Come registrare la navigazione estera ai soli fini del rinnovo del proprio titolo IMO STCW
Riceviamo e con piacere pubblichiamo la vicenda  di un Collega che dopo molte vicissitudini e’ riuscito a farsi registrare , ai soli fini del rinnovo del suo certificato IMO STCW , la navigazione effettuata  su una unita’ di bandiera estera.
Sembrerebbe una cosa ordinaria , che ognuno di noi dovrebbe poter fare con estrema semplicita’, al momento dello sbarco, purtroppo non sempre e’ cosi’ .
Il comandante dell’unita’ , se all’estero , certifica lo sbarco ed il periodo di navigazione , visto che da anni ormai le autorita’ di bandiera , MCA ed i consolati UK non lo certificano piu’ delegando l’autorita’ al comandante dell’unita’.
Se in territorio Italiano , si puo’ ricorrere all’Autorita’ Marittima e chiedere di certificare lo sbarco ed il periodo  di imbarco apponendo un visto sull’apposito form di discharge cosi’ come negli allegati della circ.17.12.2998 titolo XIII,
quando si e’ all’estero tutto risulta piu’ complicato.
Ma c’e’ speranza,  come leggerete dalla storia del Collega  esiste un precedente a cui potete appellarvi
Dario Savino c.l.c.
Buonasera Comandante.
Vicenda mia personale della annotazione a libretto della navigazione compiuta su una unita’ di bandiera Inglese ( Londra );
ti allego la lettera che ho ricevuto dal MIT a seguito di una mia interpellanza scritta a riguardo delle modalita’ di annotazione della navigazione estera sul libretto.
Dopo il mio sbarco, mi sono presentato in  CP , e loro  volevano che per la annotazione della navigazione gli consegnassi il discharge vistato dal consolato di bandiera e dalla autorita’ Italiana, come da articolo D.1.13 della famosa circolare 17.
Ma, come da circolare allegata proveniente proprio dal ministero dei trasporti, gli inglesi si sa’ che non vistano niente.
Io ero sbarcato all’estero , ed il Consolato Italiano di laggiu’ non ne voleva sapere niente di vidimarmi la navigazione estera.
La CP  insisteva per il discharge vistato, mentre io mi opponevo e reclamavo l’esistenza dell’ articolo  D.2.2 della medesima circolare 17 che di fatto non richiede il discharge nel mio caso che oramai la carriera l’ho fatta, articolo confermato dalla lettera delMIT .
Notare che allegavo all’istanza numerosissimi ruolini  equipaggio , vistati dalle varie autorita’ marittime di tutti i porti scalati in tre anni ( Mediterraneo, mar rosso, golfo persico, oceano indiano etc etc ), ruolini che ovviamente riportavano il mio nome come comandante.
Per farla breve, ho dovuto pagare un avvocato di Roma, perche’ sollecitasse il Ministero ( che mi dava ragione ) a convincere la CP  che ” si poteva fare “.
Alla fine, dopo 3 mesi si sono convinti e mi hanno annotato il tutto, ma solo dopo che dal Ministero gli hanno mandato le prove dell’esito positivo di un precedente analogo gia’ successo in un altra Capitaneria.
 lettera firmata.
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