D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 [c.d. “Decreto Monti”].
(Gazz. Uff. n. 284 del 6 dicembre 2011 S.O. n. 251/L)
TITOLO III
Capo II
Art. 16
Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei
Versione: 2
Modificativo: legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214.
Entrata in vigore:
28 dicembre 2011
IMPOSTA SULLE AUTO DI LUSSO
1. Al comma 21 dell’articolo 23 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo il
primo periodo è inserito il seguente: “A partire dall’anno 2012
l’addizionale erariale della tassa automobilistica di cui al primo periodo è
fissata in euro 20 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a
centottantacinque chilowatt.”.

TASSA ANNUALE DI STAZIONAMENTO IMBARCAZIONI
2. Dal 1° maggio 2012 le unità da diporto che stazionino in porti
marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se
in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa annuale di
stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione di esso, nelle misure
di seguito indicate:
a) euro 5 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 8 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 10 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 30 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 24 metri;
e) euro 90 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
f) euro 207 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
g) euro 372 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
h) euro 521 per le unità con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;
i) euro 703 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.
3. La tassa è ridotta alla metà per le unità con scafo di lunghezza fino a
12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri
ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella
Laguna di Venezia, nonché per le unità di cui al comma 2 a vela con motore
ausiliario.
4. La tassa non si applica alle unità di proprietà o in uso allo Stato e
ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio, ai battelli di
servizio, purché questi rechino l’indicazione dell’unità da diporto al cui
servizio sono posti, nonché alle unità di cui al comma 2 che si trovino in
un’area di rimessaggio e per i giorni di effettiva permanenza in
rimessaggio.
5. Sono esenti dalla tassa di cui al comma 2 le unità da diporto possedute
ed utilizzate da enti ed associazioni di volontariato esclusivamente ai fini
di assistenza sanitaria e pronto soccorso.
5-bis. La tassa di cui al comma 2 non è dovuta per le unità nuove con
targa di prova, nella disponibilità a qualsiasi titolo del cantiere
costruttore, manutentore o del distributore, ovvero per quelle usate
ritirate dai medesimi cantieri o distributori con mandato di vendita e in
attesa del perfezionamento dell’atto.(1)
6. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3 la
lunghezza è misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la
misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto.
7. Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 2 i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità ed i termini di pagamento della tassa, di comunicazione dei dati identificativi dell’unità da diporto e delle informazioni necessarie all’attività di controllo. I pagamenti sono eseguiti anche con moneta elettronica senza oneri a carico del bilancio dello Stato. Il gettito della tassa di cui al comma 2 affluisce all’entrata del bilancio dello Stato.
8. La ricevuta di pagamento, anche elettronica, della tassa di cui al
comma 2 è esibita dal comandante dell’unità da diporto all’Agenzia delle
dogane ovvero all’impianto di distribuzione di carburante, per l’annotazione
nei registri di carico-scarico ed i controlli a posteriori, al fine di
ottenere l’uso agevolato del carburante per lo stazionamento o la
navigazione.
9. Le Capitanerie di porto, le forze preposte alla tutela della sicurezza
e alla vigilanza in mare, nonché le altre forze preposte alla pubblica
sicurezza o gli altri organi di polizia giudiziaria e tributaria vigilano
sul corretto assolvimento degli obblighi derivanti dalle disposizioni di cui
ai commi da 2 a 8 del presente articolo ed elevano, in caso di violazione,
apposito processo verbale di constatazione che trasmettono alla direzione
provinciale dell’Agenzia delle entrate competente per territorio, in
relazione al luogo della commissione della violazione, per l’accertamento
della stessa. Per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso si
applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi; per
l’irrogazione delle sanzioni si applicano le disposizioni di cui al decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la definizione ivi prevista.
Le violazioni possono essere definite entro sessanta giorni dalla elevazione
del processo verbale di constatazione mediante il pagamento dell’imposta e
della sanzione minima ridotta al cinquanta per cento. Le controversie
concernenti l’imposta di cui al comma 2 sono devolute alla giurisdizione
delle commissioni tributarie ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre
1992, n. 546.(2)
10. Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta di cui al
comma 2 si applica una sanzione amministrativa tributaria dal 200 al 300 per
cento dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa dovuta.(2)

