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 Nella  speldida cornice dell’inappuntabile e nuovissimo CIRCOLO NAUTICO DI LOANO , accolti con eleganza e stile dal direttore del porto il Dott. Marco Cornacchia ,

per la prima volta  si sono incontrati i  Comandanti Italiani di Mega Yacht con il preciso scopo di identificare le motivazioni per cui gli equipaggi italiani sono ingaggiati in  percentuale bassissima ,  rispetto ai loro omologhi comunitari ed extra comunitari ed hanno una grande difficolta’ ad essere presi in considerazione  per  la formazione di equipaggi .

Nonostante  la  riconosciuta grandissima professionalita’ e formazione dei nostri ufficiali , la supremazia della cantieristica italiana sia come produzione che come refit , l’immenso patrimonio costituito dalla nostra cultura , dal nostro cibo e dalle nostre coste , che nonostante tutti i tentativi di annientamento da parte dei nostri governanti , resta uno dei piu’  completi , interessanti e stupefacenti itinerari di crociera proponibili in Mediterraneo.

Da qui l’idea di incominciare un paziente lavoro di ricostruzione dell’immagine dei Comandanti  Italiani e di conseguenza degli Equipaggi Italiani  nel mondo internazionale per stimolare ed approfondire le relazioni con brokers, cantieri , agenti etc al fine di ampliare le opportunita’ di lavoro .

Ma parliamoci chiaro , bisogna essere fluenti almeno  in inglese, essere pronti a lasciare casa e famiglia ed emigrare , smettere di pensare che la barca buona e’ quella che possiamo portarci a Viareggio  o in Liguria sotto casa ,  e’ necessario fare le traversate e le  doppie stagioni e incominciare a considerare seriamente che questo lavoro si fa per passione e  con sacrificio, che le relazioni con le agenzie che ti propongono devono essere coltivate e che l’armatore non puo essere considerato una scocciatura . Dobbiamo perdere tante e troppe brutte abitudini che incredibilmente sono radicate nella nostra cultura e trovano terreno fertile anche nelle nuove generazioni , a parte poche eccezioni. 

Siamo un po’ come le donne in carriera , dobbiamo lavorare il doppio per essere apprezzati la meta’ .

Bisogna rimboccarsi le maniche e fare sistema cosa che sia come italiani che come marittimi siamo poco inclini a fare, ci piace pensare di essere unici e di bastare a noi stessi ma i numeri e la concorrenza ci ha dimostrato esattamente il contrario , erodendo di anno in anno la presenza di ufficiali italiani su megayacht .

Ci auguriamo che questa iniziativa trovi un largo e fattivo consenso sia per chi attualmente ha un lavoro , per chi da un po’ e’ in cerca e sopratutto per le generazioni future verso le quali abbiamo sicuramente il dovere di spendere tempo ed energie per provare a miglirare le attuali condizioni.

Dario Savino c.l.c.


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20 MARZO 2013- MEETING COMANDANTI ITALIANI MEGA YACHTS

A Marina di Loano il I° Meeting dei Comandanti Italiani di navi da diporto PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator
Venerdì 22 Marzo 2013 14:36

foto comandanti

Oltre 40 Comandanti Italiani di superyacht, insieme ai più importanti operatori del settore delle navi da diporto, si sono dati appuntamento mercoledì 20 marzo allo Yacht Club Marina di Loano per un incontro finalizzato a promuovere e valorizzare l’immagine e la professionalità dei Comandanti Italiani nel mondo.

