E se il Comandante Schettino…….

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Ragionando per assurdo , e nemmeno tanto,  in seguito all’ultima circolare emessa dal Mit su Rinnovi ed Adeguamenti  dei Certificati di Competenza STCW . Visto che in quella circolare si obbliga alla  frequenza del  Corso Direttivo (  anche detto delle 300/570 ore )  i Comandanti ed Ufficiali di coperta e macchina  . (Vedi anche  i documenti relativi alla procedura di infrazione EU ed all’AUDIT EMSA , pubblicato   su questo stesso blog.)

Se io fossi il Comandante Schettino, farei un pensierino  a   chiedere i danni al MIT, in quanto  per anni , e’ stato mandato in giro per il mondo a comandare una nave con 4500 passeggeri ,   con  un certificato di competenza , carente  di un modulo ” direttivo ” di formazione  , che a giudizio del MIT e’ talmente  dirimente, tanto da obbligare tutti indistintamente Comandanti e Ufficiali di coperta e di macchina ,  a ritornare sui banchi di scuola.

Per Analogia , tutti i certificati ,gli addestramenti fatti a bordo, i libretti di addestramento firmati da comandanti ed ufficiali , con un CoC zoppo di un modulo di formazione, possono essere considerati validi ?

E le commissioni d’esame dove uno dei membri e’ un comandante di coperta o macchina che deve avere un CoC Valido ?

E i recentissimi corsi di Leadership dove uno dei membri e’ un comandante di coperta o macchina che deve avere un CoC Valido ?

E chi sara’ ad impartire il modulo direttivo , un comandante  di coperta o macchina con un CoC  zoppo ??

 

 

 

 

Costa Concordia full investigation report MIT

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Di seguito il report che il Ministero delle infrastrutture e Trasporti ha redatto per l’IMO sul disastro della Costa Concordia.
Ringrazio il Com.te Giorgio Blandina per il contributo.

Costa_Concordia_-_Full_Investigation_Report

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NAUFRAGIO COSTA CONCORDIA , LA PERIZIA

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PUBBLICHIAMO DI SEGUITO LA RELAZIONE TECNICA INTEGRALE DEI PERITI NOMINATI DAL TRIBUNALE DI GROSSETOCOSTA CONCORDIA RELAZIONE TECNICA

Santuario dei cetacei , Riserva Marina di Portofino e navi da crociera

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Dopo l’incidente funesto della Costa Concordia , il Ministro Clini ha emanato un D.M. in cui si impone una distanza minima di due miglia dai perimetri dei Parchi Marini e dalle Aree Marine Protette a tutte le navi mercantili e passeggeri superiori alle 500 tsl.
Evidentemente questo rende impraticabile il golfo del Tigullio, ma lo stesso vale per tutte le varie Riserve Marine e Parchi Italiani, alle navi a meno che non le si voglia ormeggiare in autostrada.
La Capitaneria di Porto sta lavorando ad una ordinanza , che sembra riscuotere non poche proteste da parte degli ambientalisti , visto che la memoria dl disastro ambientale della Concordia e’ ancora vivido.
Lega ambiente ed altre Associazioni , si pongono la domanda di come si possa cambiare le norme appena istituite dal DM con una semplice Ordinanza
Il DM in oggetto consente alle Capitanerie Di Porto di disciplinare le rotte di accesso ai porti :
” 1. Nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394, e all’interno dei medesimi perimetri sono vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi mercantili adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda. In relazione alla tipologia dei traffici che ordinariamente interessano le fasce di mare individuate dal presente comma o alle caratteristiche morfologiche del territorio, l’Autorita’ marittima competente puo’ disporre, per la fascia esterna ai predetti perimetri, limiti di distanza differenti allo scopo di garantire la sicurezza anche ambientale della navigazione e per l’accesso e l’uscita dai porti.2. Sono fatti salvi i provvedimenti riguardanti gli schemi di separazione del traffico e le rotte raccomandate ovvero obbligatorie nonche’ le discipline vigenti nei parchi e nelle aree protette nazionali, marine e costiere, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394.
non di modificare la sostanza di un D.M.

E le Navi da Diporto , i grandi Yacht Commerciali superiori a 500 tsl che frequentano normalmente tutte le estati i limiti del parco , come devono comportarsi .
Il problema ancora non si e’ posto ma si manifestera’ molto presto e necessita di risposte immediate.
Nell’auspicio che la Capitaneria di Porto voglia considerare anche quest’altro aspetto .
il testo del DECRETO:

