Capitani del Diporto – Accolto il ricorso dal TAR Lazio
Di titomare (del 30/09/2011 @ 20:08:33, in Marso, linkato 134 volte)

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio Sezione Terza Ter, ha accolto il ricorso presentato dal marittimo Di Leva Luigi, associato alla MARSO, contro il diniego della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, di registrazione dell’abilitazione professionale di “Capitano del Diporto” sul libretto di navigazione, in applicazione dell’art. 6 del D.M. 121/2005, ordinando alla stessa Capitaneria di provvedere in tal senso.
Il ricorso è stato presentato dall’avv. Andreina Esposito, consulente legale della MARSO, impegnata con l’associazione per i diritti dei marittimi.
Costituita ad adiuvandum oltre all’Associazione Marinai Sorrentini, anche l’Associazione Professionale Europea Capitani Marittimi d’Italia.
In effetti, la questione riguarda tutti i marittimi italiani del settore, poiché si pone in evidenza l’impossibilità di acquisire il titolo di Capitano del Diporto con l’attuale legislatura che disciplina i titoli professionali del diporto, e la battaglia cominciata dalla MARSO continuerà con l’udienza di aprile 2012, nella quale il TAR dovrà decidere se annullare interamente la previsione del Decreto Ministeriale impugnato. Se tale richiesta sarà accolta, potremo finalmente dire di aver posto le basi per una rivisitazione di tutta la normativa in materia, affinché la stessa sia più confacente alle reali esigenze sia del personale marittimo italiano, sia della navigazione in genere, settore che attualmente è stato fortemente investito dalla crisi, ma che rappresenta ancora una delle punte di eccellenza del nostro Paese.
Nel merito del caso specifico, nonostante Di Leva fosse stato ammesso agli esami di Capitano del Diporto e ritenuto idoneo dalla Direzione Marittima di Bari, la Capitaneria di Porto di Castellammare rifiutava la registrazione, poiché il marittimo non poteva dimostrare l’effettuata navigazione estera breve, né mediante visto dell’Autorità Marittima o Consolare, come richiesto dallo stesso Decreto Ministeriale, né mediante crew list timbrata dalle Autorità Marittime nazionali o estere nei vari luoghi d’approdo delle unità, come suggerito dal Direttore Generale del Dipartimento per i trasporti dello stesso Ministero in risposta alla specifica richiesta della MARSO; ma il TAR ha deciso, con ordinanza del 29/09/2011, che tale diniego fosse illegittimo e Di leva potrà finalmente – dopo oltre 1 anno dagli esami – avere l’abilitazione.

Il pres. Salvatore Mare

 

 

il link per l’ordinanza del TAR:

2011REGRIC