Noleggio occasionale, salta il limite dei 30.000 euro ma anche la sicurezza.

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Nello stesso decreto , è inserita una opportunità notevole di risparmio fiscale (legale) per chi è in possesso di una imbarcazione o nave da diporto . Il trattamento fiscale per il noleggio occasionale è una sostanziale cedolare secca (20%) che mentre prima trovava un limite di importo (€ 30.000,00) ora è rapportata al tempo (max 60 gg.) ma senza tetto massimo di importo. A voi le valutazioni del caso…….

L’Avv.to Antonello Meloni ci propone le sue riflessioni sul noleggio occasionale.

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ATTUAZIONE DEFINITIVA DEL NOLEGGIO OCCASIONALE

 

Lo scorso 26 febbraio il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato, di concerto col Ministero dell’Economia e delle Finanze e col Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15/04/2013, avente ad oggetto le modalità di comunicazione telematiche necessarie per lo svolgimento dell’attività di noleggio occasionale.

La misura permette di dare piena attuazione all’articolo 49-bis – “noleggio occasionale” – del Codice della nautica, introdotto con il DL n.1/2012 (Cresci Italia). L’obiettivo è di sviluppare il noleggio offrendo un’opportunità di rilancio al settore, incentivando al contempo l’emersione con un regime fiscale agevolato. In particolare, si punta a intercettare l’ampia fascia di domanda proveniente da soggetti disposti a utilizzare occasionalmente un’unità da diporto ma non in condizione di acquistarla, dovendo sostenere anche i relativi costi di esercizio.

Il decreto al suo interno contiene il nuovo prospetto di comunicazione obbligatoria che dovrà essere inviato dalle persone fisiche, o dall’utilizzatore in leasing, che effettuano attività di noleggio in forma occasionale. Il modello da inviare sarà quindi unico, e dovrà essere inviato – preventivamente all’inizio di ogni attività di noleggio occasionale – oltre che all’Agenzia delle Entrate e alla Capitaneria di Porto, anche all’Inps e all’Inail nei casi in cui il noleggio dia luogo a prestazioni di lavoro accessorio (skipper, assistenti, mozzi, etc.), con le seguenti modalità:

– il modello da inviare al Fisco, oltre a fornire una scelta più ampia tra i formati elettronici (pdf, gif, tff o jpg), dovrà essere allegato, invece, a un messaggio di posta elettronica da inoltrare alla casella della direzione centrale accertamento dell’agenzia delle Entrate: dc.acc.noleggio@agenziaentrate.it;

– per le comunicazioni alle Capitanerie di Porto il decreto prevede che i soggetti obbligati devono compilare e sottoscrivere il modello in formato pdf che è disponibile sul sito istituzionale delle Capitanerie e inviarlo per posta elettronica alla Capitaneria competente per territorio;

– nel caso in cui il noleggio occasionale dia luogo a una prestazione di lavoro accessorio, la comunicazione dovrà essere inviata anche all’Inps e all’Inail secondo le regole già in uso per le comunicazioni preventive per l’inizio di attività di lavoro occasionale accessorio. In questo caso la comunicazione dovrà indicare i dati anagrafici e il codice fiscale del titolare persona fisica o dell’utilizzatore in leasing dell’unità da diporto messa a noleggio. Inoltre, con i dati identificativi dell’unità da diporto dovranno essere comunicati anche quelli del soggetto che presta lavoro occasionale, il tipo di attività lavorativa svolta e le date di inizio e fine del lavoro.

Una copia della comunicazione, accompagnata dalle ricevute delle avvenute trasmissioni agli uffici dell’Agenzia delle Entrate e della Capitaneria (e se del caso di Inps e Inail), nonché da una copia del contratto di noleggio occasionale, dovranno essere tenute a bordo dell’unità da diporto e messe a disposizione in caso di controlli.

AVV. ANTONELLO VITTORIO MELONI

Via F. Garavetti, 22/B – 09129 Cagliari

Tel. 334.7079840 – Fax. 070.668049

Mail: melonistudiolegale@tiscali.it

Pec: avv.antonellomeloni@pec.it

Web: www.studiolegalemeloni.eu

Professionisti del diporto. Quale futuro?

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Sono stato invitato ad un incontro presso uno dei maggiori Cantieri  di costruzione di Yachts Italiani , per discutere sul futuro della professione di marittimo del diporto.

 Di seguito troverete  le mie note, non pretendo di avere in tasca  la verita’ assoluta, o le ricette miracolose per il fututo della categoria, faccio delle semplici  osservazioni. Se qualcuno ha dei contributi da apportare, dei suggerimenti o delle critiche costruttive , e’ benvenuto a postare un commento a questo articolo.

Professionisti del diporto.

 

 

-Il  sistema di apprendimento e di  accesso alla professione di marittimo e’ radicalmente mutata negli ultimi 10 anni, sotto una lodevole spinta alla ricerca di una maggiore professionalita’ e sicurezza .

Si e’ cercato di creare un sistema simile a quello Britannico sia per quanto riguarda il registro delle navi da diporto in uso commerciale sia per quanto riguarda i titoli professionale del diporto (DL 121.).

Negli anni la stringente normativa , SOLAS , STCW, MARPOL , MLC , hanno di fatto  equiparato nei fatti il diporto in uso commerciale al mercantile puro.

Mentre le ammisitrazioni concorrenti ( Red Ensign) hanno sempre mediato questo paragone  con cnorem specifiche  ( Large Commecial Yacht code che ormai e’ alla versione n 3  ed il  12/36 code  ),  emanando norme e regulation , che non perdevano di vista il fondamento della nautica da diporto, ovvero che  anche se sempre piu’ usate in maniera commerciale,  in fondo  non sono delle navi da crociera ma yachts acquistate da un Armatore che le usa per suo diletto e cerca di ammortizzarne i costi noleggiandole.

Non dimenticando mai che la nautica da diporto, costituisce un sostanzioso introito per lo stato , per la cantieristica , per l’indotto e per l’occupazione.

In Italia  il processo legislativo non ha tenuto fede ai buoni propositi ed ha sortito il nefasto effetto di complicare la vita ad Armatori , Equipaggi e Cantieri , decretando di fatto il fallimento di tutto il sistema diporto , basti pensare al numero di navi iscritte la R.I. ( registro internazionale ) e che oggi  e’ possibile effettuare il noleggio temporaneo senza essere titolari di nessun titolo mercantile o del diporto a scapito di sicurezza e  trasparenza ed a detrimento di tutti coloro che hanno in passato puntato sulla specializzazione del settore.

Prima dei titoli del diporto la formazione di un marittimo avveniva per due canali principali, quello  scolastico con la frequenza dell’istituto nautico e gli esami di patentino e patente in capitaneria , e quello della pratica che  anche senza il diploma nautico , fatta l’opportuna esperienza pratica con imbarchi navigazione consentiva l’accesso a titoli professionali minori. Le patenti nautiche erano per il diporto puro , non in uso commerciale.

Tutto questo e’ cambiato con il codice STCW e la cancellazione de facto dei titoli professionali,  sostituiti dai certificati IMO STCW .

Nel corso degli anni  i nostri legislatori si sono sbizzarriti in numerose e spesso contrastanti interpretazioni della normativa internazionale ma sempre a svantaggio e penalizzando i marittimi rendendo l’accesso al lavoro sempre piu’ penalizzato e difficile spesso ingiustificatamente.

Del resto se avete l’opportunita’ di verificare chi siede ai tavoli Ministeriali , dove per esempio si discute di revisione dei  titoli del diporto , resterete stupiti che su 12 sigle solo 2 rappresentano realmente i marittimi.

Se dovessi  consigliare  oggi un ragazzo con molta ,molta passione che desidera incominciare a navigare  nel diporto , dovrei in coscienza suggerirgli di seguire il percorso dei titoli MCA ,e solo  in seconda istanza quello mercantile italiano  se diplomato nautico.

Il problema oggi e’ quello di semplificare  il percorso formativo,  scolastico e di accesso alla professione,  dando ampio spazio alla parte pratica su navi e yacht di diversa tipologia , evitando accuratamente che le esperienze di un allievo si limitino solo ad una tipologia di nave.

Soltanto il 5% dei diplomati nautici si imbarca e sceglie come professione quella di marittimo e questi probabilmente sono dati pre-crisi quando ancora le possibilita’ di imbarco erano maggiori .

Inoltre a mio parere, per quanto la situazione normativa attuale non sia delle migliori , e’ molto rischioso stimolare la nostra Amministrazione a fare dei cambiamenti  , in quanto si rischia un intervento normativo che  quasi mai si conclude coincidendo con le aspettative iniziali.

Sai quello che lasci ma non quello che trovi.

Anche perche’ a  livello delle istituzioni sovra nazionali ( IMO, ILO, etc)  il mondo del diporto italiano e le sue esigenze non e’ mai stato rappresentato.

Volendo essere propositivi , credo che in Italia innanzi tutto bisognerebbe cercare una coerenza  istituzionale e capire se la nautica da diporto, il charter , la cantieristica, l’indotto , i porti turistici  e l’occupazione che comportavano solo pochi anni fa    svariati  punti di PIL , sono una risorsa o un detrimento per il paese  e l’economia nazionale, ricordando che la nautica da diporto esiste se ci sono Armatori , troppo  spesso additati come evasori e malfattori ,  propensi a spendere per acquistare e mantenere degli yachts.

SI potrebbe allora pensare ad un percorso scolastico specifico per il diporto , da svolgere presso gli istituti nautici , alternati a stage a bordo, con lo scopo di avere accesso al mondo del lavoro immediatamente dopo il diploma. 

Non si puo’ invecchiare sui  libri e pagare corsi , senza sapere se questa e’ la professione per cui vogliamo  investire per il futuro .

Dobbiamo consentire ai ragazzi  che vogliono cogliere la sfida,  un accesso al mondo del lavoro anticipato, come succedeva una volta , lasciando loro la possibilita’ di scelta e  la consapevolezza che se si impegnano ,se lo desiderano , da subito dopo il diploma possono avere  un lavoro retribuito.

E’ fondamentale che  come nella tradizione nautica  ci sia una curva di apprendimento  di un certo spessore con dei tempi e dei corsi / specializzazioni certe.

Nello specifico credo che oggi manchi  totalmente nella formazione di  Ufficiali e Capitani di Macchina le conoscenze avanzate  su macchine  ecologicamente compatibili ( sistemi ibridi, solari eolici etc)  su informatica e programmazione , riparazioni e manutenzioni di  sistemi hotelliere ,   argomenti che indubbiamente costituiscono il futuro di questa professione.