Marco Cornacchia, direttore di Marina di Loano, ha fatto gli onori di casa ricevendo gli ospiti e mettendo a loro disposizione le strutture della marina e del Club.
Tra i numerosi manager presenti Alberto Amico (Amico & Co), Fulvio e Paolo Luise di Luise Associates, Antoine Althaus e David La Grande di Fraser Yachts.
Promotore dell’evento il Comandante Gino Battaglia, 52 anni, napoletano con 30 anni di esperienza nel mondo dei superyacht al fianco di importanti armatori, che ha dichiarato:
“I Comandanti Italiani delle navi da diporto rappresentano un’eccellenza riconosciuta ed apprezzata da tutto mercato di riferimento. Abbiamo voluto organizzare questo meeting come primo passo verso la realizzazione di un progetto di networking fondato sulle competenze e le professionalità di una categoria come la nostra che opera nel settore del turismo di lusso contribuendo in maniera determinante all’economia della nautica e a tutto il suo indotto. Vogliamo presentarci al mercato non più come singoli professionisti, ma come una realtà strutturata capace di soddisfare sempre di più le esigenze di un mercato in continua evoluzione verso standard più elevati e dimensioni sempre maggiori. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e contribuito al successo di questo incontro, grazie in particolare per l’ospitalità a Marco Cornacchia, direttore della Marina di Loano e ad Alberto Amico del Cantiere Amico & Co “.

Data l’attualità e l’importanza delle tematiche affrontate, i lavori sono stati conclusi con l’impegno a proseguire le attività di analisi e riflessione delineate, ripetendo in futuro il meeting con l’obiettivo di istituzionalizzarlo stabilmente.
Marco Cornacchia, direttore di Marina di Loano, che ha aperto e chiuso la serata, si è reso disponibile a mettere a disposizione le strutture della Marina per le prossime attività. Partner della manifestazione sono stati Sai Agricola, Amico & Co e Amico Loano.

Marina di Loano e Yacht Club Marina di Loano
Marina di Loano nel Ponente Ligure, gode di una posizione centrale e facilmente raggiungibile via mare e via terra. Realizzata nell’assoluto rispetto per l’ambiente e integrata nel territorio circostante, Marina di Loano è in grado di accogliere oltre mille imbarcazioni dagli 8 fino ai 60 metri di lunghezza distribuite tra banchine, pontili galleggianti e ormeggi finger. Il cantiere navale (12.000 mq di area dedicata) è gestito da Amico Loano, secondo cantiere, dopo quello di Genova, del Gruppo Amico & Co.
Lo Yacht Club Marina di Loano, fondato l’8 marzo 2012, ha dato il via a un importante calendario di eventi agonistici, affermandosi anche come punto d’incontro ideale per diffondere i valori della nautica e per accogliere iniziative culturali e benefiche, creando un saldo legame con il Comune di Loano e con il territorio circostante. Scelto dalla Federazione Italiana Vela come sede per presentare la Squadra Nazionale che ha partecipato alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Londra, il Club ha mosso i primi passi in ambito internazionale

e ha visto il suo guidone sventolare a bordo di Team Italy powered by Stig, unico equipaggio italiano che ha partecipato alle selezioni per la Youth America’s Cup svoltesi a San Francisco.
Il club procede nelle sue attività a pieno regime e offre ai propri soci una elegante foresteria con nove suite, una piscina con solarium, gommoni ed imbarcazioni a vela e a motore per le uscite in mare.

Massimo Procopio (pres. di MARINE PARTNERS) fa gli onori di casa saluta e da il benvenuto gli ospiti ed introduce il Comandante Gino Battaglia, promotore ed organizzatore dell’incontro.

Gino saluta gli ospiti e presenta Marco Cornacchia, direttore di Marina di Loano.

Marco Cornacchia presenta la Marina, illustra brevemente la storia a partire dai primi lavori di ampliamento iniziati nei primi anni ’90 sino alla messa a punto ed all’ottenimento dei collaudi definitivi ottenuti il 26 Giugno 2012.

La Marina sta ora volgendo la sua attenzione verso i Grandi Yachts.

A tal proposito il direttore Marco Cornacchia illustra il recentissimo progetto del molo “super Yachts” che sarà realizzato lungo la banchina del molo sottoflutto.

–      7 posti  Barca totali fino ai 77 metri con tutta una serie di servizi dedicati

 Attualmente il porto funziona a pieno regime ed ha ottenuto tutte le certificazioni di sicurezza ed ambientali.

