Con la ratifica da parte di Russia e Filippine della convenzione MLC 2006 ( Maritime Labour Convention 2006) scritta per garantire a tutti i marittimi , a prescindere dalla loro nazionalita’ e da quella della nave su cui sono imbarcati un trattamento economico corretto, degli spazi di lavoro e di cabina adeguati, la possibilita’ di comunicare, usare internet ,rilassarsi, avere adeguate ore di riposo, il collocamento da parte di agenzie certificate etc. ( Si vada a vedere l’articolo 11AB master del 26/3/11 su questo blog e precedenti ) .
Su una cosa vorrei attirare l’attenzione di coloro che sono imbarcati su bandiere estere Tasse sul reddito, contributi pensionistici e contributi per l’assistenza sanitaria.
Per il marittimo italiano , questa e’ sempre stata la regola quando naviga su bandiera italiana, busta paga , irpef da pagare se l’armatore e’ persona fisica . Altrimenti se l’armatore e’ una societa’ e quindi sostituto di imposta , trattenutein busta paga per il pagamento dell’irpef da parte dell’armatore.
I costi per l’armatore per INPS e IPSEMA ( ormai INPS) sono enormi . Tutto questo creava un onere accessorio molto elevato per l’armatore che sceglieva la bandiera italiana e spesso una riduzione sensibile della busta paga del marittimo se paragonata al mercato delle bandiere straniere dove il dovere dell’armatore si esauriva con il pagamento di 12 mensilita’ nette di stipendio .
A dire il vero sarebbe comunque stato dovere del marittimo provvedere a dichiarare i suoi redditi e pagare le relative tasse sul reddito normalmente nel paese di residenza , ma nessuno quasi lo ha mai fatto.
In Italia c’era la famosa circolare che i redditi prodotti da marittimi imbarcati all’estero per piu’ di 198 giorni non erano soggette a dichiarazione dei redditi.
Con la ratifica e la prossima entrata in vigore nel 2013 del MLC 2006 sara’ necessario che il marittimo dimostri che sia stato assolto il pagamento delle tasse sul reddito , i contributi per la pensione e l’assistenza sanitaria. Probabilmente questi costi saranno sostenuti dagli armatori ma sicuramente porteranno ad un livellamento verso il basso degli stipendi dei marittimi imbarcati su bandiere estere , diminuendo il divario tra bandiere italiane ed estere.

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