Per la coperta sicuramente va posto l’accento sulla conoscenza e  la messa in pratica delle norme internazionali , oltre alle  buone pratiche di seamanship ,  corroborate da un bel corso di amministrazione aziendale e  buona pratica.

Un futuro Ufficiale / comandante deve essere a conoscenza di  tutti gli aspetti della gestione di uno yacht, dalla contabilita’  a come gestire  l’equipaggio, i rapporti con i cantieri ed i fornitori ,  correttamente rispettando le leggi  senza approssimazioni.

Deve conoscere perfettamente cosa chiedere al suo equipaggio in maniera da soddisfare le richieste dell’armatore e del charter guest e per farlo deve avere una conoscenza approfondita  delle mansioni e  delle caratteristiche richieste per ogni  membro dell’equipaggio.

Una scuola di questo genere dovrebbe preoccuparsi di formare personale di  interni e di cucina di altissimo livello.

Per tutti l’inglese e  le lingue  straniere, la competenza ,la professionalita’  sono le fondamenta su cui poggiare una carriera di successo .

Quelli della mia eta’ hanno forse avuto la fortuna di vivere gli anni d’oro dello yachting e del diporto commerciale ,  tuttavia solo coloro che si sono costantemente applicati , hanno continuato a studiare a spendere in corsi e formazione, a perseverare nella ricerca della professionalita’ , hanno avuto la possibilita’ di sostenere la concorrenza dei colleghi anglo sassoni  a testa alta.

Oggi in un mondo che offre sempre meno opportunita’ occupazionali  e’ sempre piu’ difficile vincere questa sfida se  non si e’ supportati dall’intero cluster della Nautica da diporto e dalla Amministrazione.

Non  vogliamo sussidi  ma solo essere messi in condizione di lavorare al pari dei nostri colleghi stranieri.

Sono sicuro che qualsiasi giovane che possa  immaginare  un possibile futuro in questa professione , sara’ in grado di esprimere passione ,intuito , ingegno ed impegno da surclassare qualsiasi concorrente , almeno lo spero per le generazioni future.

Dario Savino c.l.c.

 

UN COMMENTO LEGALE ALLE RECENTI NORME SUL NOLEGGIO OCCASIONALE A CURA DELL’AVV.TO MELONI

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Riceviamo dall’Avvocato Antonello Meloni e con piacere pubblichiamo il seguente commento alle recenti norme relative al ”NOLEGGIO OCCASIONALE”
E’ interessante rilevare come questo blog stia diventando un interessante punto di confronto tra marittimi, utenti del diporto e avvocati che si occupano di diporto.
Siamo sempre in attesa che l’Agenzia delle Entrate decida entro quando ed in quale forma debba essere pagata la tassa di possesso ( ex Tassa di Stazionamento) .
Appena ne avremo notizia vi informeremo.

PRIME RIFLESSIONI SUL NOLEGGIO OCCASIONALE
Nel Supplemento ordinario n. 53 della Gazzetta Ufficiale n. 19 del 24 marzo 2012 è stato pubblicato il Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1, il c.d. “Decreto Liberalizzazioni”, convertito con modifiche nella Legge 24 marzo 2012, n. 27, recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”.
Il suddetto Decreto, al Capo III, con rubrica “Misure per la portualità e l’autotrasporto e l’agricoltura”, introduce diversi provvedimenti di modifica e integrazione per il comparto nautico.
Tra le novità, merita un approfondito esame, l’art. 59-ter, rubricato “Semplificazione nella navigazione da diporto”, introdotto per l’appunto in sede di conversione.
Tale norma introduce nel D. Lgs. 18 luglio 2005, n. 171 (il c.d. Codice della nautica da diporto, d’ora in avanti il “Codice”), nel capo II del titolo III (dedicato al “Noleggio”), dopo l’articolo 49, un nuovo articolo, l’art. 49-bis, rubricato “Noleggio occasionale”.
Art. 59-ter. Semplificazione nella navigazione da diporto.
1. Al codice di cui al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, nel capo II del titolo III, dopo l’articolo 49 è aggiunto il seguente:
«Art. 49-bis. – (Noleggio occasionale). – 1. Al fine di incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico, il titolare persona fisica, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni e navi da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, può effettuare, in forma occasionale, attività̀ di noleggio della predetta unità. Tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell’unità.
2. Il comando e la condotta dell’imbarcazione da diporto possono essere assunti dal titolare, dall’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’imbarcazione ovvero attraverso l’utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all’articolo 39 del presente codice, in deroga alle disposizioni recanti l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto. Nel caso di navi da diporto, in luogo della patente nautica, il conduttore deve essere munito di titolo professionale del diporto. Qualora sia utilizzato personale diverso, le relative prestazioni di lavoro si intendono comprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio di cui all’articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e ad esse si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003.
3. Ferme restando le previsioni di cui al presente titolo, l’effettuazione del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuare mediante modalità telematiche, all’Agenzia delle entrate e alla Capitaneria di porto territorialmente competente, nonché all’Inps ed all’Inail, nel caso di impiego di personale ai sensi dell’ultimo periodo del comma 2. L’effettuazione del servizio di noleggio in assenza della comunicazione alla Capitaneria di porto comporta l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 55, comma 1, del presente codice, mentre la mancata comunicazione all’Inps o all’Inail comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo

3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73.
4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro del lavoro e delle politiche sociali sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 3.
5. I proventi derivanti dall’attività di noleggio di cui al comma 1 sono assoggettati, a richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del 20 per cento, con esclusione della detraibilità̀ o deducibilità̀ dei costi e delle spese sostenute relative all’attività di noleggio. L’imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’acconto relativo all’imposta sul reddito delle persone fisiche è calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l’imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità̀ di versamento dell’imposta sostitutiva, nonché ogni altra disposizione utile ai fini dell’attuazione del presente comma. La mancata comunicazione all’Agenzia delle entrate prevista dal comma 3, primo periodo, preclude la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero comporta la decadenza dal medesimo regime”.
1) Inquadramento sistematico, legittimati all’esercizio e ambito di applicazione.
a) E’ doveroso, in apertura dell’esame dell’art. 49-bis, inquadrare sistematicamente il nuovo istituto. Sebbene si differenzi dal noleggio – per il fatto di non essere suscettibile di applicazione, come vedremo in appresso, dell’art. 2 del Codice – il noleggio occasionale è da considerare una species del più grande genus noleggio, e pertanto a lui si applica la relativa disciplina (1). Riprova di tale inquadramento sono il volontario inserimento da parte del legislatore dell’art. 49-bis immediatamente dopo le norme relative al noleggio e l’inciso contenuto in principio del comma 3 (“Ferme restando le previsioni di cui al presente titolo”) che considera applicabili le previsioni del titolo III sui contratti di utilizzazione.
b) Al comma 1 il legislatore indica i soggetti legittimati all’esercizio del noleggio occasionale, e precisamente il “titolare persona fisica”, ovvero “l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria”.
Colpisce, immediatamente, l’utilizzo in senso atecnico, da parte del legislatore, della dicitura “titolare persona fisica”, che nel linguaggio comune s’identifica col proprietario persona fisica, mentre, giuridicamente, deve identificarsi con qualsiasi soggetto legittimo di un rapporto giuridico, non semplicemente col proprietario. Perché il legislatore non ha utilizzato la parola
“proprietario”? E’ stata una mera imprecisione? Oppure perché nel concetto di titolare intende far confluire tutti i soggetti che hanno una titolarità di diritti sul bene, e precisamente il proprietario, il conduttore, il comodatario, etc. Aderendo a questa ricostruzione si realizzerebbe anche la finalità della norma, ovvero “incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico”!
Considerando, invece, l’”utilizzatore a titolo di locazione finanziaria”, il legislatore non distingue tra persona fisica e persona giuridica: ci si chiede, in questo caso, se si tratti di una mera dimenticanza, oppure se il legislatore abbia voluto estendere l’esercizio del noleggio occasionale anche agli utilizzatori persone giuridiche? Un’interpretazione letterale della norma dovrebbe far propendere per tale ultima ricostruzione; ma, è anche possibile che il legislatore abbia voluto indicare, per simmetria con l’inciso “titolare”, che anche l’utilizzatore dovesse essere una persona fisica.
Nessun cenno della norma, invece, sulla bandiera battuta dall’unità. Così costruita la fattispecie sembrerebbe possibile applicare il noleggio occasionale anche in caso sia esercitato su unità che battono bandiere non italiane.
c) Altro aspetto da considerare è il concetto di occasionalità: il noleggio è occasionale se viene effettuato di rado, di tanto in tanto? Qual è il limite che separa l’occasionalità dall’abitualità?
Non è agevole dare una risposta esaustiva, giacché non esistono regole che, facendo riferimento a criteri temporali o ad altri parametri, consentano di individuare in maniera netta le differenze che distinguono le attività abituali da quelle occasionali. Gli enti preposti hanno più volte precisato che, essendo molto incerta la distinzione tra “abitualità” e “occasionalità”, la valutazione circa l’esistenza dell’uno o dell’altro elemento deve essere fatta “caso per caso sulla base delle situazioni di fatto riscontrabili in concreto”. In linea generale “per attività svolta in forma abituale deve intendersi un normale e costante indirizzo dell’attività del soggetto che viene attuato in modo continuativo: deve cioè trattarsi di un’attività che abbia il particolare carattere della professionalità”. In sostanza, l’elemento dell’abitualità abbinato a quello della professionalità sta a delimitare un’attività caratterizzata da ripetitività, regolarità, stabilità e sistematicità di comportamenti. Per contro, il significato di occasionale traduce i caratteri della contingenza, della eventualità e della secondarietà. Parrebbe, quindi, che il limite debba essere rinvenuto nel carattere della professionalità.
d) Il primo comma precisa, altresì, su quali unità si possa esercitare il noleggio occasionale, ovvero sulle imbarcazioni e sulle navi. In questo inciso il legislatore si è allineato all’ambito di applicazione del Decreto Titoli (2).
e) L’ultimo periodo del comma 1, art. 49-bis in commento stabilisce che tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell’unità (il c.d. “diporto commerciale”).
Le unità da diporto adibite a noleggio occasionale non sono, pertanto, soggette all’applicazione dell’art. 2 del Codice (3) e, in particolare, al regime di annotazione dell’utilizzazione a fini commerciali nei relativi registri di iscrizione e riportati nella licenza di navigazione, nonché́,