Di seguito il testo del decreto:
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI di concerto con IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE Vista la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare fatta a Montego Bay il 10 dicembre 1982, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 2 dicembre 1994, n. 689; Visti in particolare gli articoli 21, 22 e 25 della predetta convenzione che attribuiscono agli Stati costieri la facolta’ di adottare nel loro mare territoriale misure per salvaguardare la sicurezza della navigazione, assicurare la conservazione delle risorse biologiche del mare, preservare l’ambiente marino e prevenire, ridurre e controllare i fenomeni d’inquinamento del mare e delle coste, ivi incluse misure sulle rotte; Visto l’art. 83 del codice della navigazione, come modificato dall’art. 5 della legge 7 marzo 2001, n. 51, che prevede la possibilita’ per il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di limitare o vietate il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, per motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende; Preso atto dei recenti incidenti della navigazione occorsi in prossimita’ di aree di grande valore ecosistemico ed ambientale e dalla significativa rilevanza socio-economica delle risorse ivi esistenti e, in quanto tali, soggette a particolari regimi di tutela; Considerato che le coste della penisola italiana ed i mari che la circondano sono particolarmente vulnerabili ai rischi del trasporto marittimo e della navigazione anche tenuto conto del lentissimo ricambio che caratterizza le acque del bacino del Mediterraneo; Considerato il rischio di grave inquinamento dell’ambiente marino collegato al trasporto marittimo che puo’ derivare dalle sostanze pericolose e nocive trasportate dalle navi come carico o come propellente per i fini della stessa navigazione; Considerata la necessita’ di proteggere in maniera particolare alcune zone marine e costiere particolarmente vulnerabili interessate da notevoli volumi di traffico; Vista la legge 31 dicembre 1982, n. 979, e la legge 6 dicembre 1991, n. 394; Vista la legge 11 ottobre 2001, n. 391, di ratifica ed esecuzione dell’accordo internazionale firmato tra Monaco, Francia e Italia per la creazione nel Mediterraneo di un Santuario per i mammiferi marini, fatto a Roma il 25 novembre 1999 e le esigenze di tutela ambientale ivi affermate; Visto il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, recante «Attuazione della direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico»; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2005, n. 134, recante «Disciplina per le navi mercantili dei requisiti per l’imbarco, il trasporto e lo sbarco di merci pericolose»; Considerato che, l’area del Santuario dei cetacei e’ stata inclusa nella lista delle aree specialmente protette di importanza mediterranea di cui al protocollo della Convenzione di Barcellona per la protezione delle aree specialmente protette e della diversita’ biologica del Mediterraneo, come ratificato dall’Italia ed entrato in vigore; Considerata la particolarissima sensibilita’ e vulnerabilita’ ambientale della laguna di Venezia ove sono presenti ecosistemi continuamente posti a rischio anche tenuto conto dei rilevanti aumenti del traffico marittimo; Decreta: Art. 1 Misure generali per limitare o vietare il transito delle navi mercantili finalizzate alla protezione di aree sensibili nel mare territoriale. 1. Nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394, e all’interno dei medesimi perimetri sono vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi mercantili adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda. In relazione alla tipologia dei traffici che ordinariamente interessano le fasce di mare individuate dal presente comma o alle caratteristiche morfologiche del territorio, l’Autorita’ marittima competente puo’ disporre, per la fascia esterna ai predetti perimetri, limiti di distanza differenti allo scopo di garantire la sicurezza anche ambientale della navigazione e per l’accesso e l’uscita dai porti.2. Sono fatti salvi i provvedimenti riguardanti gli schemi di separazione del traffico e le rotte raccomandate ovvero obbligatorie nonche’ le discipline vigenti nei parchi e nelle aree protette nazionali, marine e costiere, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394.

Dopo Costa Concordia l’ I.M.O. Focalizza il lavoro delle sue commissioni sulla sicurezza dei passeggeri trasportati

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IMO reaffirms its commitment to domestic ferry safety after Bangladesh disaster
Briefing: 10, March 14, 2012
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IMO Secretary-General Koji Sekimizu has offered his condolences and sympathies to the families of all those who lost their life aboard the passenger ferry Shariatpur-1, which sank yesterday (13 March 2012) after being hit by a small cargo ship in the Meghna River, south-west of the Bangladeshi capital, Dhaka. 
 
Speaking to the Organization’s Sub-Committee on Radiocommunications and Search and Rescue (COMSAR), in session today, the Secretary-General also expressed the solidarity of IMO, at these difficult times, with the Government of Bangladesh. He reiterated IMO’s readiness to respond to any request from Bangladesh for assistance for technical co-operation.
 
This latest incident comes in the wake of the Costa Concordia incident earlier this year, in the aftermath of which the Secretary-General included an item on “Passenger ship safety” on the agenda of the Maritime Safety Committee. He also urged the Italian Maritime Administration to carry out its investigation into the casualty and to report its findings to IMO as soon as possible.
 
Furthermore, following the sinking in February of the MV Rabaul Queen and upon request of the Government of Papua New Guinea, a team of two IMO officers have carried out a needs assessment mission to assist the Government of Papua New Guinea in improving its safety system.
 
The Secretary-General also reminded the Sub-Committee of IMO’s on-going project on domestic ferry safety and related technical co-operation activities undertaken by the Organization. He referred specifically to a regional forum on domestic ferry safety held in Bali, Indonesia in December last year, which adopted an eight-point action plan. He indicated that IMO is ready to carry out further technical co-operation activities related to the domestic ferry safety project.

 
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IMO – the International Maritime Organization – is the United Nations specialized agency with responsibility for the safety and security of shipping and the prevention of marine pollution by ships.

Web site: http://www.imo.org

Photo collection:
Flickr: http://www.flickr.com/photos/imo-un/collections