Pubblicato su Shipping on line , del Secolo XIX

Un recente articolo sul periodico Dialoghi Tributari , conferma a proposito del tema dell’esclusione dell’Irpef per i marittimi italiani imbarcati su navi battente bandiera estera.
Con l’abrogazione dell’art. 3, comma 3 lett. C del TUIR, per salvaguardare la posizione dei marittimi l’art. 5, comma 5 della legge 88/2001 ha disposto che il comma 8 bis dell’articolo 53 del testo unico delle imposte sui redditi deve interpretarsi nel senso che per i lavoratori marittimi italiani imbarcati su navi battenti bandiera estera, per i quali non è applicabile il calcolo sulla base della retribuzione convenzionale, continua ad essere escluso dalla base imponibile fiscale il reddito derivante dall’attività prestata su tali navi per un periodo superiore a 183 giorni nell’arco di dodici mesi.
La norma di interpretazione autentica riferisce tout court la permanenza del regime di esclusione ai marittimi italiani imbarcati su navi battenti bandiera estera, senza ulteriori specificazioni. In particolare, la norma non guarda alla residenza del datore di lavoro o del dipendente, né al luogo di svolgimento della prestazione.
Ai fini fiscali, la nave diventa il corrispondente del territorio estero nel quale va a lavorare il dipendente mutuando logiche e istituti di diritto della navigazione, per i quali la nave resta soggetta all’ordinamento giuridico di appartenenza, cioè di bandiera.

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