Il naufragio della Costa Concordia dovrebbe far riflettere tutti coloro che lavorano sul mare, che sia su un mercantile , su una nave da crociera o su di uno yacht.
Siamo esseri umani con molte debolezze e poche certezze e siamo propensi a sbagliare piu’ di quanto siamo disposti ad ammettere.
Per questo dovremmo cercare di instaurare delle procedure e seguirle il piu’ fedelmente possibile in ogni momento della nostra attivita’ lavorativa.
Step by step , passo a passo , controllando e verificando quello che facciamo , lasciando poco spazio all’improvvisazione , all’imprevisto ed alla negligenza.
Certo le liste , i tabulati, cosi’ come gli strumenti di navigazione i computer , non sostituiranno mai il giudizio umano , ma se usiamo tutte le fonti di informazione disponibili ,gli strumenti
a nostra disposizione con un giudizio critico , sicuramente minimizziamo i rischi relativi alla navigazione.
Le cattive abitudini che si prendono durante le lunghe ore di guardia sono tante,la musica, magari la telefonata o il cellulare che di notte ti abbaglia per qualche secondo, la troppa confidenza con posti e fondali conosciuti ,il carico di lavoro che inevitabilmente si concentra e si appesantisce nei mesi estivi, e senza rendercene conto , la nostra attenzione , poco a poco scema .
Di un millesimo, di un centesimo , di un decimo , di un’unita’ ma chi puo’ dire quale sia il limite tra una corretta quantita’ di attenzione ed una insufficiente?
Il cattivo esempio che a volte diamo come comandanti a chi lavora con noi non contribuisce a farne dei buoni ufficiali di navigazione , di conseguenza , lo staff che dovrebbe coaudivarci costantemente ed essere piu’ attento e vigile a volte risulta largamente impreparato.
La routine noiosa delle esercitazioni , dell’istruzione del personale appena imbarcato , che per quanto si faccia regolarmente non sara’ mai all’altezza degli eventi che il destino puo’ riservarti in caso di emergenza.
Saremo all’altezza di agire coerentemente con la nostra formazione e con la dignita’ che il nostro ruolo richiede di fronte d un evento straordinario come un incendio, un naufragio un incaglio, vincere la paura ed agire con fredda razionalita’ per minimizzare i danni e salvare passeggeri e l’ equipaggio? Abbiamo l’umilta’ di domandarcelo ogni tanto?
Certamente le esercitazioni aiutano , ma soltanto se vengono svolte con la assoluta coscienza che potrebbe essere in gioco la nostra vita e che non e’ un gioco.
Se oltre alle esercitazioni di emergenza spendiamo del tempo con l’equipaggio a immaginare e discutere scenari di emergenza eventuali e soluzioni , allora quando sara’ il momento verra’ naturale a tutti affrontare la catastrofe con detrminata e fredda efficienza .
Metodo ., disciplina e rigore continueranno ad essere sulle navi l’unica medicina per arginare e limitare i danni dell’errore umano.

buona navigazione