DAL BLOG del Comandante Girogio Blandina http://blog.libero.it/Blogini/
by Giorgio Blandina

I senza barca – Marittimi in sofferenza
Post n°224 pubblicato il 22 Maggio 2012 da Blogini

Molti armatori privati non hanno varato la propria imbarcazione per la prossima estate ludica, né hanno intenzione di farlo.
I motivi individuabili sono molteplici: la tassa di possesso, il caro carburante, i costi eccessivi dei porti turistici, dei servizi e del personale, ma tutto ciò a mio modesto avviso è cercare una scusante al vero motivo: “La nautica da diporto in Italia si fonda sull’evasione fiscale”.
Appare a tutti evidente che le paghe dei marittimi (del diporto?) sono ai minimi storici, nemmeno lontanamente paragonabili alle retribuzioni in lirette di una dozzina d’anni fa, che la maggioranza delle direzioni dei porti turistici pur di affittare i posti barca, applichino sconti incentivanti più ci si avvicina alla bella stagione, che per quanto riguarda il carburante basta fare qualche uscita in meno, in luoghi più vicini o a velocità ridotta, che la tassa di possesso è una vera inezia così come il resto delle voci elencabili rispetto al bene posseduto e alla potenza economica del proprietario di un’imbarcazione di lusso; cosa resta? La risposta è fin troppo palese, il controllo incrociato della Guardia di Finanza.
Apro una parentesi, potremmo gioire considerando che quasi certamente l’attività di noleggio prenderà una buona fetta di mercato ma, ahinoi, non si trovano marittimi abilitati, vedi D.M. 121/2005 e relative contraddittorie applicazioni e D.M. 30/11/2007 con soppressione dei titoli professionali, timori che avevo manifestato allora ministro Altero Matteoli, con una lettera firmata da circa trecento operatori del settore, alla quale non è stata proferita risposta, chiudo la dolente parentesi.
Alla luce di queste banalissime considerazioni, desidero porre una domanda: “Sono certi gli armatori senza barca di non ricevere una visita dai finanzieri”?
Senza possedere arti divinatorie, prevedo che i controlli non avverranno in mare, lì ci saranno le solite verifiche fiscali e normative, ma i veri accertamenti saranno compiuti in cantiere.
La domanda di rito sarà: “Perché non ha varato l’imbarcazione”?
A voi le fantasiose risposte, me ne vengono in mente una decina, alcune sono simpatiche, altre meno, resta di fatto che non c’è lavoro, e nonostante le nostra disperate grida di sofferenza che stiamo lanciando da anni, restiamo inascoltati e indifferentemente lasciati alla deriva, così come le numerose interpellanze fatte ai vari governi che si sono succeduti.
Hanno creato un livello di disoccupazione marittimo che non è mai esistito, neanche ai tempi della seconda guerra mondiale.
A porre rimedio, cosa altro stanno aspettando?

Salvatore Mare