Se ci fosse a Roma una controparte disposta ad ascoltare seriamente  le problematiche dei Marittimi Italiani ,  mi piacerebbe porre  i seguenti  problemi.

Certo di non rappresentare tutti i problemi della categoria ma solo quelli che riesco ad individuare nel mio piccolo.

Oggetto: Commenti / richiesta di chiarimenti sul DECRETO 1 marzo 2016 n. 51 “Procedure di rinnovo delle certificazioni rilasciate ai sensi della Convenzione STCW” – pubblicato sulla GU Serie Generale n. 62 del 15-3-2016 e decreti attuativi annessi .

1)Titoli del diporto dlgs 121 , non e’ ancora stato specificato dal MIT come si rinnovano dopo gli emendamenti di Manila 2010 ? Quali normativa dovrà seguire ? Sara’ possibilità’ di usare qualsiasi navigazione ( commerciale e privata ) per rinnovare .Si chiede di non eliminare l’Art.13 (  transito da titolo del diporto a quello mercantile ). Si chiede di accettare come  navigazione utile al conseguimento del Titolo del diporto anche quello su yacht privati . Si propone di   estendere oltre le  3.000 gt della validità del titolo magari con un esame aggiuntivo ne farebbe un titolo molto ambito in ambito internazionale .
2) Rinnovi  correggere la circolare  specificando che per il diporto privato bastano 30 mesi ( non consecutivi ) magari provare a scendere a 24 mesi.

2)b ) Possibilita’ di combinare periodi di navigazione commerciale con periodi navigazione su yacht privati. ( rata di equivalenza , 1 mese commerciale 2,5 yacht privato )

Oggetto: Commenti / richiesta di chiarimenti sul DECRETO 1 marzo 2016 n. 51 “Procedure di rinnovo delle certificazioni rilasciate ai sensi della Convenzione STCW” – pubblicato sulla GU Serie Generale n. 62 del 15-3-2016.

ART. 7

Art. 7
Funzioni equivalenti
1. Ai soli fini del rinnovo del certificato di competenza, sono
considerate come equivalenti al servizio di navigazione richiesto, le
seguenti occupazioni alternative, svolte per almeno trenta mesi nei
cinque anni di validità del certificato da rinnovare:
a) personale militare in servizio permanente effettivo del Corpo
delle Capitanerie di Porto;
b) piloti del porto;
c) comandanti di ormeggio;
d) ispettori di organismi di classifica;
e) tecnici e ingegneri navali o direttori di cantieri navali;
f) addetti agli uffici tecnici, di sicurezza o di armamento
presso società di armamento;
g) personale marittimo imbarcato su navi da diporto adibite a
diporto privato;
2. Il lavoratore marittimo può richiedere al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, ai soli fini del rinnovo del
certificato di competenza, di valutare come equivalente al servizio
di navigazione richiesto ulteriori occupazioni alternative, che
dimostrano il mantenimento delle competenze indicate nel certificato
da rinnovare.
3. Il personale di cui al comma 1 e 2 presenta una dichiarazione
originale rilasciata dall’Ente competente, dalla quale risultano le
seguenti condizioni:
a) trenta mesi continuativi di servizio;
b) dettaglio della funzione rivestita;
c) date del servizio.

Si intende porre l’attenzione, in particolare, sul comma 3, nella parte in cui dispone che:

“… Il personale di cui al comma 1 e 2 presenta una dichiarazione originale rilasciata dall’Ente competente dalla quale risultano le seguenti condizioni: a) trenta mesi continuativi di servizio …”.

Appare evidente come tale condizione non possa richiedersi anche alla occupazione alternativa di cui al comma 1) lett. g), e cioè al personale marittimo imbarcato su navi da diporto adibite a diporto privato e che quindi il Legislatore abbia inteso riferirsi alle altre occupazioni equivalenti, e cioè quelle elencate nell’art. 7, co. 1, dalla lettera a) alla lettera f).

Come noto, infatti, un siffatto periodo (trenta mesi continuativi) è del tutto contrario alle leggi internazionali e nazionali vigenti in materia, quale ad esempio la MLC 2006, Reg. 2.4, oltre che ai contratti collettivi nazionali di categoria, che garantiscono e prevedono un periodo massimo di imbarco al fine di tutelare la salute ed il benessere dei marittimi.

Proprio in ragione di ciò il lavoro della gente di mare prevede l’alternanza di periodi di imbarco con periodi a terra.

Non risulta contemplabile, dunque, che i trenta mesi di servizio in mare possano effettuarsi continuativamente e si chiede, quindi, la specificazione che l’inciso “continuativi” faccia riferimento alle sole funzioni equivalenti di cui all’art. 7 co. 1 lettere da a) a f).

