Grande preoccupazione si legge su tutti i giornali da parte del settore produttivo della nautica da diporto e del charter nautico , che la nuova tassa di stazionamento comporti un esodo sia delle imbarcazioni italiane che un minore afflusso di Yachts di bandiera straniera che naviganoe sostano nei nostri porti e nelle nostre marine durante l’estate.
Un primo colpo sostanzioso e’ stato dato recentemente con una applicazione delle norme fiscali sull’esenzione IVA molto restrittiva , che sono state lette dal mondo dello yachting come persecutorie:
Oggi sembra con la norma che e’ in manovra finanziaria relativa alla tassa di stazionamento , che si voglia cancellare il diportismo e l’indotto che questo crea.
Nessuno pero’ si preoccupa per il destino dei marittimi imbarcati che ancora una volta rischiano di rimanere a terra e cedere il proprio posto di lavoro a altri cittadini comunitari , una volta cambiata bandiera e cambiata nazione dove lo yacht staziona , perche’ un armatore Italiano dovrebbe continuare a pagare un marittimo Italiano che gli cosa tra INPS IPSMEMA e Irpef un extra 65% in piu’ di un Inglese ?
Tutto tace da parte delle associazioni che rappresentano i marittimi del diporto.

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