 

 

 

La sua collocazione è strategica sia da un punto di vista naturalistico (il territorio circostante vanta numerose attrattive dal punto di vista turistico) sia per la vicinanza con l’aeroporto di Villanova d’Albenga che al Golf Club di Garlenda.

Saluto e ringraziamento ai tre partner dell’evento: Sai Agricola, Amico Loano e Amico&Co.

L’incontro e la discussione parte da un dato negativo: i comandanti italiani sono solo il 5% del totale dei comandanti, stimati in circa 40.000. Il focus dell’incontro verterà quindi sulla ricerca dei motivi che causano una così esigua presenza di comandanti italiani.

Gino Battaglia centra subito l’attenzione sull’incapacità di fare relazione, caratteristica che ci distingue negativamente rispetto ai comandanti inglesi. I comandanti Italiani sono individualità indipendenti che non fanno network. Non c’è solidarietà reciproca volta al raggiungimento di obiettivi comuni.

Si parte subito dai dati, sapientemente raccolti ed esposti da Fulvio Luise, titolare di LUISE ASSOCIATES e presidente di Federagenti, Associazione di Agenti Marittimi specializzati nello yachting.

I dati sono quelli di una ricerca recentemente presentata all’Argentario da cui emerge che i cantieri che producono hanno comunque registrato anche negli ultimi anni dei piccoli incrementi, anzi la flotta mondiale di yachts superiori ai 30 m è in continua crescita.

Anche il numero di barche a disposizione per il charter è in aumento; e la cosa positiva che emerge è che la destinazione prescelta per questi charter è il  Mediterraneo.

Proprio questo sembra essere il dato più positivo: la sfida dev’essere quella di riuscire a sfruttare al meglio questo mercato.

Le dimensioni degli yacht tendono sempre a crescere e proprio il tipo di assistenza richiesto da queste barche- anche solo per le formalità da espletare- è un mercato che dobbiamo cecare di sviluppare al massimo. Dalla ricerca emerge inoltre che le bandiere sono per lo più europee e che la nazionalità passeggeri/ospiti fruitori dei grandi yachts è solo per il 2% italiana, per il restante 48% è europea.

Si registra poi un -6% di toccate lungo le coste italiane di queste grandi imbarcazioni che si traduce in circa 400 scali in meno, che tradotto in cifre- considerato l’indotto che gira intorno agli yacht-  significa milioni di euro in meno.

La permanenza media presso i nostri porti, infatti,  si è ridotta passando da 2,85 a 2,65 giorni.

L’azione di Federagenti in tal senso, vuole proprio essere quella di non perdere e di sfruttare al massimo l’indotto che si traduce in decine di milioni di euro.

Tra le cause che impediscono un pieno sviluppo del turismo nautico di lusso in Italia c’è sicuramente l’impianto normativo Italiano, definito carente se non totalmente assente e nebuloso soprattutto in riferimento alla questione titoli professionali.

Obiettivi per il futuro:

–      sostegno e valorizzazione del territorio, ricerca di una reale sinergia per fare emergere l’eccellenza e la tradizione della marineria italiana non abbastanza valorizzata.

–      Creare tavoli di concertazione per la nautica con contributi dei vari operatori del settore e comandanti. Cercare tessuto connettivo per portare avanti queste iniziative.

L’intervento di Antoine Althaus (FRASER YACHTS) si incentra sulla ricerca di una risposta al quesito del comandante Battaglia con cui si è aperto il dibattito.

L’atteggiamento che promuove il Dr. Althaus è rivolto all’ UMILE accettazione dei propri limiti. Bisogna riconoscere con onestà che molte cose sono cambiate nel mondo della nautica e che bisogna porsi con positività ed umiltà per  ripartire positivamente. Questo approccio unito al buon senso nel comprendere il contesto attuale è il solo punto da cui ripartire con una nuova mentalità.