soprattutto, al regime di esclusività̀ dell’utilizzo delle unità adibite a fini commerciali di cui all’ultimo comma del medesimo art. 2. Non potrà neppure avere le agevolazioni in tema di detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute per tal esercizio, e precisamente, tra le altre, la non imponibilità IVA, ex art. 8-bis del d.P.R. 633/1972, alla fornitura di carburante di cui beneficiano le unità da diporto impiegate in attività di noleggio e l’esenzione dall’imponibilità IVA in caso di acquisto o l’importazione di unità da diporto destinate ad attività commerciali.
A questo punto ci si chiede se imbarcazioni e/o navi utilizzate esclusivamente per fini commerciali possano svolgere attività di noleggio occasionale? Dal tenore della norma non si riscontra alcun impedimento in tal senso.
2) Conduzione dell’unità adibita a noleggio occasionale e titolo abilitativo.
a) Il comma 2 dell’art. 49-bis prevede che il comando e la condotta dell’imbarcazione da diporto possano essere assunti dal titolare, dall’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’imbarcazione ovvero attraverso l’utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all’articolo 39 del Codice (4), derogando così alle disposizioni citate in tema di istituzione e disciplina dei titoli professionali del diporto.
Il titolo professionale è, tuttavia, necessario se il noleggio occasionale si esercita su navi da diporto.
E’ la grande novità istituita col noleggio occasionale. L’esigenza di liberalizzazione che ha spinto il legislatore a prescindere dai titoli professionali si sarebbe potuta assecondare in altro modo. In tal modo, infatti, consentendo alle persone fisiche di noleggiare in via “agevolata”, sono discriminate le società di charter, alle quali, invece, le norme sul decreto titoli si applicano. Sorge, pertanto, un nuovo caso di applicazione normativa difforme a fattispecie identiche!
b) Il comma 2 dell’art. 49, nell’ultimo capoverso specifica quale regime deve applicarsi per il caso in cui il titolare persona fisica o l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria nell’esercizio dell’unità si affidi a personale diverso, e precisamente tali prestazioni lavorative devono essere comprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio di cui all’articolo 70, comma 1 (5), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e che ad esse si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 (6)del citato decreto legislativo n. 276/2003.
Nel caso in cui, pertanto, per la conduzione dell’unità si utilizzi ulteriore personale, per tali prestazioni di lavoro, considerate di tipo accessorio, il titolare o l’utilizzatore dovranno provvedere al pagamento delle spettanze al prestatore di lavoro occasionale ed effettuare il versamento per suo conto dei contributi per fini previdenziali all’INPS, alla gestione separata in misura pari al 13 per cento, e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL, in misura pari al 7 per cento.
Di contro, il prestatore di lavoro accessorio percepirà il proprio compenso, con esenzione da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sul suo stato di disoccupato o inoccupato.

3) Adempimenti amministrativo-burocratici per l’esercizio del noleggio occasionale.
Il comma 3 dell’art. 49-bis prevede che l’esercizio del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuare mediante modalità̀ telematiche, all’Agenzia delle Entrate e alla Capitaneria di Porto territorialmente competente, nonché́ all’Inps ed all’Inail, nel caso di impiego di ulteriore personale.
L’inciso posto in principio del comma in oggetto “Ferme restando le previsioni di cui al presente titolo” fa conseguire, anche per il noleggio occasionale, l’applicazione delle relative norme, e, tra le altre, l’obbligo di redazione di un contratto redatto per iscritto a pena di nullità e tenuto a bordo in originale o in copia conforme, nonché l’ammissibilità del contratto di subnoleggio.
Alla violazione dell’obbligo di comunicazione conseguono sanzioni, e precisamente se si effettua noleggio occasionale in assenza della comunicazione alla Capitaneria di porto si applica la sanzione di cui all’articolo 55, comma 1, del Codice (7); mentre in assenza di comunicazione all’Inps o all’Inail si l’applicano le sanzioni di cui all’articolo 3, comma 3 (8), del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, nella legge 23 aprile 2002, n. 73 in tema di emersione del lavoro irregolare.
4) Rimando normativo.
Nel comma 4 dell’art. 49-bis, troviamo un rimando normativo attraverso il quale il legislatore demanda al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di emanare un decreto ministeriale al fine di definire le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 3, il quale dovrebbe chiarire, per esempio, tra i tanti dubbi interpretativi del comma 3, se la comunicazione debba essere effettuata una sola volta, oppure precedentemente ad ogni esercizio dell’unità sotto forma di noleggio occasionale
Si spera vivamente che il decreto sia emanato altrimenti ci si troverebbe di fronte ad un ulteriore caso di lacuna normativa (9).
5) Aspetti fiscali e impositivi.
La disciplina del noleggio occasionale è completata da una serie di disposizioni che tracciano il suo regime fiscale e impositivo.
a) Il comma 5 dell’art. 49-bis prevede che i proventi derivanti dall’attività di noleggio di cui al comma 1 sono assoggettati, a richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del 20 per cento.
Che tipo di limite è questo dei 30.000,00 euro? Se si supera si abbandona il noleggio occasionale a beneficio del noleggio normale? E’ semplicemente un limite oltre al quale si perde la possibilità di usufruire dell’imposta sostitutiva del 20%? La norma, anche in questo punto, è poco
chiara: ma, considerando l’inciso di cui all’ultimo capoverso del comma 5 – dove è prevista quale sanzione in caso di mancata comunicazione all’Agenzia delle Entrate, prevista dal comma 3, la preclusione al percipiente della possibilità̀ di fruire del regime tributario sostitutivo citato, o la decadenza dal medesimo regime – si è propensi ad orientarsi verso quest’ultima strada, e precisamente che il limite dei 30.000,00 euro annui non sia un elemento costitutivo della fattispecie, ma semplicemente il limite superato il quale il soggetto perde l’agevolazione tributaria citata (cedolare secca).
b) Non essendo una manifestazione dell’esercizio commerciale del diporto è bene ribadire che l’esercizio avviene con esclusione di detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all’attività di noleggio.
c) L’imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’acconto relativo all’imposta sul reddito delle persone fisiche è calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l’imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.
In sostanza, la norma indica, semplicemente, come termine per il pagamento quello del 16 giugno. In merito al resto rimanda alle norme dettate in tema di imposte sui redditi (10).
Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate sono stabilite modalità̀ semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità̀ di versamento dell’imposta sostitutiva, nonché́ ogni altra disposizione utile ai fini dell’attuazione del presente comma.
Vi è, infine, riguardo a tali modalità di documentazione (eventuale fattura) e dichiarazione delle somme percepite e di versamento delle imposte, un altro rimando normativo, con il quale il direttore dell’Agenzia dell’Entrate dovrà provvedere in tal senso.
Avv. Antonello Meloni
Tel: 334.7079840
Web: http://www.studiolegalemeloni.eu Mail: melonistudiolegale@tiscali.it
(1) Cfr. Artt. 47, 48 e 49 del Codice in tema di noleggio di unità da diporto.
(2) D.M. 10 maggio 2005, n. 121, rubricato “Regolamento recante l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto”, in Gazzetta Ufficiale Serie gen. – n. 154 del 7 luglio 2005. E’ evidente che il legislatore abbia perso una preziosa occasione per riprendere e definire l’annosa questione del noleggio su natanti, che, a parere dello scrivente, presenta un tipico caso di applicazione normativa difforme a fattispecie identiche, utilizzando come oggetto del discrimine la mera lunghezza dell’unità da diporto utilizzata!
(3) Art. 2. Uso commerciale delle unità da diporto. – “1. L’unità da diporto è utilizzata a fini commerciali quando: a) è oggetto di contratti di locazione e di noleggio;
b) è utilizzata per l’insegnamento professionale della navigazione da diporto;

