Riceviamo dal Comandante GIORGIO BLANDINA ,Past President del Collegio Nazionale Capitani Lungo Corso e Macchina di Genova e volentieri pubblichiamo , affiche’ tutti si rendano conto che a volte l’impegno e la passione , che poche persone spendono , per la causa comune dei marittimi , comporta molti oneri e pochi onori.

Desidero , manifestare la mia solidarieta’ al collega Giorgio Blandina che durante la sua presidenza ha guidato il Collegio Capitani ad occuparsi delle problematiche di tutti i Marittimi, mercantile diporto e pesca , senza distinzione alcuna identificandoli come naviganti, uomini di mare , a prescindere del mezzo sul quale prestavano la loro opera . Per loro ha speso senza risparmairsi le sue energie per anni in battaglie che oggi gli causano problemi che dovra’ affrontare da solo…

Un invito a tutti a meditare …..

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by Giorgio Blandina
L’armatore Giovanni Fagioli mi ha trascinato in tribunale
Post n°178 pubblicato il 03 Gennaio 2012 da Blogini

Il 12 gennaio alle ore 10:00, presso la sezione penale del Tribunale di Genova, sarò chiamato in udienza per rispondere dell’accusa di diffamazione a mezzo stampa a carico del padrone ed armatore della Finaval S.p.a. Sig. Giovanni Fagioli per un articolo scritto su Vita e Mare nel 2006.
In quel pezzo misi in risalto la scarsa conoscenza da parte del Fagioli delle cause e concause che portarono alla esplosione di una nave chimichiera della Finaval, disastro che causò la morte di due persone rispettivamente di 26 e 36 anni.

Il Fagioli in seguito mi denunciò ed eccomi oggi, finalmente, legittimato ad esprimermi dinnanzi ad una corte giudicante alla quale spiegherò la ragione per la quale il settore marittimo è l’unico tra le imprese commerciali/produttive ad avere il primato dell’aumento dei sinistri ed incidenti pur essendo il settore più redditizio.

Il 12 gennaio non avrò peli sulla lingua forte della mia lunga esperienza di navigante esporrò rischi, ingiustizie e nefandezze a cui noi marittimi siamo sottoposti al solo scopo di mantenere il posto di lavoro.

Non ho paura, spavaldamente difenderò le ragioni della Gente di mare che imbarca per lavorare e non per andare in guerra o per morire a causa di una palese carenza di sicurezza sulle navi.

Sono invece rammaricato dal silenzio delle associazioni di categoria che dovrebbero prima di tutti gli altri farsi portatori di queste ragioni. Alcuni esponenti del consiglio direttivo del Collegio nazionale capitani approvarono e condivisero quell’articolo, oggi gli stessi si comportano come pusillanimi conigli rintanati nella loro tana.

Ho fiducia nel nostro sistema giudiziario, ma sopratutto sono certo di interpetare il pensiero e la volontà della Gente di mare, di quelle persone a cui scorre nelle vene sangue mischiato ad acqua di mare.

Giorgio Blandina