulta piu’ complicato.
Ma c’e’ speranza,  come leggerete dalla storia del Collega  esiste un precedente a cui potete appellarvi
Dario Savino c.l.c.
Buonasera Comandante.
Vicenda mia personale della annotazione a libretto della navigazione compiuta su una unita’ di bandiera Inglese ( Londra );
ti allego la lettera che ho ricevuto dal MIT a seguito di una mia interpellanza scritta a riguardo delle modalita’ di annotazione della navigazione estera sul libretto.
Dopo il mio sbarco, mi sono presentato in  CP , e loro  volevano che per la annotazione della navigazione gli consegnassi il discharge vistato dal consolato di bandiera e dalla autorita’ Italiana, come da articolo D.1.13 della famosa circolare 17.
Ma, come da circolare allegata proveniente proprio dal ministero dei trasporti, gli inglesi si sa’ che non vistano niente.
Io ero sbarcato all’estero , ed il Consolato Italiano di laggiu’ non ne voleva sapere niente di vidimarmi la navigazione estera.
La CP  insisteva per il discharge vistato, mentre io mi opponevo e reclamavo l’esistenza dell’ articolo  D.2.2 della medesima circolare 17 che di fatto non richiede il discharge nel mio caso che oramai la carriera l’ho fatta, articolo confermato dalla lettera delMIT .
Notare che allegavo all’istanza numerosissimi ruolini  equipaggio , vistati dalle varie autorita’ marittime di tutti i porti scalati in tre anni ( Mediterraneo, mar rosso, golfo persico, oceano indiano etc etc ), ruolini che ovviamente riportavano il mio nome come comandante.
Per farla breve, ho dovuto pagare un avvocato di Roma, perche’ sollecitasse il Ministero ( che mi dava ragione ) a convincere la CP  che ” si poteva fare “.
Alla fine, dopo 3 mesi si sono convinti e mi hanno annotato il tutto, ma solo dopo che dal Ministero gli hanno mandato le prove dell’esito positivo di un precedente analogo gia’ successo in un altra Capitaneria.
 lettera firmata.
consulta gli allegati :