Anche quest’anno  partecipo  con grande interesse al The Superyacht Forum di Amsterdam.

Reputo questo  incontro uno degli eventi più’ qualificanti  del settore . Si distingue per una organizzazione impeccabile,  ed una innata capacita’ di coniugare  mondi ed esperienze diverse del tutto avulse dal mondo dello yachting , traendo spunti ed idee del tutto inaspettate , che  oltre a  stimolare  costantemente il flusso di discussione e scambio di opinioni tra addetti,  e’ una vera miniera di esperienza. Mettere insieme Brokers Comandanti  Cantieri Nautici    e personalita’ dell’industria automobilistica  , aeronautica, aereo spaziale  e’ una  commistione dai risvolti interessanti per un’industria giovane e ancora  immatura come quella dello yachting.

Contestualmente al  forum ci sono seminari su molteplici argomenti che si svolgono durante i 4 giorni dell’evento  su temi che vanno dal refit  alle  normative, dalle ultimissime innovazioni  in settori come la marine Paint, la comunicazione satellitare , i cyber attacks  etc. tutti di grandissimo interesse e  motivo di crescita per qualsiasi serio professionista del settore.

In questo  primo giorno di lavori , mentre si prova ad immaginare quale futuro sarà’ riservato allo yachting nel giro dei prossimi  dieci anni , quanti nuovi armatori sentiranno la necessita’ di possedere uno yacht, la necessaria svolta  ecologica  che vedrà’ coinvolto a brevissimo tutto il settore , sono stato colpito  particolarmente da una diffusa certezza che,  come le auto senza autista,   presto prima le navi e poi gli yacht avranno in teoria sempre meno equipaggio , fino ad arrivare ad  unita’ controllate in remoto . Ci sono già’ i primi prototipi che fanno servizi limitati e sperimentali in nord Europa.

Quello che mi viene spontaneo domandarmi  e’ se la mia professionalita’ di Comandante e’ limitata al solo manovrare  e ”parcheggiare” uno yacht cosi’ come sembra sia  percepita da i precursori di questa automazione estrema. Nella mia esperienza  l’Equipaggio , il Comandante di uno yacht di successo , svolgono un ruolo fondamentale di narrazione dell’esperienza ”yachting” condividendo  con gli Armatori e  ospiti , cultura, esperienza, visone di un mondo ed una cultura del mare. Un Equipaggio , rende la crociera fruibile e se capace indimenticabile , senza non sarebbe necessario possedere uno yacht ma sarebbero sufficienti dei Google Glass con  la così detta ”Augmented Reality.”

D’altronde mentre l’industria realizza  navi e yacht  teleguidati  , la cui responsabilità’ finale in caso di sinistro , continua ad essere del comandante,  comodamente seduto in sala operativa a terra , dove magari in un turno di 8 ore provvede alle necessita’ di più’ unita’, ancora non si e’ pensato alla formazione di comandanti e direttori di macchina che avranno il compito di gestire queste navi controllate a distanza.  La formazione, argomento decisamente attuale  che troppo spesso rincorre invece di precedere l’innovazione.

Nella passata edizione del TSF il CEO  del progetto di auto elettrica della BMW ci spiegava che alla nascita dell’automobile , chi aveva carrozze e cavalli  e non si e’ convertito all’auto  e’ scomparso dal mercato. Oggi mi fanno notare che dai bastimenti a vela alle moderne navi , il numero delle persone  necessarie  a farle navigare e’ costantemente diminuito fino a diventare un  optional  di cui presto si narrera’ solo  nei libri di avventure e  di pirati. Tuttavia non posso non paragonare questa evoluzione all’involuzione causata in un passato recente dalla delocalizzazione industriale avvenuta in Europa e sopratutto in Italia ,  dove a fronte di un minor costo della mano d’opera  i processi industriali sono stati portati  all’estero , creando  disoccupazione , precarietà’, povertà’ e  una  perdita di potere d’acquisto e quindi di mercato.

E’ questo il futuro che ci aspetta?

 

 

Annunci