L’onda sostenibile.

Liberamente tratto e tradotto da The Yacht Report numero di aprile 2011.

In un mondo dove nelle azioni quotidiane , abbiamo tutti sviluppato una coscienza ambientale , e’ stato dimostrato che un diverso approccio allo yachting e’ possibile.

Si chiama TURANDOR PLANET SOLAR , presentato al Monaco Yacht Show del 2010 ed in navigazione intorno al mondo da circa 160 giorni per completarne la circumnavigazione con la sola propulsione dell’ energia solare.

Non e’ fantascienza ma il probabile auspicabile futuro dello yachting. Si tratta di un catamarano costruito in Germania con due scopi , stabilire il record di circumnavigazione ad energia solare e poi essere trasformato in uno yacht di lusso.

31 metri di lunghezza per 15 di larghezza, delle ali di pannelli solari che in navigazione si allargano come quelle dei jet a geometria variabile, 536 m2 di superficie di pannelli solari .

In un giorno ideale in navigazione in Pacifico il potere generato dai pannelli e’ di 550 KW.

E di notte , le batterie garantiscono un’autonomia di 56 ore . Ovviamente sono installati generatori di emergenza per poter manovrare in sicurezza in qualsiasi condizione meteo marine.

Inutile sottolineare che per ottenere questi risultati lo yacht e’ stato costruito ponendo una attenzione estrema ai consumi energetici ed alla loro ottimizzazione se consideriamo che i 20 KWH necessari a far muovere il catamarano su qualsiasi altra barca delle stesse dimensioni servono appena a far funzionare l’aria condizionata.

Sicuramente ci vorranno ancora molti anni prima di veder i nostri mari popolati da yacht con propulsione solare.

Tuttavia oggi , e’ stato dimostrato che una strada alternativa e’ possibile.

Cambiare e diventare energeticamente virtuosi e’ un dovere non piu’ un opzione , cosi’ come facciamo nelle nostre case cambiando le lampadine , anche in quel mondo dorato dello yachting , dove la possibilita’ di consumare indiscriminatamente risorse energetiche e’ una cattiva abitudine consolidata.

Su questo trend di pensiero , dopo il concept design del m/y AEON , si sono concentrati gli sforzi del rinomato cantiere olandese FEADSHIP con la collaborazione di MTU , IMTECH, VOITH e lo stesso Governo Olandese.

L’impronta ecologica di uno yacht dalla culla alla tomba , in tutte le sue fasi ,e’ stata dettagliatamente presa in considerazione , valutando attentamente tutti quegli aspetti che gia’ da adesso possono produrre un sostanziale risparmio ambientale.

In un mondo dove ormai tutti abbiamo acquisito una coscienza ecologica e siamo a conoscenza che qualsiasi azione facciamo oggi lascia un segno indelebile, positivo o negativo nel futuro , nessuno , anche nel mondo sei super yachts , potra’ piu’ sottrarsi alla responsabilita’ di preservare l’ambiente per le future generazioni.

Fedship ed i suoi partner hanno analizzato il ciclo completo di vita di uno yacht, includendo nel peso della sua impronta ecologica tutti gli effetti collaterali ( smog, effetti cancerogeni, buco nell’ozono , consumo di materie prime , riscaldamento globale etc.) che la costruzione, la gestione e la demolizione di uno yacht implicano.

Sono stati presi in considerazione diversi tipi di generatori di energia , convenzionale, ibrido, diesel elettrico e diesel elettrico con batterie. Si e’ evidenziato che se da un lato i sistemi ibrido e diesel elettrico hanno un maggior consumo di carburante del 2% mentre il diesel elettrico con batterie del 6% , questi sistemi usando un carico elettrico costantemente bilanciato ed ottimizzato sui generatori , emettono una quantità inferiore di gas nocivi nell’atmosfera.

Un grosso risparmio energetico si puo’ ottenere , nel dipartimento servizi di bordo , usando led per l’illuminazione , ed ottimizzando i sistemi di aria condizionata con compressori a risparmio energetico ed usando un volano di entalpia che sfrutta l’energia dell’aria di scarico per raffreddare l’aria immessa nel sistema di aria condizionata.

Il design degli scafi, l resistenza aereo ed idro dinamica , i propulsori , la riutilizzazione dei gas di scarico per produrre ulteriore energia , la riduzione ed il lavaggio dei gas di scarico

( come previsto dall’IMO TIER III in vigore dal 2016) tutto cio’ attentamente valutato in un’ottica di ottimizzazione ha prodotto un apprezzabile risultato di un risparmio ambientale del 24%.

Come nel secolo scorso , a poco a poco i bastimenti a vapore hanno soppiantato la navigazione a vela , oggi qualcuno ha avuto il coraggio di indicare la strada da seguire e la responsabilita’ di preservare l’ambiente per la fruizione delle generazioni future alla quale nessuno potra’ sottrarsi.

Dario Savino c.l.c.

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