c) è utilizzata da centri di immersione e di addestramento subacqueo come unità di appoggio per i praticanti immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.
2. L’utilizzazione a fini commerciali delle imbarcazioni e navi da diporto è annotata nei relativi registri di iscrizione, con l’indicazione delle attività̀ svolte e dei proprietari o armatori delle unità, imprese individuali o società̀, esercenti le suddette attività̀ commerciali e degli estremi della loro iscrizione, nel registro delle imprese della competente camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura. Gli estremi dell’annotazione sono riportati sulla licenza di navigazione.
3. Qualora le attività̀ di cui al comma 1 siano svolte con unità da diporto battenti bandiera di uno dei Paesi dell’Unione europea, l’esercente presenta all’autorità̀ marittima o della navigazione interna con giurisdizione sul luogo in cui l’unità abitualmente staziona una dichiarazione contenente le caratteristiche dell’unità, il titolo che attribuisce la disponibilità̀ della stessa, nonché̀ gli estremi della polizza assicurativa a garanzia delle persone imbarcate e di responsabilità̀ civile verso terzi e della certificazione di sicurezza in possesso. Copia della dichiarazione, timbrata e vistata dalla predetta autorità̀ , deve essere mantenuta a bordo.
4. Le unità da diporto di cui al comma 1, lettera a), possono essere utilizzate esclusivamente per le attività̀ a cui sono adibite.”
(4) Art. 39. Patente nautica. – 1. La patente nautica per unità da diporto di lunghezza non superiore a ventiquattro metri è obbligatoria nei seguenti casi, in relazione alla navigazione effettivamente svolta:
• per la navigazione oltre le sei miglia dalla costa o, comunque, su moto d’acqua;
• b) per la navigazione nelle acque interne e per la navigazione nelle acque marittime entro sei miglia dalla costa, quando a
bordo dell’unità sia installato un motore avente una cilindrata superiore a 750 cc se a carburazione a due tempi, o a 1.000 cc se a carburazione a quattro tempi fuori bordo o se a iniezione diretta, o a 1.300 cc se a carburazione a quattro tempi entro bordo, o a 2.000 cc se a ciclo diesel, comunque con potenza superiore a 30 kw o a 40,8 cv.
2. Chi assume il comando di una unità da diporto di lunghezza superiore ai ventiquattro metri, deve essere in possesso della patente per nave da diporto.
3. Per il comando e la condotta delle unità da diporto di lunghezza pari o inferiore a ventiquattro metri, che navigano entro sei miglia dalla costa e a bordo delle quali è installato un motore di potenza e cilindrata inferiori a quelle indicate al comma 1, lettera b), é richiesto il possesso dei seguenti requisiti, senza obbligo di patente:
• a) aver compiuto diciotto anni di età, per le imbarcazioni;
• b) aver compiuto sedici anni di età, per i natanti;
• c) aver compiuto quattordici anni di età, per i natanti a vela con superficie velica, superiore a quattro metri quadrati nonché per
le unità a remi che navigano oltre un miglio dalla costa.
4. Si prescinde dai requisiti di età di cui al comma 3, per la partecipazione all’attività di istruzione svolta dalle scuole dì avviamento agli sport nautici gestite dalle federazioni nazionali e dalla Lega navale italiana, ai relativi allenamenti ed attività agonistica, a condizione che le attività stesse si svolgano sotto la responsabilità delle scuole ed i partecipanti siano coperti dall’assicurazione per responsabilità civile per i danni causati alle persone imbarcate ed a terzi.
5. I motoscafi ad uso privato di cui al regio decreto-legge 9 maggio 1932, n. 813, convertito dalla legge 20 dicembre 1932, n. 1884, sono equiparati, ai fini dell’abilitazione al comando, alle unità da diporto.
6. La patente nautica si distingue nelle seguenti categorie ed abilita al comando o alla direzione nautica delle unità da diporto indicate per le rispettive categorie:
• a) Categoria A: comando e condotta di natanti e imbarcazioni da diporto;
• b) Categoria B: comando di navi da diporto;
• c) Categoria C: direzione nautica di natanti e imbarcazioni da diporto.
(5) Art. 70. Definizione e campo di applicazione. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura meramente occasionale rese da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro, ovvero in procinto di uscirne, nell’ambito:
a) dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa la assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap;
b) dell’insegnamento privato supplementare;
c) dei piccoli lavori di giardinaggio, nonché di pulizia e manutenzione di edifici e monumenti;
d) della realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli;
e) della collaborazione con enti pubblici e associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di emergenza, come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi, o di solidarietà
e bis) dell’impresa familiare di cui all’art. 230 bis del CC, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi.
e ter) dell’esecuzione di vendemmie di breve durata e a carattere saltuario, effettuata da studenti e pensionati.
(6) Art. 72. Disciplina del lavoro accessorio. – 1. Per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio, i beneficiari acquistano presso le rivendite autorizzate uno o più̀ carnet di buoni per prestazioni di lavoro accessorio il cui valore nominale è fissato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi entro trenta giorni e periodicamente aggiornato.
2. Tale valore nominale è stabilito tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le attività̀ lavorative affini a quelle di cui all’articolo 70, comma 1, nonché́ del costo di gestione del servizio.
3. Il prestatore di lavoro accessorio percepisce il proprio compenso presso il concessionario, di cui al comma 5, all’atto della restituzione dei buoni ricevuti dal beneficiario della prestazione di lavoro accessorio. Tale compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio.
4. Fermo restando quanto disposto dal comma 4-bis, il concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i buoni, registrandone i dati anagrafici e il codice fiscale, effettua il versamento per suo conto dei contributi per fini previdenziali all’INPS, alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in misura pari al 13 per cento del
valore nominale del buono, e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL, in misura pari al 7 per cento del valore nominale del buono, e trattiene l’importo autorizzato dal decreto di cui al comma 1, a titolo di rimborso spese.
4-bis. Con riferimento all’impresa familiare di cui all’articolo 70, comma 1, lettera g), trova applicazione la normale disciplina contributiva e assicurativa del lavoro subordinato.
5. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, con proprio decreto, individua le aree e il concessionario del servizio attraverso cui avviare una prima fase di sperimentazione delle prestazioni di lavoro accessorio e regolamenta criteri e modalità per il versamento dei contributi di cui al comma 4 e delle relative coperture assicurative e previdenziali. Il termine per l’adozione del decreto di cui al comma 1, dell’art. 72, del decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276, decorre dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
(7) Art. 55. Esercizio abusivo delle attività di locazione, noleggio, appoggio per le immersioni subacquee ed insegnamento della navigazione da diporto. – 1. Chiunque esercita le attività̀ di locazione, noleggio, appoggio per le immersioni subacquee ed insegnamento della navigazione da diporto senza l’osservanza delle formalità̀ di cui all’articolo 2, comma 2, ovvero utilizza imbarcazioni da diporto per attività̀ diverse da quelle a cui sono adibite, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro duemilasessantasei a euro ottomiladuecentosessantatre.
(8) Art. 3. Modifiche alle disposizioni in materia di lavoro irregolare. 3. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni già̀ previste dalla normativa in vigore, in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, si applica altresì̀ la sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. L’importo della sanzione è da euro 1.000 a euro 8.000 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di euro 30 per ciascuna giornata di lavoro irregolare, nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un periodo lavorativo successivo. L’importo delle sanzioni civili connesse all’evasione dei contributi e dei premi riferiti a ciascun lavoratore irregolare di cui ai periodi precedenti è aumentato del 50 per cento.
(9) Si ripeterebbe una situazione simile a quella accaduta in ambito di sicurezza del lavoro. Com’è noto, dal 16 Maggio 2011 ogni nave/imbarcazione da diporto, (non è chiaro se solo a quelle che sono impiegate in uso commerciale o anche a quelle in uso privato), è soggetta al Decreto Legislativo 81/2008 (testo unico della sicurezza del lavoro).
Questa è stata la conseguenza della mancata emissione del Decreto previsto dall’articolo 3 comma 2 del D.Lgs. 81/2008, che avrebbe dovuto dettare le disposizioni necessarie a consentire il coordinamento tra il D.Lgs. 81/2008 ed il D.Lgs. 272/99, concernente la sicurezza e salute dei lavoratori nell’ambito delle operazione e servizi portuali. Ai sensi dell’articolo 3, comma 3 D.Lgs. 81/2008, alla scadenza del termine previsto per l’emanazione del suddetto Decreto, previsto per il 15 Maggio 2011, il D.Lgs. 272/99 si intende abrogato. Di conseguenza, sono venute meno le norme speciali che riconoscono le particolari condizioni per imprese e lavoratori che operano a bordo alle navi.
Si possono ben immaginare le conseguenze – sia nell’organizzazione di bordo, che nella possibilità di un’applicazione funzionale e non soltanto formale della norma intesa a tutelare la salute del lavoratore – dell’applicazione a bordo delle navi da diporto del D.Lgs. 81/2008, senza tener conto delle esistenti specificità, riconosciute fino ad adesso dall’ordinamento.
(10) D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, rubricato “Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi”, e modifiche successive.

L’AVVOCATO ANDREA FACCON COMMENTA LE RECENTI NORME SUL NOLEGGIO OCCASIONALE

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L’AVVOCATO ANDREA FACCON COMMENTA LE RECENTI NORME SUL NOLEGGIO OCCASIONALE

