Enas Giovanni commented on Luciano Panizzutt commented on I cosiddetti titoli del diporto un argomento che continua a nutrire dubbi

Permettetimi di puntualizzare un paio punti , secondo me fondamentali, delle affermazioni di Luciano Panizzut.
1) Non è la qualifica od il pezzo di carta che determinano la qualità professionale del marittimo ma casomai il percorso fatto per ottenerli.
Ho conosciuto comandanti nel nostro settore del diporto con tutti i titoli commerciali, quando si aveva la possibilità di avere dei titoli commerciali navigando in banchina, con scarsa o nessuna cultura di navigazione, radar, colreg, etc., d’altro lato ho conosciuto gente molto più professionale che possedeva solo la patente nautica.
Sono d’accordo che avere una garanzia di professionalità, fatta seguendo un percorso formativo che possa garantire un minimo standard , sia essenziale per il mondo dello yachting e per la nostra professione.
2) C’è una differenza sostanziale nella filosofia e nella pratica attuativa delle certificazioni STCW Inglesi ed Italiane.
Per gli Inglesi I titoli al diporto sono stati concepiti per permettere a chi arrivando dal diporto, spinti dalla passione per il mare, potessero avere un percorso formativo e dei riconoscimenti limitati al mondo dello yachting.
Per accedere a questi titoli si incomincia dal Day skipper, poi yachtmaster, poi riconoscendo una navigazione vera fino a Master 3000 Y.
(praticamente come se l’Italia decidesse di fare accedere a titoli professionali i possessori delle patenti nautiche)
I titoli mercantili, a chi li possiede, non precludono il comando degli yacht anzi sono un punto di merito aggiuntivo, ed inoltre la carriera mercantile non viene interrotta se si naviga nel diporto.
Si potrebbe in teoria fare la sola carriera mercantile nel diporto.
In Italia mi pare che, scopiazzando male , si sia fatto in alcuni casi il contrario, penalizzando i possessori dei titoli mercantili e negando l’accesso al diporto ai giovani ed ai possessori di patente nautica.
Una buona navigazione a tutti
Gianni Enas