IMPOSTA SUGLI AEROMOBILI PRIVATI
11. È istituita l’imposta erariale sugli aeromobili privati, di cui
all’articolo 744 del codice della navigazione, immatricolati nel registro
aeronautico nazionale, nelle seguenti misure annuali:
a) velivoli con peso massimo al decollo:
1) fino a 1.000 kg., euro 1,50 al kg;
2) fino a 2.000 kg., euro 2,45 al kg;
3) fino a 4.000 kg., euro 4,25 al kg;
4) fino a 6.000 kg., euro 5,75 al kg;
5) fino a 8.000 kg., euro 6,65 al kg;
6) fino a 10.000 kg., euro 7,10 al kg;
7) oltre 10.000 kg., euro 7,55 al kg;
b) elicotteri: l’imposta dovuta è pari al doppio di quella stabilita per
i velivoli di corrispondente peso;
c) alianti, motoalianti, autogiri e aerostati, euro 450,00.
12. L’imposta è dovuta da chi risulta dai pubblici registri essere
proprietario, usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio,
ovvero utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’aeromobile, ed è
corrisposta all’atto della richiesta di rilascio o di rinnovo del
certificato di revisione della aeronavigabilità in relazione all’intero
periodo di validità del certificato stesso. Nel caso in cui il certificato
abbia validità inferiore ad un anno l’imposta è dovuta nella misura di un
dodicesimo degli importi di cui al comma 11 per ciascun mese di validità.
13. Per gli aeromobili con certificato di revisione della aeronavigabilità
in corso di validità alla data di entrata in vigore del presente decreto
l’imposta è versata, entro novanta giorni da tale data, in misura pari a un
dodicesimo degli importi stabiliti nel comma 11 per ciascun mese da quello
in corso alla predetta data sino al mese in cui scade la validità del
predetto certificato. Entro lo stesso termine deve essere pagata l’imposta
relativa agli aeromobili per i quali il rilascio o il rinnovo del
certificato di revisione della aeronavigabilità avviene nel periodo compreso
fra la data di entrata in vigore del presente decreto ed il 31 gennaio 2012.
14. Sono esenti dall’imposta di cui al comma 11 gli aeromobili di Stato e
quelli ad essi equiparati; gli aeromobili di proprietà o in esercenza dei
licenziatari dei servizi di linea e non di linea, nonché del lavoro aereo,
di cui al codice della navigazione, parte seconda, libro I, titolo VI, capi
I, II e III; gli aeromobili di proprietà o in esercenza delle Organizzazioni
Registrate (OR), delle scuole di addestramento FTO (Flight Training
Organisation) e dei Centri di Addestramento per le Abilitazioni (TRTO – Type
Rating Training Organisation); gli aeromobili di proprietà o in esercenza
dell’Aero Club d’Italia, degli Aero Club locali e dell’Associazione
nazionale paracadutisti d’Italia; gli aeromobili immatricolati a nome dei
costruttori e in attesa di vendita; gli aeromobili esclusivamente destinati
all’elisoccorso o all’aviosoccorso.
14-bis. L’imposta di cui al comma 11 è applicata anche agli aeromobili non
immatricolati nel registro aeronautico nazionale la cui sosta nel territorio
italiano si protrae oltre quarantotto ore.(1)
15. L’imposta di cui al comma 11 è versata secondo modalità stabilite con
provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro
sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.
15-bis. In caso di omesso o insufficiente pagamento dell’imposta di cui al
comma 11 si applicano le disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 471, e del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.(3)
15-ter. L’addizionale di cui al comma 1 è ridotta dopo cinque, dieci e
quindici anni dalla data di costruzione del veicolo, rispettivamente, al 60,
al 30 e al 15 per cento e non è più dovuta decorsi venti anni dalla data di
costruzione. La tassa di cui ai commi 2 e 3 è ridotta dopo cinque, dieci e
quindici anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto,
rispettivamente, del 15, del 30 e del 45 per cento. I predetti periodi
decorrono dal 1º gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione. Con
decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato è rideterminata l’aliquota di accisa del tabacco da fumo in misura
tale da conseguire un maggior gettito pari all’onere derivante dal presente
comma.(3)

Note:
(1) Comma inserito dalla legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214.
(2) Comma così modificato dalla legge di conversione 22 dicembre 2011, n.
214.
(3) Comma aggiunto dalla legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214.

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