COMMENTO
Con la L. 24 marzo 2012 n. 27 – nella G.U.R.I. 24 marzo 2012 n. 71 – è stato convertito in legge il D.L. 24 gennaio 2012 n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività.
La Legge introduce significative modifiche e integrazioni al Capo III del suddetto D.L. n. 1/2012, che contiene misure per la portualità e l’autotrasporto e l’agricoltura.
Tra le integrazioni apportate in sede di conversione merita sicuramente segnalazione l’art. 59-ter, rubricato “Semplificazione nella navigazione da diporto”.
Con tale norma viene introdotto nel D. Lgs. 18 luglio 2005, n. 171 (cd. Codice della nautica da diporto), per l’esattezza, nel capo II del titolo III dedicato al “Noleggio”, dopo l’articolo 49, un nuovo articolo, l’art. 49-bis, rubricato “Noleggio occasionale”.
La norma, che rientra nel quadro delle misure dirette a incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico inserite nel D.L. n. 1/2012 e nella relativa legge di conversione, sembra venire incontro alle attese dei piccoli operatori del settore della nautica da diporto, che auspicavano l’introduzione di una disciplina più flessibile ed elastica in tema esercizio del noleggio (come noto, incentrata, da un lato, su un rigido regime di esclusività dell’utilizzo dell’unità a fini commerciali da diporto, dall’altro, sull’obbligo del possesso del titolo professionale per il comando e la conduzione di imbarcazioni e navi da diporto utilizzate a fini commerciali), meglio in grado di contemperare le esigenze di un’adeguata tutela del consumatore con quelle riconducibili all’attività diportistica e lusoria svolta in forma occasionale (tipicamente nei mesi estivi) e senza velleità prettamente imprenditoriali.
Di seguito proponiamo un brevissimo commento, a prima lettura, dell’art. 49-bis D. Lgs. 18 luglio 2005, n. 171.
***
Il nuovo articolo 49-bis Codice disciplina alcuni aspetti giuridici fondamentali del nuovo istituto del noleggio occasionale.
Si tratta, in particolare, de:
a.- i presupposti e le condizioni per l’esercizio dell’unità da diporto in noleggio occasionale
L’art. 49-bis Codice prevede che il titolare persona fisica, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni e navi da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, può effettuare, in forma occasionale, attività di noleggio della predetta unità.
Soggetti legittimati al noleggio occasionale sono esclusivamente: – il titolare persona fisica dell’unità da diporto;
– l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria.
Riferendosi all'”utilizzatore a titolo di locazione finanziaria” la norma non distingue tra persona fisica e giuridica e fa sorgere il dubbio se, in caso di leasing, il noleggio occasionale possa essere effettuato anche da persone giuridiche (tipicamente da società).
Riteniamo che, per ragioni di simmetria con la previsione che limita al “titolare persona fisica” nonché in coerenza con la ratio de minimis della norma, sia preferibile la soluzione che non consente il noleggio occasionale a soggetti “utilizzatori” diversi da persone fisiche.
Oggetto del noleggio occasionale possono essere sia navi che imbarcazioni da diporto (con una differenza sostanziale in ordine ai titoli necessari per lo svolgimento dell’attività di noleggio: v. infra)
L’ultimo periodo del comma 1, art. 49-bis in commento stabilisce che tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell’unità.
Da tale norma si desume che le unità da diporto utilizzate per svolgere noleggio occasionale non sono soggette all’applicazione dell’art. 2 del Codice e, in particolare, al regime di annotazione nei registri di iscrizione, da riportare in licenza di navigazione, nonché, soprattutto, al regime di esclusività dell’uso di unità adibita a fini commerciali previsto dall’ultimo comma del ridetto art. 2.
Deve poi ritenersi che navi registrate e annotate per fini commerciali ex art. 2, Codice possono senz’altro svolgere attività di noleggio occasionale.
Per agevolare la lettura, riportiamo il testo dell’art. 2 Codice suona così: “1. L’unità da diporto è utilizzata a fini commerciali quando:
a) è oggetto di contratti di locazione e di noleggio;
b) è utilizzata per l’insegnamento professionale della navigazione da diporto;
c) è utilizzata da centri di immersione e di addestramento subacqueo come unità di appoggio per i praticanti immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.
2. L’utilizzazione a fini commerciali delle imbarcazioni e navi da diporto è annotata nei relativi registri di iscrizione, con l’indicazione delle attività svolte e dei proprietari o armatori delle unità, imprese individuali o società, esercenti le suddette attività commerciali e degli estremi della loro iscrizione, nel registro delle imprese della competente camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura. Gli estremi dell’annotazione sono riportati sulla licenza di navigazione.
3. Qualora le attività di cui al comma 1 siano svolte con unità da diporto battenti bandiera di uno dei Paesi dell’Unione europea, l’esercente presenta all’autorità marittima o della navigazione interna con giurisdizione sul luogo in cui l’unità abitualmente staziona una dichiarazione contenente le caratteristiche dell’unità, il titolo che attribuisce la disponibilità della stessa, nonchè gli estremi della polizza assicurativa a garanzia delle persone imbarcate e di responsabilità civile verso terzi e della certificazione di sicurezza in possesso. Copia della dichiarazione, timbrata e vistata dalla predetta autorità, deve essere mantenuta a bordo.
4. Le unità da diporto di cui al comma 1, lettera a), possono essere utilizzate esclusivamente per le attività a cui sono adibite.”).
L’inapplicabilità dell’art. 2, Codice non muta la disciplina applicabile al noleggio occasionale, il quale, in particolare, resta sempre distinguibile dalla locazione di unità da diporto e deve ritenersi senz’altro assoggettato, per quanto non espressamente previsto dall’art. 49-bis, alla disciplina di cui agli artt. 47, 48 e 49 del Codice in tema di noleggio di unità da diporto.
*
b.- i titoli abilitativi necessari per il comando e la condotta di unità da diporto in noleggio occasionale
La parte forse più importante (e attesa) del nuovo istituto concerne la disciplina dedicata ai titoli richiesti per comandare e condurre un’unità da diporto impiegata in attività di noleggio occasionale.
Al riguardo, il comma 2 dell’art. 49-bis prevede che il comando e la condotta dell’imbarcazione da diporto possono essere assunti dal titolare, dall’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’imbarcazione ovvero attraverso l’utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all’articolo 39 del presente codice, in deroga alle disposizioni recanti l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto.
Ne discende che non è richiesto il titolo professionale di Ufficiale della navigazione del diporto, che resta necessario per comandare e condurre imbarcazioni da diporto utilizzati a scopi commerciali.
La necessità del titolo professionale, tuttavia, permane nel caso di utilizzo di navi da diporto, posto che, in tal caso, in luogo della patente nautica, il conduttore deve essere munito di titolo professionale del diporto.
*
c.- il regime applicabile al personale impiegato nell’esercizio del noleggio occasionale
L’art. 49-bis regola opportunamente anche il profilo (eventuale) del regime applicabile alle
prestazioni di lavoro acquisite ai fini dell’espletamento del noleggio occasionale.
Il comma 2 art. 49-bis prevede espressamente che tali prestazioni lavorative si intendono comprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio di cui all’articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e che ad esse si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003, recante disciplina del lavoro accessorio (riportiamo il testo dell’art.72, “Disciplina del lavoro accessorio”, “1. Per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio, i beneficiari acquistano presso le rivendite autorizzate uno o più carnet di buoni per prestazioni di lavoro accessorio il cui valore nominale è fissato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi entro trenta giorni e periodicamente aggiornato. 2. Tale valore nominale è stabilito tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le attività lavorative affini a quelle di cui all’articolo 70, comma 1, nonché del costo di gestione del servizio. 3. Il prestatore di lavoro accessorio percepisce il proprio compenso presso il concessionario, di cui al comma 5, all’atto della restituzione dei buoni ricevuti dal beneficiario della prestazione di lavoro accessorio. Tale compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio. 4. Fermo restando quanto disposto dal comma 4-bis, il concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i buoni, registrandone i dati anagrafici e il codice fiscale, effettua il versamento per suo conto dei contributi per fini previdenziali all’INPS, alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in misura pari al 13 per cento del valore nominale del buono, e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL, in misura pari al 7 per cento del valore nominale del buono, e trattiene l’importo autorizzato dal decreto di cui al comma 1, a titolo di rimborso spese. 4-bis. Con riferimento all’impresa familiare di cui all’articolo 70, comma 1, lettera g), trova applicazione la normale disciplina contributiva e assicurativa del lavoro subordinato.”).
*
d.- il regime amministrativo per l’esercizio del noleggio occasionale
La disciplina del regime amministrativo del noleggio occasionale è contenuta nel comma 3 art.
49-bis in commento.
Si prevede che, ferme restando le previsioni di cui al presente titolo (specialmente i ridetti artt. 47, 48 e 49 Codice), l’effettuazione del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuare mediante modalità telematiche, all’Agenzia delle entrate e alla
Capitaneria di porto territorialmente competente, nonché all’Inps ed all’Inail, nel caso di impiego di personale ai sensi dell’ultimo periodo del comma 2.
Alla violazione dell’obbligo di comunicazione conseguono sanzioni.
Infatti, l’effettuazione del servizio di noleggio occasionale
– in assenza della comunicazione alla Capitaneria di porto determina l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 55, comma 1, del Codice (secondo cui “Chiunque esercita le attività di locazione, noleggio, appoggio per le immersioni subacquee ed insegnamento della navigazione da diporto senza l’osservanza delle formalità di cui all’articolo 2, comma 2, ovvero utilizza imbarcazioni da diporto per attività diverse da quelle a cui sono adibite, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro duemilasessantasei a euro ottomiladuecentosessantatre”);
– in assenza di comunicazione all’Inps o all’Inail comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73 in tema di emersione del lavoro irregolare (l’art. 3, comma 3, prevede che “Ferma restando l’applicazione delle sanzioni già previste dalla normativa in vigore, in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, si applica altresì la sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. L’importo della sanzione è da euro 1.000 a euro 8.000 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di euro 30 per ciascuna giornata di lavoro irregolare, nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un periodo lavorativo successivo. L’importo delle sanzioni civili connesse all’evasione dei contributi e dei premi riferiti a ciascun lavoratore irregolare di cui ai periodi precedenti è aumentato del 50 per cento.”).
Il comma 4, art. 49-bis codice demanda a un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro del lavoro e delle politiche sociali definire le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 3.
*
– il regime impositivo dell’esercizio del noleggio occasionale
La disciplina del noleggio occasionale è completata da un corredo di disposizioni che delineano il regime impositivo del nuovo istituto.
Il comma 5 dell’art. 49-bis prevede che i proventi derivanti dall’attività di noleggio di cui al comma 1 sono assoggettati, a richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del 20 per cento, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all’attività di noleggio.
L’imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
L’acconto relativo all’imposta sul reddito delle persone fisiche è calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma.
Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l’imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.
Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità di versamento dell’imposta sostitutiva, nonché ogni altra disposizione utile ai fini dell’attuazione del presente comma.
L’ultimo capoverso del comma 5, prevede una sanzione in caso di mancata comunicazione all’Agenzia delle entrate prevista dal comma 3, primo periodo, dell’art. 49-bis: il noleggiatore si vede preclusa la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero comporta la decadenza dal medesimo regime.
Per completezza, di seguito riportiamo il testo integrale dell’art. 59-ter, L. 24 marzo 2012 n. 27. ***
Art. 59-ter
Semplificazione nella navigazione da diporto
1. Al codice di cui al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, nel capo II del titolo III, dopo l’articolo 49 è aggiunto il seguente:
«Art. 49-bis (Noleggio occasionale). – 1. Al fine di incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico, il titolare persona fisica, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni e navi da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, puo’ effettuare, in forma occasionale, attività di noleggio della predetta unità. Tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell’unità.
2. Il comando e la condotta dell’imbarcazione da diporto possono essere assunti dal titolare, dall’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’imbarcazione ovvero attraverso l’utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all’articolo 39 del presente codice, in deroga alle disposizioni recanti l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto. Nel caso di navi da diporto, in luogo della patente nautica, il conduttore deve essere munito di titolo professionale del diporto. Qualora sia utilizzato personale diverso, le relative prestazioni di lavoro si intendono comprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio di cui all’articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e ad esse si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003.
3. Ferme restando le previsioni di cui al presente titolo, l’effettuazione del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuare mediante modalità telematiche, all’Agenzia delle entrate e alla Capitaneria di porto territorialmente competente, noncché all’Inps ed all’Inail, nel caso di impiego di personale ai sensi dell’ultimo periodo del comma 2. L’effettuazione del servizio di noleggio in assenza della comunicazione alla Capitaneria di porto comporta l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 55, comma 1, del presente codice, mentre la mancata comunicazione all’Inps o all’Inail comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73.
4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro del lavoro e delle politiche sociali sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 3.
5. I proventi derivanti dall’attività di noleggio di cui al comma 1 sono assoggettati, a richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del 20 per cento, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all’attività di noleggio. L’imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito
delle persone fisiche. L’acconto relativo all’imposta sul reddito delle persone fisiche è calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l’imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità di versamento dell’imposta sostitutiva, nonché ogni altra disposizione utile ai fini dell’attuazione del presente comma. La mancata comunicazione all’Agenzia delle entrate prevista dal comma 3, primo periodo, preclude la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero comporta la decadenza dal medesimo
regime».
Avv. Andrea Faccon
*

DECRETO LIBERALIZZAZIONI APPROVATO

Commenti disabilitati su DECRETO LIBERALIZZAZIONI APPROVATO

Di seguito troverete quanto previsto dal decreto liberalizzazioni per la nautica da diporto e la portualita’ del diporto

Capo III
Misure per la portualità e l’autotrasporto e l’agricoltura
Articolo 59.
(Extragettito IVA per le società di progetto per le opere portuali)
1. All’articolo 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera b), dopo le parole: “Unione Europea,“ sono inserite le seguenti parole: “nonché, limitatamente alle grandi infrastrutture portuali, per un periodo non superiore ai 15 anni, il 25 % dell’incremento del gettito di imposta sul valore aggiunto relativa alle operazioni di importazione riconducibili all’infrastruttura oggetto dell’intervento“;
b) dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti:
“2-bis. L’incremento del gettito IVA, di cui al comma 1, lettera b) su cui calcolare la quota del 25 per cento, è determinato per ciascun anno di esercizio dell’infrastruttura:
a) in relazione a progetti di nuove infrastrutture, in misura pari all’ammontare delle riscossioni dell’IVA registrato nel medesimo anno;
b) in relazione a progetti di ampliamento ovvero potenziamento di infrastrutture esistenti, in misura pari alla differenza tra l’ammontare delle riscossioni dell’IVA registrato nel medesimo anno e la media delle riscossioni conseguite nel triennio immediatamente precedente l’entrata in esercizio dell’infrastruttura oggetto dell’intervento.
2-ter. Gli incrementi di gettito di cui al comma 1, lettera b), registrati nei vari porti, per poter essere accertati devono essere stati realizzati nel singolo porto, tenendo conto anche dell’andamento del gettito dell’intero sistema portuale, secondo le modalità di cui al comma 2-quater.
2-quater. Con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono stabilite le modalità di accertamento, calcolo e determinazione dell’incremento di gettito di cui ai commi 2-bis e 2-ter, di corresponsione della quota di incremento del predetto gettito alla società di progetto, nonché ogni altra disposizione attuativa della disposizione di cui ai predetti commi 2-bis e 2-ter.“.

