Interessante e puntuale la relazione del dott. Paolo D’Amico , presidente di CONFITARMA durante la cena del Propeller’s Club tenutasi a Genova il giorno 5.4.11.

 

Gli argomenti toccati hanno spaziato in tutte le direzioni del mondo dello shipping italiano.

Provero’ a riassumere per sommi capi il pensiero di CONFITARMA espresso dal Dott. Paolo D’Amico condita da qualche personale osservazione.

 

La crisi mondiale sembra sia stata affrontata in modo maturo e responsabile da parte degli armatori italiani . La crisi li ha spesso colti in procinto di costruire ed ordinare nuove navi , e la difficolta’ di ottenere credito dalle banche ha sicuramente reso questa crisi ancora piu’ difficile.

Oggi , grazie ad un sostanziale miglioramento dell’accesso al credito rispetto agli ultimi due anni , sembra si possa dire che gli armatori possono guardare con un timido ottimismo al futuro.

Lo sviluppo la crescita dei commerci , legati all’espansione dei mercati cinesi ed alla ricostruzione del post catastrofe giapponese lascia sperare cautamente in una fase di crescita dove l’attuale eccesso di stiva , dovuto alle contrazioni dei traffici mondiali , potra’ probabilmente essere riempito.

Occupazione .Interessanti anche le affermazioni del dott. D’Amico , della carenza di allievi nautici italiani disponibili all’imbarco, affermazione che ci lascia un po’ dubbiosi , ma che lascia ben sperare per l’occupazione. Secondo l’Accademia della Marina Mercantile , quest’anno ci sono state domande per oltre 250 allievi , ma ci sono attualmente fondi per formare soltanto 4 corsi per un totale di 80 allievi ( 40 di coperta e 40 di macchina ) . Ci ha inoltre accennato ad un progetto di CONFITARMA per ovviare il problema, ma di piu’ non ha voluto dire.

Lingua Inglese, al giorno d’oggi non e’ piu’ concepibile che chi lavora nello shipping non sia in grado di esprimersi e scrivere correttamente in inglese.

Scarsi anche gli operatori delle societa’ armatrici , disponibili a viaggiare e vivere per un periodo piu’ o meno lungo all’estero ovvero personale disponibile ad un mondo del lavoro realmente flessibile. Affermazione che decisamente fa meravigliare la platea , visto il continuo parlare di fame di occupazione in Italia.

Costruzioni navali .Sembra sia ormai una realta’ che come nel resto d’europa anche in Italia la cantieristica , ad eccezione delle navi da crociera , e’ in declino e pronta all’estinzione , per incapacita’ di sostenere la competizione a livello prezzi e tecnologia con i cantieri coreani , giapponesi e cinesi.

Pirateria . Il dott.D’Amato ha affermato che urge una decisione da parte del governo relativamente alla possibilita’ di potersi difendere a bordo delle navi italiane dai sempre piu’ frequenti attacchi di pirateria, anche in considerazione dell’ area geografica sempre piu’ vasta in cui questi accadono e della crescente temerarieta’ di questi pirati . Scartata dal ministro della difesa l’uso dei Maro’ che forse sarebbe stata la scelta istituzionale piu’ corretta, si chiede ai politici di approvare norme che consentano agli armatori di poter imbarcare contractors a difesa delle navi. Il dubbio espresso dalla platea dal Com.te Blandina e’ di come si conciliano trasporti di merci pericolose e armi da fuoco a bordo, sinceramente la risposta del dott’ D’Amico e’ stata riduttiva, mettendo la questione sul piano di chi ha un maggiore potenza di fuoco , ovvero i contractors ci hanno garantito che prima di una certa distanza avvertono i pirati , dopo quella distanza li eliminano. Tutti sappiamo ch eil mercato delle armi e’ florido ed accessibile a tutti , specialmente ai pirati, quindi se oggi il contractors puo’ essere in vantaggio perche’ ha il cannone che spara piu’ lontano , nessuno ci garantisce che domani i pirati non si organizzano in una escaltion all’armamento.

Progetto LNG . Esiste un progetto dei giovani armatori relativo all’uso dell’LNG sulle navi come combustibile , cosa che porterebbe ad un risparmio ambientale e nei costi di gestione.

Ci piacerebbe sapere se qualcuno in CONFITARMA ha preso in seria considerazione una rivoluzione copernicana nello shipping saltando direttamente alla propulsione ad idrogeno con autoproduzione a bordo..

Rigassificatori , che in Italia nessuno vuole sulle porprie coste. Avevo letto qualche tempo fa sui giornali della possibilita’ di installarli su navi ancorate , riducendo l’impatto ambientale e paesagistico a terra. Nessuno ne parla piu’?

 

 

RINA . Dolente la constatazione dove si evidenzia che il Registro Italiano pur essendo riconosciuto in tutto il mondo , non e’ riconosciuto per alcune pratiche dalle nostre amministrazioni.

 

Registro Internazionale Italiano . Speriamo che resti cosi’ com’e’ . E’ evidente che grazie a questa norma , molte navi sono ritornate sotto bandiera italiana, e godono di agevolazioni indispensabili a restare competitivi.

 

Istituzioni. Sempre piu’ evidente il fatto che il nostro sistema legislativo ed amministrativo relativo allo shipping, necessita di una urgente semplificazione. Poche chiare regole , applicabili e da far rispettare . Una pulizia profonda di tante norme che ormai non trovano piu’ alcun riscontro e’ inprocastinabile. Sopratutto , a mio parere , andrebbe guardato tutto il settore in maniera globale , prendendo in esame tutto lo shipping con tutte le sue molteplici realta’ ( formazione, marittimi, armatori , spedizionieri , agenti , porti , autorita’ ) per renderlo omogeneo e funzionale.

 

Il mio personale parere che credo di aver ravvisato anche nelle parole della dott.ssa Novella presidente dei giovani di CONFITARMA e’ la necessita’ di maggiore coesione ed unita’ di intenti tra gli armatori stessi , un confronto costruttivo con le amministrazioni ed il potere legislativo , ma sopratutto una chiara volonta’ di rendere competitivo il cluster marittimo innovando, armonizzando tutti i settori coinvolti .

 

Dario Savino c.l.c.