Anche secondo David La Grande (FRASER YACHTS) bisogna riconoscere che l’impressione sui comandanti Italiani non è sempre positiva anche se le nostre scuole sono le migliori. In generale, secondo lui quello che ancora manca agli italiani è:

–      flessibilità, intesa come predisposizione a fare sacrifici

–      predisposizione agli spostamenti (stare lontani da casa e famiglia)

–      Attitudine commerciale a “vendersi”.

La padronanza della lingua inglese è fondamentale.

Secondo Pietro Angelini (Coordinatore de Polo di Innovazione) la situazione dei comandanti italiani nel nostro paese ha bisogno di essere trattata con grande serietà proponendo innanzitutto interventi anche in materia di formazione; andrebbero rivisti e ripensati i programmi scolastici oramai anacronistici. Si dovrebbe creare un Tavolo Nazionale di Mare Nostrum che coinvolga tutte le regioni così da poter mettere a confronto le varie esperienze territoriali.

Sfruttare maggiormente e in maniera costruttiva anche le esperienze dei social network e cercare l’avanguardia anche dal punto di vista tecnologico.

Secondo Alberto Amico, proprietario del Cantiere Amico e Amico Loano, tra i partner dell’evento, il nocciolo della questione sta tutta nell’immagine che gli italiani e soprattutto le istituzioni Italiane danno all’estero.

Risultiamo essere- a suo parere- un paese che non coglie che quello che muove il mercato è la competizione.

Siamo un paese abituato a gestire il lavoro con un approccio relazionale e non competitivo.

Inoltre c’è un grandissimo pregiudizio nei nostri confronti per via della corruzione e delle nostre leggi.

Quindi – secondo lui- non è un problema di comandanti, ma di immagine, cultura e tradizione e pregiudizi che l’estro nutre nei  nostri confronti.

Di positivo negli italiani c’è il rapporto fiduciario con il proprio armatore. Per contro non siamo in grado di fare lobby, restiamo ancora convinti che sia meglio l’individualismo. Questo sarà il punto su cui si incentreranno anche tutti gli interventi successivi.

A questo quadro si aggiunge- secondo Mansueto il problema dei nostri comandanti poco disposti a fare sacrifici e stare lontani da casa.

 

Anche  Ferrari, ribadisce il concetto che dobbiamo accettare che il mercato è cambiato e che i comndanti devono essere disposti a muoversi e spostarsi.

La professionalità italiana non è in dubbio, ma viene richiesta più umiltà, elasticità e voglia di rimettersi in gioco.

Sulla stessa linea Renzo Chelazzi che parla dell’importanza di creare sinergia tra cantieri e comandanti. Associazioni e accordi con i broker sarebbero auspicabili e sicuramente un buon punto di partenza in tal senso.

Secondo Gino Battaglia il problema di saper tessere e mantenere le relazioni è fondamentale per superare questi momenti difficili.

Anche Luigi Del Tevere prende atto di un contesto che si è rapidamente evoluto riducendo in molti casi gli spazi riservati agli italiani.

L’intervento di Manuel Battaglia fornisce il suo punto di vista sulla difficoltà e la lungaggine nella formazione ed è apprezzabile scorgere in lui, così giovane, tanta determinazione, impegno e soprattutto grande passione per il mondo della nautica.

Seguono interventi di Massimo Solari che ribadisce la necessità di fare sacrifici per ripartire .

Dario Savino  sostiene la necessità di creare un’associazione con personalità giuridica che possa rapportarsi con le istituzioni, sostenendo quindi la necessità di un intervento a livello legislativo e organizzativo.

La Signora Battaglia conclude il dibattito con un’esortazione ad educare i propri figli “all’inglese” permettendogli di fare le proprie esperienze ed esortandoli a lasciare casa per partire verso nuove opportunità.

Si termina con i saluti e ringraziamneti da parte di Antoine Althaus che esorta all’impegno e ad alzarsi per cambiare! Esattamente quello che Gino Battaglia ha tentato di fare con questo incontro.

Marco Cornacchia saluta e ringrazia,

 “lo Yacht Club e la Marina siano la Vostra casa!”

 

 

 

 

 

 

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