Sul sito di AMADI leggiamo di un incontro al Ministero Infrastrutture e Trasporti. di seguito il testo e le proposte

2-03-2013

Il delegato dell’A.Ma.Di Luciano Panizzutt, assieme al delegato del Collegio Capitani Salvatore Cienzo, hanno incontrato il giorno 11 marzo 2013 a Roma i dirigenti del Ministero Dott. Puccini, Dott. Fi Fusco e M.llo Ardito. Motivo dell’incontro la richiesta fatta da A.Ma.Di e Collegio Capitani di modifiche al DM 121/2005. In buona sostanza le argomentazioni portate erano già state accolte ad inizio 2010, quando a seguito di una serie di sedute del tavoilo tecnico allora istituito, era stata redatta una bozza di modifiche che pareva essere stata inspiegabilmente accantonata. Si è ora scoperto che tale bozza era stata poi affossata dall’ostruzionismo di altre associazioni che evidentemente giocano contro l’interesse generale dei marittimi. Speriamo sia questa la volta buona che con l’introduzione di nuove regole, e con la modifica di alcune delle vecchie, si possa tornare a far crescere i professionisti del diporto all’interno delle certificazioni italiane senza dover ricorrere a percorsi diversi e più onerosi.

 

 

INCONTRO ROMA 11 MARZO 2013

 

 

1)    DIFFICOLTA’ NELL’ACCESSO ALLA CARRIERA

I giovani che si avvicinano alla carriera di Ufficiale nel settore del diporto (sia Coperta che macchina) si trovano di fronte a requisiti difficili da raggiungere. Specialmente in questo periodo di forte contrazione della domanda, dovuto alla crisi economica che ha costretto molti Armatori a tenere ferme le barche o a ridurre la durata della stagione, accumulare 36 mesi di imbarco può voler dire impiegare anche 8-10 anni. Ancora più difficile è riuscire ad imbarcare su unità adibite al noleggio, quasi sparite dal panorama italiano.

Il risultato di questa situazione è che sempre più giovani si rivolgono alle certificazioni inglesi, più costose ma più velocemente ottenibili, da poter un giorno utilizzare anche su unità italiane, aggirando così il DM 121/2005

 

Proposta 1: Innanzitutto va eliminata la richiesta di navigazione “su unità adibite al noleggio”; tale richiesta oltretutto è immotivata, essendo la navigazione su tali unità la stessa di quella effettuata su imbarcazioni ad uso privato. Se il principio che ha ispirato la norma è quello della certezza dell’addestramento (in quanto su unità da noleggio è d’obbligo la presenza di un Comandante titolato), lo stesso risultato può essere verificato (e valutato) da quanto riportato sul Libretto di Addestramento.

 

Proposta 2: Anche volendo mantenere il limite di 36 mesi richiesti per accedere alla figura di Ufficiale di navigazione (o di Macchina), si dovrebbe prevedere una figura di ingresso alla professione, sulla falsa riga di quanto previsto dai colleghi inglesi, spesso presi a modello in questi casi: si propone l’istituzione di una sorta di Yachtmaster (come una volta c’era il “Conduttore”) con validità meramente nazionale, conseguibile con requisiti limitati e di conseguenza con capacità limitata. Qualcosa del genere era già stata prevista nella Bozza di modifiche discussa il 17.02.2010 e nell’incontro del 21.10.2010.

Il marittimo potrebbe con questa abilitazione iniziare il percorso formativo e nel frattempo costruirsi il bagaglio di esperienza necessario per accedere ai titoli superiori (STCW). Da notare che anche i programmi di esame per i certificati del diporto dovrebbero essere differenziati da quelli attualmente in uso (quelli per la marina Mercantile).

 

2)    DIFFICOLTA’ NELLA PROGRESSIONE IN CARRIERA

E’ stato più volte segnalato il problema che incontrano gli Ufficiali di Navigazione del diporto allorchè vogliano proseguire nella carriera: per accedere all’esame per Capitano del Diporto, questi devono effettuare 24 mesi di navigazione su Navi da diporto. Queste persone, spesso già al comando di una imbarcazione, sono costrette a lasciare l’imbarco corrente se vogliono progredire in carriera, con il rischio oggi concreto di  aspettare a lungo l’imbarco su di una Nave, sulla quale comunque si troveranno a svolgere funzioni di marinaio. Anche la richiesta di un periodo di “navigazione internazionale breve, vistata..ecc…” è oltre che inutile (navigazione internazionale breve è, per esempio, quella tra Sanremo e Montecarlo), di difficile certificazione.

 

Proposta 3: Il requisito “aver effettuato 24 mesi di navigazione su navi da diporto adibite al noleggio o ad uso privato di cui 12 mesi effettuati con navigazione internazionale breve, vistata dall’Autorità Marittima o consolare, con il titolo immediatamente inferiore” andrebbe modificata in “aver effettuato 24 mesi di navigazione su imbarcazioni o navi da diporto con il titolo immediatamente inferiore”.

       

       3) DIFFICOLTA’ A MANTENERE LE CERTIFICAZIONI MERCANTILI

Oggigiorno non si può avere la certezza di riuscire a mantenere un occupazione continuativa nel settore del diporto, per cui conservare anche le certificazioni mercantili ottenute diventa indispensabile.

Purtroppo questo comporta , navigando su unità da diporto, la necessità di effettuare 36 mesi di navigazione nei 5 anni. Non tutti ne hanno la possibilità, sempre a causa dei momenti di crisi che il Paese attraversa.

 

Proposta 4: Anche in questo caso proponiamo di seguire l’esempio di MCA: per rinnovare un qualsiasi certificato è sufficiente effettuare 12 mesi di navigazione negli ultimi 60 nella mansione prevista dal proprio certificato, senza considerare il tonnellaggio dell’unità, o meglio accettando navigazioni su unità >80 GT o 24 m. in lunghezza f.t.

 

       4) MAMS

I certificati MAMS ottenuti a partire dal 2008 recano una data di scadenza quinquennale, a differenza dei certificati degli altri corsi che non hanno indicata alcuna scadenza e vengono rinnovati con la navigazione (12 mesi negli ultimi 60). Per il rinnovo sembra sia necessario recarsi nuovamente ai Centri di addestramento per affrontare una prova pratica, con ulteriore esborso economico e perdita di tempo.

 

Proposta 5: si propone che anche i certificati MAMS possano essere rinnovati con la navigazione effettuata, così come tutti gli altri certificati (antincendio, sopravvivenza e salvataggio, PSSR, First Aid ecc.)

 

 

Per affrontare in modo coerente e continuativo i sopracitati punti ed in genere tutti i problemi relativi ai marittimi del diporto, proponiamo di ripristinare il tavolo lavoro “PERMANENTE” e qualificato, ovvero aperto e limitato ai soli rappresentanti dei marittimi di categoria.

 

 

 

 

 

   Per il Collegio Capitani LC e DM                                Per l’Associazione Marittimi Diporto

 

 

 

 

 

                 Il Delegato                                                                               Il Delegato

        C.l.c. Salvatore Cienzo                                                         C.l.c. Luciano Panizzutt