Un breve commento del dott. Marco Massa direttore editoriale di Levante News

I quotidiani liguri vantavano una grande preparazione in campo
marittimo. Cito il Corriere Mercantile che usciva due volte la
settimana con la posizione di tutte le navi iscritte al compartimento
marittimo di Genova. In caso di sinistri o avarie anche di piccole
navi, le redazioni si mobilitavano cercando di raggiungere i
comandanti attraverso Genova-Radio e i familiari, i colleghi. Non
parliamo delle “carrette del mare” (con cui oggi si indicano i barconi
degli immigrati), delle “bandiere ombra” di cui si seguivano vicende e
processi agli agenti degli “armatori fantasma”. Oggi si parla
soprattutto di vicende di mare sotto il profilo economico o
spettacolare (vedi Titanic). Trent’anni fa, ad esempio, sarebbe stato
impossibile leggere su un giornale genovese il termine “cunicoli”
anziché “sentine”. La conseguenza del disinteresse dei giornali, si
riflette sulla pubblica opinione che ignora i problemi dei marittimi
(il voto negato, l’amianto etc, etc). La caduta da un’implcatura a
volte fa più notizia di una caduta in una stiva.