Il Comandante e’ sempre l’ultimo a lasciare la nave in caso di abbandono???


In questi giorni , ho fatto una piccola ricerca per capire se in tutto il mondo vige la stessa norma che obbliga il Comandante di una nave in pericolo ad essere l’ultimo ad abbandonarla.
Della Costa Concordia si e’ lungamente parlato e credo che sia chiaro a tutti che secondo il Codice della Navigazione , ovvero il Codice che raggruppa tutte le norme e leggi relative all’ambito marittimo ,
decisamente e’ un reato perseguibile con anni di galera. E fin qui non ci piove.
Ma cosa succede in atri paesi europei?
Anche per Francia , Belgio ,Lussemburgo , Lettonia e Croazia e’ un reato codificato dalle leggi nazionali e perseguibile.
Per i paesi anglofoni Regno Unito , Stati Uniti e’ una tradizione , una condizione posta dall’onore e dall’onere del rango di Capitano.
Cossi’ la descrive mr , Paul Owen Assistant Secretary General
IFSMA – International Federation of Shipmasters’ Associations
All countries with a seafaring heritage have this Code of Honour that is passed down from generation to generation. It can be said that the term “noblesse oblige” applies – the old phrase of “rank imposes obligations” – is being lost in the modern world.
Addirittura dice che l’unica scusante potrebbe essere se il Comandante fosse incapace di gestire l’emergenza fino alla fine in quanto ferito o morto , allora l’ Ufficiale secondo in comando deve assumere il ruolo ed assicurarsi che tutte le persone affidate alla sua responsabilita’ vengano portare in salvo.
Molto interessante nella storia della marineria Anglo Sassone due casi giuridici , il primo quello dell’ equipaggio dello Yacht MIGNONETTE che nel 1880 in seguito ad un naufragio , si ritrovava a passare 24 giorni su un tender di 4 mtrs, e dopo giorni di terribili privazioni il comandante ed altri due membri dell’equipaggio uccidevano e si nutrivano del giovane steward di bordo, che era in pessime condizioni di salute . Cannibalismo ai fini della sopravvivenza, quando si dice ”mors tua vita mea” dopo qualche giorno venivano recuperati e rientrati a Southampton ammettevano le loro mancanze convinti di aver fatto la cosa giusta e di non essere perseguibili. Dopo viversi gradi di giudizio venivano infine condannati e la sentenza tra le motivazioni diceva cosi’:” Preservare la vita e’ un dovere , a volte il dovere e’ di sacrificarla. Per esempio in guerra dove il dovere di un uomo e’ di morire e non di vivere . Il dovere in caso di naufragio del Comandante e del suo equipaggio nei riguardi dei passeggeri delle donne e dei bambini , come nel nobile caso del Birkenhead , questi doveri impongono la necessita’ morale , non della semplice conservazione della vita ma del sacrificio della propria vita per gli altri.”……
To preserve one’s life is generally speaking a duty, but it may be the plainest and the highest duty to sacrifice it. War is full of instances in which it is a man’s duty not to live, but to die. The duty, in case of shipwreck, of a captain to his crew, of the crew to the passengers, of soldiers to women and children, as in the noble case of the Birkenhead; these duties impose on men the moral necessity, not of the preservation, but of the sacrifice of their lives for others, from which in no country, least of all, it is to be hoped, in England, will men ever shrink, as indeed, they have not shrunk.

E vi siete mai chiesti da dove viene la storia di prima le donne e poi i bambini??
Altro caso giudiziario di una fregata inglese HMS Birkenhead che nel 1852 trasportava truppe e passeggeri , si incagliava ed affondava nel giro di mezz’ora vicino alla costa del Sud Africa. Il Comandante resosi conto che poteva usare solo alcune delle scialuppe di salvataggio e che non ci sarebbe stato spazio sufficiente per tutti ordinava di mettere in mare quelle che potevano essere usate con donne e bambini . I cavalli vennero spinti in mare con la speranza che potessero raggiungere la costa a circa 3 miglia .I soldati ed ai membri dell’equipaggio restarono perfettamente disciplinati in attesa di ordini , eseguendo le manovre necessarie. Resosi conto che non ci sarebbero state sufficienti scialuppe per tutti il Comandante ordino’ di buttarsi in mare e raggiungere le scialuppe dove erano imbarcate donne e bambini. Tuttavia il Comandante del reggimento , nel timore che l’affollamento delle scialuppe ed il panico potesse far ribaltare le scialuppe e mettere cosi’ in pericolo donne e bambini ordino’ ai suoi uomini di restare immobili sul ponte. E cosi’ fu fino a quando l’ HMS Birkenhead affondo’ con il suo prezzo di vite umane scarificate con onore a quell’odine di evacuazione che nei secoli e’ diventato un’imperativo di civilta’ PRIMA LE DONNE ED I BAMBINI” Si apri un processo in seguito , ma venne immediatamente archiviato , non essendo sopravvissuto al naufragio nessun Ufficiale della nave ne’ dei militari. Si salvarono solo donne , bambini,qualche cavallo , un paio di civili e qualche marinaio che era riuscito a raggiungere la riva a nuoto a dispetto degli squali.
Decisamente storie di altri tempi.

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