Sarebbe auspicabile, inoltre, che venga presa in considerazione l’ipotesi di una riduzione di tale periodo di imbarco da trenta a ventiquattro mesi non continuativi .
3) Considerata la gravissima situazione di ritardo e l’impossibilita’ per i marittimi di mettersi in pari con  gli addestramenti prescritti da Manila entro il 1.1.17 accordare da subito una proroga alla scadenza prevista dei CoC. Anche in accordo con il dlgs 71 maggio 2015 che consente fino al 1.1.17 di continuare a rilasciare e rinnovare i C.o.C. con la normativa pre vigente ovvero il dlgs 136 , oggi abrogato definitivamente.
Ma sopratutto se non si riesce a frequentare i corsi di addestramento entro il 1.1.17 cosa succede al CoC del marittimo ? Lo perde ? Viene declassato ? Smette di navigare anche se imbarcato ?

4) Chiedere  che i training / addestramenti fatti in EU siano riconosciuti dal MIT e quindi validi al fine di rinnovare ed ottenere i  CoC.

Cosi ‘ come previsto dal Dlgs 71/2015 art.19 par 1

Riconoscimento dei certificati emessi da uno Stato membro dell’Unione europea
1. I certificati di competenza di cui all’articolo 2, com- ma 1, lettera uu), e i certificati di addestramento di cui all’articolo 2, comma 1, lettera vv), rilasciati ai sensi del- le regola V/1-1, V/1-2 e VII, della Convenzione STCW, da uno Stato membro dell’Unione europea a cittadini di Stati membri dell’Unione europea, sono soggetti a rico- noscimento da parte delle amministrazioni di cui all’articolo 3 del presente decreto, competenti per materia. Il riconoscimento dei certificati di cui al periodo precedente è subordinato esclusivamente alla verifica di conformità dei certificati stessi alla Convenzione STCW.
5) Si richiede cortesemente l’immediata redazione delle circolari attuative relative al corso di refresh Antincendio Avanzato e del Medical Care –

6) Si richiede che vengano chiariti subito i dubbi relativi al corso di leadership training operativo e manageriale  le due circolari  non sono coerenti  creando ai stessi centri di formazione molti dubbi sulla loro corretta applicazione. Da quanto si capisce  per ottenere il livello Direttivo ( 40  ore )  si dovrà’ prima  frequentare quello Operativo  ( 27 ore ) a meno di non aver ricoperto ruoli direttivi prima del 2013.

7) Si richiede il testo del decreto relativo ai  CoC STCW Manila 2010  con le correzioni dopo le osservazioni presentate dalle parti convocate dal MIT al tavolo del 15/12/2005 , per poterlo discutere ulteriormente prima della redazione definitiva.

8 ) CoC declassati in base alla errata interpretazione delle funzioni /qualifiche  utili al rinnovo .

Un collega  in rete commenta cosi’ il problema:
”Alcuni anni fa, tanti colleghi hanno avuto il C.o.C. declassato o addirittura non rinnovato, perché non avevano raggiunto i 36 mesi di navigazione su navi superiore a 500 GT. Con l’ultima circolare (serie XIII – n° 35), il MIT stabilisce che adesso è sufficiente la navigazione superiore a 80 IGT. Sostanzialmente la STCW non è cambiata, a parte i nuovi corsi istituiti per l’adeguamento a Manila 2010.
In poche parole, con questa circolare smentiscono quanto stabilito dall’ormai abrogato (o quasi) decreto 136, in pratica, indirettamente si ammette lo sbaglio commesso nel chiedere il requisito della stazza. Nel frattempo i colleghi hanno perso o hanno avuto l’IMO declassato. Chi ripagherà queste persone del danno subito?”
9) Formazione e programmi scolastici istituto Logistica e Trasporti si richiede di aggiornare con estrema urgenza i programmi di studio di tali istituti con gli standard formativi richiesti dalla Convenzione STCW al fine di rendere i marittimi italiani concorrenziali e pronti ad affrontare il mondo del lavoro immediatamente dopo la fine del ciclo scolastico senza dover affrontare altri inutili mesi di formazione a terra ma in mare , possibilmente prevedendo la possibilita’ di usare le tecnologie esistenti quali e-learning e MOOC per tutto quanto riguarda gli addestramenti .

10 ) Si richiede l’istituzione di un unico centro presso il Ministero o il Comando Generale che si occupi di Certificati STCW sollevando tutte le CDP da questo compito che troppo spesso viene interpretato in maniera non omogenea ma discordante da Capitaneria a Capitaneria.

11) Si richiede inoltre di avere un tavolo permanente con il MIT e soprattutto con il rappresentante dello stato Italiano presso gli organismi internazionali quali EMSA ,IMO , ILO e OMS al fine di rappresentare correttamente gli interessi di tutti i marittimi italiani su qualsiasi tipologia di  unita’ siano imbarcati.

12 ) A titolo di mera curiosità  perché  fare il refresh del BST  a terra  , dovendo  inoltre portare una certificazione di aver effettuato una esercitazione a bordo . Non era più’ semplice fare tutto a terra o tutto a bordo o entrambe le possibilità’ ? E quando e’ stata l’ultima volta che avete visto un comandante con un estintore in mano durante una esercitazione??