Art. 59-bis.
1. L’articolo 153 del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di
cui al decreto legislativo 16 aprile 2006, n. 163, è sostituito dal seguente:
’’Art. 153. – (Finanza di progetto). – 1. Per la realizzazione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità ivi inclusi quelli relativi alle strutture dedicate alla nautica da diporto, inseriti nella programmazione triennale e nell’elenco annuale di cui all’articolo 128, ovvero negli strumenti di programmazione formalmente approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla base della normativa vigente, ivi inclusi i Piani dei Porti, finanziabili in tutto o in parte con capitali privati, le amministrazioni aggiudicatrici possono, in alternativa all’affidamento mediante concessione ai sensi dell’articolo 143, affidare una concessione ponendo a base di gara uno studio di fattibilità, mediante pubblicazione di un bando finalizzato alla presentazione di offerte che contemplino l’utilizzo di risorse totalmente o parzialmente a carico dei soggetti proponenti.
2. Il bando di gara è pubblicato con le modalità di cui all’articolo 66 ovvero di cui
all’articolo 122, secondo l’importo dei lavori, ponendo a base di gara lo studio di fattibilità predisposto dall’amministrazione aggiudicatrice o adottato ai sensi del comma 19.
3. Il bando, oltre al contenuto previsto dall’articolo 144, specifica:
a) che l’amministrazione aggiudicatrice ha la possibilità di richiedere al promotore
prescelto, di cui al comma 10, lettera b), di apportare al progetto preliminare, da esso presentato, le modifiche eventualmente intervenute in fase di approvazione del progetto, anche al fine del rilascio delle concessioni demaniali marittime, ove necessarie, e che in tal caso la concessione è aggiudicata al promotore solo successivamente all’accettazione, da parte di quest’ultimo, delle modifiche progettuali nonché del conseguente eventuale adeguamento del piano economico-finanziario;
b) che, in caso di mancata accettazione da parte del promotore di apportare modifiche al progetto preliminare, l’amministrazione ha facoltà di chiedere progressivamente ai concorrenti successivi in graduatoria l’accettazione delle modifiche da apportare al progetto preliminare presentato dal promotore alle stesse condizioni proposte al promotore e non accettate dallo stesso.
4. Le amministrazioni aggiudicatrici valutano le offerte presentate con il criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa di cui all’articolo 83.
5. Oltre a quanto previsto dall’articolo 83 per il caso delle concessioni, l’esame delle
proposte è esteso agli aspetti relativi alla qualità del progetto preliminare presentato, al valore economico e finanziario del piano e al contenuto della bozza di convenzione. Per quanto concerne le strutture dedicate alla nautica da diporto, l’esame e la valutazione delle proposte è svolta anche con riferimento alla maggiore idoneità dell’iniziativa prescelta a soddisfare in via combinata gli interessi pubblici alla valorizzazione turistica ed economica dell’area interessata, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente e alla sicurezza della navigazione.
6. Il bando indica i criteri, secondo l’ordine di importanza loro attribuita, in base ai quali si procede alla valutazione comparativa tra le diverse proposte. La pubblicazione del bando, nel caso di strutture destinate alla nautica da diporto, esaurisce gli oneri di pubblicità previsti per il rilascio della concessione demaniale marittima.
7. Il disciplinare di gara, richiamato espressamente nel bando, indica, in particolare,
l’ubicazione e la descrizione dell’intervento da realizzare, la destinazione urbanistica, la consistenza, le tipologie del servizio da gestire, in modo da consentire che le proposte siano presentate secondo presupposti omogenei.
8. Alla procedura sono ammessi solo i soggetti in possesso dei requisiti previsti dal
regolamento per il concessionario anche associando o consorziando altri soggetti, fermi restando i requisiti di cui all’articolo 38.
9. Le offerte devono contenere un progetto preliminare, una bozza di convenzione, un piano economico-finanziario asseverato da un istituto di credito o da società di servizi costituite dall’istituto di credito stesso ed iscritte nell’elenco generale degli intermediari finanziari, ai sensi dell’articolo 106 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, o da una società di revisione ai sensi dell’articolo l della legge 23 novembre 1939, n. 1966 nonché la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione; il regolamento detta indicazioni per chiarire e agevolare le attività di asseverazione ai fini della valutazione degli elementi economici e finanziari. Il piano economico-finanziario comprende l’importo delle spese sostenute per la predisposizione delle offerte, comprensivo anche dei diritti sulle opere
dell’ingegno di cui all’articolo 2578 del codice civile. Tale importo non può superare il 2,5 per cento del valore dell’investimento, come desumibile dallo studio di fattibilità posto a base di gara. Nel caso di strutture destinate alla nautica da diporto, il progetto preliminare deve definire le caratteristiche qualitative e funzionati dei lavori ed il quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire, contenere uno studio con la descrizione del progetto ed i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che il progetto può avere sull’ambiente e deve essere integrato con le specifiche richieste nei decreti 5 giugno 2009, n. 10/09, con decreto 5 giugno 2009, n. 11109 e con decreto 5 giugno 2009, n. 12/09 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e successive modificazioni e integrazioni.
10. L’amministrazione aggiudicatrice:
a) prende in esame le offerte che sono pervenute nei termini indicati nel bando;
b) redige una graduatoria e nomina promotore il soggetto che ha presentato la migliore offerta; la nomina del promotore può aver luogo anche in presenza di una sola offerta; c) pone in approvazione il progetto preliminare presentato dal promotore, con le modalità indicate all’articolo 97 anche al fine del successivo rilascio della concessione demaniale marittima, ove necessaria. In tale fase è onere del promotore procedere alle modifiche progettuali necessarie ai fini dell’approvazione del progetto, nonché a tutti gli adempimenti di legge anche ai fini della valutazione di impatto ambientale, senza che ciò comporti alcun compenso aggiuntivo, né incremento delle spese sostenute per la predisposizione delle offerte indicate nel piano finanziario;
d) quando il progetto non necessita di modifiche progettuali, procede direttamente alla stipula della concessione;
e) qualora il promotore non accetti di modificare il progetto, ha facoltà di richiedere
progressivamente ai concorrenti successivi in graduatoria l’accettazione delle modifiche al progetto presentato dal promotore alle stesse condizioni proposte al promotore e non accettate dallo stesso.
11. La stipulazione del contratto di concessione può avvenire solamente a seguito della conclusione, con esito positivo, della procedura di approvazione del progetto preliminare e della accettazione delle modifiche progettuali da parte del promotore, ovvero del diverso concorrente aggiudicatario. Il rilascio della concessione demaniale marittima, ove necessaria, avviene sulla base del progetto definitivo, redatto in conformità al progetto preliminare approvato.
12. Nel caso in cui risulti aggiudicatario della concessione un soggetto diverso dal
promotore, quest’ultimo ha diritto al pagamento, a carico dell’aggiudicatario, dell’importo delle spese di cui al comma 9, terzo periodo.
13. Le offerte sono corredate dalla garanzia di cui all’articolo 75 e da un’ulteriore
cauzione fissata dal bando in misura pari al 2,5 per cento del valore dell’investimento, come desumibile dallo studio di fattibilità posto a base di gara. Il soggetto aggiudicatario è tenuto a prestare la cauzione definitiva di cui all’articolo 113. Dalla data di inizio dell’esercizio del servizio, da parte del concessionario è dovuta una cauzione a garanzia delle penali relative al mancato o inesatto adempimento di tutti gli obblighi contrattuali relativi alla gestione dell’opera, da prestarsi nella misura del 10 per cento del costo annuo operativo di esercizio e
con le modalità di cui all’articolo 113; la mancata presentazione di tale cauzione costituisce grave inadempimento contrattuale.
14. Si applicano ove necessario le disposizioni di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e successive modificazioni.
15. Le amministrazioni aggiudicatrici, ferme restando le disposizioni relative al
contenuto del bando previste dal comma 3 primo periodo, possono, in alternativa a quanto prescritto dal comma 3, lettere a) e b), procedere come segue:
a) pubblicare un bando precisando che la procedura non comporta l’aggiudicazione al promotore prescelto, ma l’attribuzione allo stesso del diritto di essere preferito al migliore offerente individuato con le modalità di cui alle successive lettere del presente comma, ove il promotore prescelto intenda adeguare la propria offerta a quella ritenuta più vantaggiosa;
b) provvedere alla approvazione del progetto preliminare in conformità al comma 10, lettera c);
c) bandire una nuova procedura selettiva, ponendo a base di gara il progetto
preliminare approvato e le condizioni economiche e contrattuali offerte dal promotore, con il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa;
d) ove non siano state presentate offerte valutate economicamente più vantaggiose
rispetto a quella del promotore, il contratto è aggiudicato a quest’ultimo;
e) ove siano state presentate una o più offerte valutate economicamente più
vantaggiose di quella del promotore posta a base di quest’ultimo può, entro quarantacinque giorni dalla comunicazione dell’amministrazione aggiudicatrice, adeguare la propria proposta a quella del migliore offerente, aggiudicandosi il contratto. In questo caso l’amministrazione aggiudicatrice rimborsa al migliore offerente, a spese del promotore, le spese sostenute per la partecipazione alla gara, nella misura massima di cui al comma 9, terzo periodo;
f) ove il promotore non adegui nel termine indicato alla precedente lettera e) la propria proposta a quella del miglior offerente individuato in gara, quest’ultimo è aggiudicatario del contratto e l’amministrazione aggiudicatrice rimborsa al promotore, a spese dell’aggiudicatario, le spese sostenute nella misura massima di cui al comma 9, terzo periodo. Qualora le amministrazioni aggiudicatrici si avvalgano delle disposizioni del presente comma, non si applicano il comma 10, lettere d), e e) il comma Il e il comma 12, ferma restando l’applicazione degli altri commi che precedono.
16. In relazione a ciascun lavoro inserito nell’elenco annuale di cui al comma 1, per il quale le amministrazioni aggiudicatrici non provvedano alla pubblicazione dei bandi entro sei mesi dalla approvazione dello stesso elenco annuale, i soggetti in possesso dei requisiti di cui al comma 8 possono presentare, entro e non oltre quattro mesi dal decorso di detto termine, una proposta avente il contenuto dell’offerta di cui al comma 9, garantita dalla cauzione di cui all’articolo 75, corredata dalla documentazione dimostrativa del possesso dei requisiti
soggettivi e dell’impegno a prestare una cauzione nella misura dell’importo di cui al comma 9, terzo periodo, nel caso di indizione di gara ai sensi delle lettere a), b), c) del presente comma. Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di quattro mesi di cui al periodo precedente, le amministrazioni aggiudicatrici provvedono, anche nel caso in cui sia pervenuta una sola proposta, a pubblicare un avviso con le modalità di cui all’articolo 66 ovvero di cui all’articolo 122, secondo l’importo dei lavori, contenente i criteri in base ai quali si procede alla valutazione delle proposte. Le eventuali proposte rielaborate e ripresentate alla luce dei suddetti criteri e le nuove proposte sono presentate entro novanta giorni dalla pubblicazione
di detto avviso; le amministrazioni aggiudicatrici esaminano dette proposte, unitamente alle proposte già presentate e non rielaborate, entro sei mesi dalla scadenza di detto termine. Le amministrazioni aggiudicatrici, verificato preliminarmente il possesso dei requisiti, individuano la proposta ritenuta di pubblico interesse procedendo poi in via alternativa a:
a) se il progetto preliminare necessita di modifiche qualora ricorrano le condizioni di cui all’articolo 58, comma 2 indire un dialogo competitivo ponendo a base di esso il progetto preliminare e la proposta;
b) se il progetto preliminare non necessita di modifiche, previa approvazione del
progetto preliminare presentato dal promotore, bandire una concessione ai sensi dell’articolo 143, ponendo lo stesso progetto a base di gara ed invitando alla gara il promotore;
c) se il progetto preliminare non necessita di modifiche, previa approvazione del
progetto preliminare presentato dal promotore, procedere ai sensi del comma 15, lettere c), d), e), f), ponendo lo stesso progetto a base di gara e invitando alla gara il promotore.
17. Se il soggetto che ha presentato la proposta prescelta ai sensi del comma 16 non partecipa alle gare di cui alle lettere a), b) e c) del comma 16, l’amministrazione
aggiudicatrice incamera la garanzia di cui all’articolo 75. Nelle gare di cui al comma 16, lettere a), b), c), si applica il comma 13.
18. li promotore che non risulti aggiudicatario nella procedura di cui al comma 16,
lettera a), ha diritto al rimborso, con onere a carico dell’affidatario, delle spese sostenute nella misura massima di cui al comma 9, terzo periodo. Al promotore che non risulti aggiudicatario nelle procedure di cui al comma 16, lettere b) e c), si applica quanto previsto dal comma 15 lettere e) e f).
19. Gli operatori economici possono presentare alle amministrazioni aggiudicatrici
proposte relative alla realizzazione in concessione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità, incluse le strutture dedicate alla nautica da diporto, non presenti nella programmazione triennale di cui all’articolo 128 ovvero negli strumenti di programmazione approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla base della normativa vigente. La proposta contiene un progetto preliminare, una bozza di convenzione, il piano economico-finanziario asseverato da uno dei soggetti di cui al comma 9, primo periodo, e la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione. Nel caso di strutture destinate alla nautica da diporto, il progetto
preliminare deve definire le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori ed il quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire, contenere uno studio con la descrizione del progetto ed i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che il progetto può avere sull’ambiente e deve essere integrato con le specifiche richieste nei decreti 5 giugno 2009, n. 10/09, con Decr. 5 giugno 2009, n. 11/09 e con Decr. 5 giugno 2009, n.12/09 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e successive modificazioni e integrazioni. Il piano economico-finanziario comprende l’importo delle spese sostenute per la
predisposizione della proposta, comprensivo anche dei diritti sulle opere dell’ingegno di cui all’articolo 2578 del codice civile. La proposta è corredata dalle autodichiarazioni relative al possesso dei requisiti di cui al comma 20, dalla cauzione di cui all’articolo 75, e dall’impegno a prestare una cauzione nella misura dell’importo di cui al comma 9, terzo periodo, nel caso di indizione di gara. L’amministrazione aggiudicatrice valuta, entro tre mesi, il pubblico interesse della proposta. A tal fine l’amministrazione aggiudicatrice può invitare il proponente
ad apportare al progetto preliminare le modifiche necessarie per la sua approvazione. Se il proponente non apporta le modifiche richieste, la proposta non può essere valutata di pubblico interesse. Il progetto preliminare, eventualmente modificato, è inserito nella programmazione triennale di cui all’articolo 128 ovvero negli strumenti di programmazione approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla base della normativa vigente ed è posto in approvazione con le modalità indicate all’articolo 97; il proponente è tenuto ad apportare le eventuali ulteriori modifiche chieste in sede di approvazione del progetto; in difetto, il
progetto si intende non approvato. Il progetto preliminare approvato è posto a base di gara per l’affidamento di una concessione, alla quale è invitato il proponente, che assume la denominazione di promotore. Nel bando l’amministrazione aggiudicatrice può chiedere ai concorrenti, compreso il promotore, la presentazione di eventuali varianti al progetto. Nel bando è specificato che il promotore può esercitare il diritto di prelazione. I concorrenti, compreso il promotore, devono essere in possesso dei requisiti di cui al comma 8, e presentare un’offerta contenente una bozza di convenzione, il piano economico-finanziario asseverato da uno dei soggetti di cui al comma 9, primo periodo, la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione, nonché le eventuali varianti al progetto preliminare; si applicano i commi 4, 5, 6, 7 e 13. Se il promotore non risulta aggiudicatario, può esercitare, entro quindici giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione definitiva, il diritto di prelazione e divenire aggiudicatario se dichiara di impegnarsi ad adempiere alle
obbligazioni contrattuali alle medesime condizioni offerte dall’aggiudicatario. Se il promotore non risulta aggiudicatario e non esercita la prelazione ha diritto al pagamento, a carico dell’aggiudicatario, dell’importo delle spese per la predisposizione della proposta nei limiti indicati nel comma 9. Se il promotore esercita la prelazione, l’originario aggiudicatario ha diritto al pagamento, a carico del promotore, dell’importo delle spese per la predisposizione dell’offerta nei limiti cui al comma 9.
19-bis. La proposta di cui al comma 19, primo periodo, può riguardare, in alternativa alla concessione, la locazione finanziaria di cui all’articolo 160-bis.
20. Possono presentare le proposte di cui al comma 19, primo periodo, i soggetti in
possesso dei requisiti di cui al comma 8, nonché i soggetti dotati di idonei requisiti tecnici, organizzativi, finanziari e gestionali, specificati dal regolamento, nonché i soggetti di cui agli articoli 34 e 90, comma 2, lettera b), eventualmente associati o consorziati con enti finanziatori e con gestori di servizi. La realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità rientra tra i settori ammessi di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c-bis), del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153. Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, nell’ambito degli scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico dalle stesse perseguiti, possono aggregarsi alla presentazione di proposte di realizzazione di lavori pubblici di cui al comma 1, ferma restando la loro autonomia decisionale.
21. Limitatamente alle ipotesi di cui i commi 16, 19 e 20, i soggetti che hanno presentato le proposte possono recedere dalla composizione dei proponenti in ogni fase della procedura fino alla pubblicazione del bando di gara purché tale recesso non faccia venir meno la presenza dei requisiti per la qualificazione. In ogni caso, la mancanza dei requisiti in capo a singoli soggetti comporta l’esclusione dei soggetti medesimi senza inficiare la validità della proposta, a condizione che i restanti componenti posseggano i requisiti necessari per la qualificazione.
22. Ai sensi del precedente articolo 4 (Competenze legislative di Stato, regioni e
province autonome), per quanto attiene alle strutture dedicate alla nautica da diporto, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano adeguano la propria normativa ai principi previsti dal presente codice.’’

