Sarebbe auspicabile che l’On. Ministro Altero Matteoli

provvedesse a firmare prima possibile la bozza di provvedimento per l adisciplina delle abilitazioni  previste per la navigazione costiera, cosi’ che i marittimi italiani possano lavorare con serenita’ senza dover temere di perdere il titolo iMO STCW ogni volta che vanno a rinnovarlo.

allegato troverete una lettera in cui la dott. ssa Stefania Moltoni  dirigente del MIT , descrive con estrema perizia la situazione attuale e le problematiche relative ai rinnovi dei titoli IMO STCW .

NOTA BENE:

Purtroppo la nota della Moltoni non risolve il problema ma conferma solo un principio ormai accettato anche dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto, ovvero che ai fini del rinnovo del certificato uniforme IMO e’ considerata utile la navigazione effettuata su qualsiasi tipologia di navi, con ciò volendo includere anche le unita’ da diporto e anche se utilizzate per scopo non commerciale.

Resta invece fermo il requisito (citato nella stessa nota della Moltoni) stabilito dall’art. 3 del DM 141/2008 ovvero che la nave deve comunque avere una determinata tonnellata di stazza lorda. Cosi’, ad esempio, per poter rinnovare un certificato uniforme a comandante su navi aventi stazza lorda uguale o superiore a 3000 tonnellate, il marittimo deve, a norma dell’art. 3 citato, navigare per almeno 12 mesi nell’arco di 5 anni su unita’ (ivi incluse quelle da diporto) aventi una stazza lorda almeno superiore a 500 tonnellate. Ma tale condizione, oltre a risultare contraria alla normativa internazionale, comunitaria e nazionale primaria di riferimento, svuota di contenuto e di effetti pratici la riconosciuta possibilità di navigare su “qualsiasi tipologia di nave” posto che, ad esempio nel diporto, praticamente non esistono unita’ al di sopra di 500 tonnellate di stazza lorda.

Anche navi da diporto di lunghezza superiore a 40 metri hanno una tonnellata di stazza lorda < 500.


Il Ministero dei Trasporti, consapevole di questo problema, per venire incontro ai titolari di certificati che hanno trovato lavoro solo su unita’ da diporto, ha più volte scritto interpretando la nozione di “navigazione effettuata su qualsiasi tipologia di navi” nel senso di prescindere dal tonnellaggio della nave.


Il TAR Lazio ha respinto questa interpretazione stabilendo che continua ad applicarsi il requisito del tonnellaggio fissato dall’art. 3 del DM 141/2008.


Si rende quindi necessario un intervento legislativo che modifichi il suddetto DM, per non compromettere il rinnovo dei titoli di una gran numero di personale marittimo che si troverebbe senza lavoro.

MOLTONI

 

 

 

 

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