Ultimamente ho avuto occasione di studiare i documenti relativi ad alcune Commissioni d’Inchiesta per Sinistro Grave.
Le Commissioni sono formate e gestite dall’Autorita’ Marittima, e si occupano di verificare le modalita’ e gli avvenimenti che seguono un sinistro Marittimo Grave.
Dopo un sinistro di qualsiasi genere il Comandante deve provvedere a fare la denuncia di ”Evento Straordinario ” e la Capitaneria di Porto che la riceve avvia un procedimento di ”inchiesta formale ”.
In seguito, se il sinistro si configura come SINISTRO GRAVE , la Commissione di Sinistro Grave verra’ istituita.
Vengono convocate tutte le parti , armatore , comandante, assicurazioni, proprietario, di tutte le unita’ coinvolte nel sinistro , spesso assistite da tecnici periti ed avvocati .
La Commissione procede ad accertare per quanto in suo potere i fatti , vaglia le dichiarazioni ed offre agli attori la possibilita’ di fornire ulteriori informazioni utili a stabilire la cronologia e lo svolgimento dei fatti che hanno preceduto il sinistro.
Se alla fine di questa inchiesta ,la Commissione , ravvisa dei reati , provvede a passare la documentazione al magistrato che istruira’ un processo.
Lo scopo principale della Commissione Sinistri Gravi e’ quella di collaborare a livello nazionale ed a livello internazionale ad aggiornare la casistica dei sinistri marittimi al fine di poter adottare norme sempre piu’ cogenti ed efficaci per prevenirli.
In questo ultimo anno, sono molte le barche da diporto che prendono fuoco ed affondano, ma sono anche anche molti i diportisti che non assolvendo a tutte quelle elementari procedure di controllo e verifica delle buone condizioni del mezzo su cui navigano si trovano in difficolta’ a spiegare perche’ hanno preso il mare nonostante qualcosa che non funzionasse correttamente o perche’ invece di riparare nel primo porto possibile appena hanno avuto sentore di un problema , hanno continuato la traversata ignorando gli allarmi dei sistemi e perdendo la barca.
Troppo spesso , la consuetudine, un po’ di superficialita’, l’abituale fretta , ci fa dimenticare la differenza fondamentale che esiste tra il partire in auto e in barca.
In auto normalmente girata la chiave di accensione e controllato carburante olio e gomme andiamo tranquilli per la nostra strada, il peggio che potrebbe capitarci e’ di restare a piedi.
Uscire in barca , ma sopratutto la responsabilita’ del Comandante che gestisce ed assume la condotta nautica del mezzo , implica ben altri doveri.
Quindi prendete l’abitudine di fare una scrupolosa check list seguendo tutte le indicazioni del libretto di uso che viene normalmente fornito con la barca e con il motore, e tutte le volte prima di partire , controllate tutti i punti della check list e magari segnate a giornale i controlli effettuati. Se avete un problema , di cui non siete in grado di valutare la gravita’ , non rischiate , prendete riparo nel primo porto possibile . Se avete un’avaria , perdete un po’ di tempo ma andate in Capitaneria a fare la dichiarazione do Evento Straordinario ed agite di conseguenza. Vi potra’ sembrare una perdita di tempo ma vi assicuro che non lo e’ .
Ricordate che sul vertice della piramide c’e’ sempre e soltanto il Comandante , non l’armatore che vi dice di andare, ne’ il meccanico che al telefono vi tranquillizza e che le vite delle persone a voi affidate sono insostituibili.
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