Art. 59-ter
(Semplificazione nella navigazione da diporto)
1. Al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, dopo l’articolo 49, è aggiunto il
seguente:
’’Art. 49-bis. – (Noleggio occasionale). – 1. Al fine di incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico, il titolare persona fisica, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni e navi da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, può effettuare, in forma occasionale, attività di noleggio della predetta unità. Tale forma di noleggio non
costituisce uso commerciale dell’unità.
2. Il comando e la condotta dell’imbarcazione da diporto possono essere assunti dal
titolare, dall’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’imbarcazione ovvero attraverso l’utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all’articolo 39 del presente codice, in deroga alle disposizioni recanti l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto. Nel caso di navi da diporto, in luogo della patente nautica, il conduttore deve essere munito di titolo professionale del diporto. Qualora sia utilizzato personale diverso, le relative prestazioni di lavoro si intendono comprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio di cui all’articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e ad esse si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003.
3. Ferme restando le previsioni di cui al presente Titolo, l’effettuazione del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuarsi mediante modalità telematiche, all’agenzia delle entrate e alla capitaneria di porto territorialmente competente, nonché all’inps ed all’Inail, nel caso di impiego di personale ai sensi del terzo periodo del presente comma. L’effettuazione del servizio di noleggio in assenza della comunicazione alla capitaneria di porto comporta l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 55, comma 1,
del presente codice, mentre la mancata comunicazione all’Inps o all’Inail comporta
l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73.
4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro del lavoro sono definite le modalità di attuazione delle previsioni di cui al comma 3.
5. I proventi derivanti dall’attività di noleggio di cui al comma 1, sono assoggettati a
richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a
un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del venti per cento, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all’attività di noleggio. L’imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’acconto relativo all’imposta sul reddito delle persone fisiche è calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l’imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste
per le imposte sui redditi. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità di versamento dell’imposta sostitutiva, nonché di ogni altra disposizione utile ai fini dell’attuazione del presente comma. La mancata comunicazione all’agenzia delle entrate prevista dal quarto periodo del comma 1 preclude la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero comporta la decadenza del medesimo regime’’.

Articolo 60.
(Regime doganale delle unità da diporto)
1. All’articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, il quarto comma è sostituito dal seguente: “Le navi, ad esclusione di quelle da diporto, e gli aeromobili costruiti all’estero o provenienti da bandiera estera si intendono destinati al consumo nel territorio doganale quando vengono iscritti nelle matricole o nei registri di cui rispettivamente agli articoli 146 e 753 del codice della navigazione; le navi, ad esclusione di quelle da diporto, e gli aeromobili nazionali e nazionalizzati, iscritti nelle matricole o nei registri predetti, si intendono destinati al consumo fuori del territorio doganale quando vengono cancellati dalle matricole o dai registri stessi per uno dei motivi indicati nel primo comma, lettere c) e d), rispettivamente degli articoli 163 e 762 del codice medesimo“.Le navi da diporto si intendono destinate al consumo dentro o fuori dal territorio doganale su semplice rilascio di una dichiarazione rispettivamente di importazione definitiva o di esportazione definitiva da parte dell’armatore.
All’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, dopo le parole: “Unione europea“ sono inserite le seguenti: “o extraeuropei“.

Art. 60-bis.
(Misure a tutela della filiera della nautica da diporto)
1. All’articolo 16 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
’’2. Dal 1º maggio di ogni anno le unità da diporto sono soggette al pagamento di una tassa annuale nelle misure di seguito indicate:
a) euro 800 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 1.160 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 1. 740 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 2.600 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri;
e) euro 4.400 per le unità con scafo di lunghezza da 20,01 a 24 metri;
f) euro 7.800 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
g) euro 12.500 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
h) euro 16.000 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
i) euro 21.500 per le unità con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;
l) euro 25.000 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri’”;
b) al comma 3, dopo le parole: “con motore ausiliario’’ sono inserite le seguenti: ’’il
cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in Kw non sia inferiore a 0.5’’;
c) al comma 4, le parole: “’, nonchè alle unità di cui al comma 2 che si trovino in
un’area di rimessaggio e per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio’’ sono soppresse;
d) al comma 5-bis, dopo le parole ’’dell’atto’’ sono inserite le seguenti: “, ovvero per
le unità che siano rinvenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell’utilizzatore. Allo scopo di sviluppare la nautica da diporto, la tassa non si applica alle unità di cui ai commi 2 e 3 per il primo anno dalla prima immatricolazione’’;
e) al comma 7, al primo periodo, la parola: ’’finanziaria’’ è sostituita dalle seguenti:
’’anche finanziaria, per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto. La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio.’’;
f) il comma 8 è soppresso;
g) al comma 9, le parole: ’’da 2 a 8’’ sono sostituite dalle seguenti: ’’da 2 a 7’’.

Il testo dell’emendamento proposto relativo al NOLEGGIO DI UNITA’ DA DIPORTO OCCASIONALE, CONCORRENZA SLEALE?

2 commenti

Ci si domanda perche’ conseguire titoli del diporto o costituire societa’ di noleggio perfettamente regolari quando poi basta una semplice patente ed una imbarcazione per fare noleggio occasionale.
E la sicurezza , la formazione , i corsi obbligatori, I titoli del diporto a cosa servono piu’?? Ci sono certe lobby che sono potentissime e riescono ad infilare emendamenti dove meno te lo aspetti ….

A.S. 3110 – Bozza fascicolo emendamenti (artt. 37-97)
59.0.2
Ranucci, Marco Filippi
Dopo l’articolo 59, inserire il seguente:
«Art. 59-bis.
(Semplificazione nella navigazione da diporto)
1. Al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, dopo l’articolo 49, è aggiunto il seguente:
’’Art. 49-bis. – (Noleggio occasionale). – 1. Al fine di incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico, il titolare persona fisica, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni e navi da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, può effettuare, in forma occasionale, attività di noleggio della predetta unità. Tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell’unità.
2. Il comando e la condotta dell’imbarcazione da diporto possono essere assunti dal titolare, dall’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’imbarcazione ovvero attraverso l’utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all’articolo 39 del presente codice, in deroga alle disposizioni recanti l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto. Nel caso di navi da diporto, in luogo della patente nautica, il conduttore deve essere munito di titolo professionale del diporto. Qualora sia utilizzato personale diverso, le relative prestazioni di lavoro si intendono comprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio di cui all’articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e ad esse si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003.
3. Ferme restando le previsioni di cui al presente Titolo, l’effettuazione del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuarsi mediante modalità telematiche, all’agenzia delle entrate e alla capitaneria di porto territorialmente competente, nonché all’inps ed all’inail, nel caso di impiego di personale ai sensi del terzo periodo del presente comma. L’effettuazione del servizio di noleggio in assenza della comunicazione alla capitaneria di porto comporta l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 55, comma 1, del presente codice, mentre la mancata comunicazione all’inps o all’inail comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73.
4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro del lavoro sono definite le modalità di attuazione delle previsioni di cui al comma 3.
5. I proventi derivanti dall’attività di noleggio di cui al comma 1, sono assoggettati a richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del venti per cento, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all’attività di noleggio. L’imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’acconto relativo all’imposta sul reddito delle persone fisiche è calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l’imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi. Con provvedimento del
159
A.S. 3110 – Bozza fascicolo emendamenti (artt. 37-97)
direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità di versamento dell’imposta sostitutiva, nonché di ogni altra disposizione utile ai fini dell’attuazione del presente comma. La mancata comunicazione all’agenzia delle entrate prevista dal quarto periodo del comma 1 preclude la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero comporta la decadenza del medesimo regime’’».
59.0.3
Ranucci, Marco Filippi
Dopo l’articolo 59, inserire il seguente:
«Art. 59-bis.
1. Al comma 3 dell’articolo 24 del decreto ministeriale 29 luglio 2008, n. 146 ’’Regolamento di attuazione dell’articolo 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da diporto’’ dopo le parole: ’’a scopo sportivo o ricreativo’’ è aggiunto il seguente periodo: ’’Con le medesime modalità, le imbarcazioni o navi da diporto adibite a locazione e noleggio possono essere utilizzate dai soggetti di cui al comma 1 per finalità connesse alle attività promozionali e di rappresentanza. In tali casi la condotta delle unità da diporto è consentita con il solo possesso delle abilitazioni previste dagli articoli 25, 26 e 27’’».
59.0.5
Galioto
Dopo l’articolo 59, inserire il seguente:
«Art. 59-bis.
(Semplificazione nella navigazione da diporto)
1. Al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 17.1, dopo l’articolo 49, è aggiunto il seguente:
160
A.S. 3110 – Bozza fascicolo emendamenti (artt. 37-97)
’’Art. 49-bis. – (Noleggio occasionale). – 1. Al fine di incentivare la nautica da diporto e i! turismo nautico, i! titolare persona fisica, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, lettera c), può effettuare, informa occasionale e con unità fino a 18 metri di lunghezza, attività di noleggio della predetta unità. Tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell’unità.
2. Il comando e la condotta dell’imbarcazione possono essere assunti dal titolare, dal! ’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’imbarcazione ovvero attraverso l’utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all’articolo 39 del presente codice, in deroga alle disposizioni recanti l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto. Qualora sia utilizzato personale diverso, le relative prestazioni di lavoro si intendono comprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio di cui all’articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e ad esse si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003.
3. Ferme restando le Previsioni di cui al presente Titolo, l’effettuazione del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuarsi mediante modalità telematiche, all’agenzia delle entrate e alla capitaneria di porto territorialmente competente, nonché all’inps ed all’inail, nel caso di impiego di personale ai sensi del terzo periodo del presente comma.
L’effettuazione del servizio di noleggio in assenza della comunicazione alla capitaneria di porto comporta l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 55, comma 1, del presente codice, mentre la mancata comunicazione all’inps o ali ’inai! comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73.
4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro del lavoro sono definite le modalità di attuazione delle previsioni di cui al comma 3.
5. I proventi derivanti dall’attività di noleggio di cui al comma 1, sono assoggettati a richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura, del venti per cento, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all’attività di noleggio. L’imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’acconto relativo all’imposta sul reddito delle persone fisiche è calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l’imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità di versamento dell’imposta sostitutiva, nonché di ogni altra disposizione utile ai fini dell’attuazione del presente comma. La mancata comunicazione all’agenzia delle entrate prevista dal quarto periodo del comma 1 preclude la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero comporta la decadenza del medesimo regime.’’».
59.0.6
Musso
Dopo l’articolo 59, inserire il seguente:
«Art. 59-bis.
(Semplificazione nella navigazione da diporto)
1. Al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, dopo l’articolo 49, è aggiunto il seguente: 161
A.S. 3110 – Bozza fascicolo emendamenti (artt. 37-97)
’’Art. 49-bis. – (Noleggio occasionale). – 1. Al fine di incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico, il titolare persona fisica, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, lettera c), può effettuare, in forma occasionale e con unità fino a 18 metri di lunghezza, attività di noleggio della predetta unità. Tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell’unità.
2. Il comando e la condotta dell’imbarcazione possono essere assunti dal titolare, dall’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’imbarcazione ovvero attraverso l’utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all’articolo 39 del presente codice, in deroga alle disposizioni recanti l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto. Qualora sia utilizzato personale diverso, le relative prestazioni di lavoro si intendono comprese tra le prestazioni occasiona li di tipo accessorio di cui all’articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e ad esse si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003.
3. Ferme restando le previsioni di cui al presente Titolo, l’effettuazione del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuarsi mediante modalità telematiche, all’agenzia delle entrate e alla capitaneria di porto territorialmente competente, nonché all’lNPS ed all’INAIL, nel caso di impiego di personale ai sensi del terzo periodo del presente comma. L’effettuazione del servizio di noleggio in assenza della comunicazione alla capitaneria di porto comporta l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 55, comma 1, del presente codice, mentre la mancata comunicazione all’lNPS o all’lNAIL comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73.
4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro del lavoro sono definite le modalità di attuazione delle previsioni di cui al comma 3.
5. I proventi derivanti dall’attività di noleggio di cui al comma 1, sono assoggettati a richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a un’imposta sostitutiva delle Imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del venti per cento, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all’attività di noleggio l’imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’acconto relativo all’imposta sul reddito delle persone fisiche e’calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l’imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità di versamento dell’imposta sostitutiva, nonché di ogni altra disposizione utile ai fini dell’attuazione del presente comma. la mancata comunicazione all’agenzia delle entrate prevista dal quarto periodo del comma 1 preclude la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero. comporta la decadenza del medesimo regime’’».