Era gia’ successo in passato che a causa del mancato rinnovo di titoli IMO STCW  qualcuno perdesse l’imbarco e rimanesse  senza lavoro , ma  quattro anni fa , ci si poteva anche permettere di restare disoccupati per qualche mese in attesa che  si   chiarisse la tempesta  normativa innescata dalla applicazione del STCW.

Con la famosa circolare  del 17.12.2008 titolo XIII sembrava che il MIT avesse deciso di cercare di approfondire, dare risposte  e risolvere parte dei  numerosi problemi che l’applicazione  del codice STCW  stava causando ai marittimi italiani.

Oggi succede che un Capitano di lungo corso , in possesso di un titolo IMO STCW come  Comandante > 3000 gt , non ha potuto rinnovare il suo certificato  , in quanto nonostante abbia  navigato per piu’ di 12 mesi , l’unita’ su cui ha navigato era inferiore a 500 gt.

NO IMO , NO PARTY !  Senza il rinnovo del certificato IMO STCW ha dovuto rassegnare le dimissioni, ha perso l’unica fonte di reddito e sostentamento della sua famiglia . E’ il primo a cadere sotto questa nuova interpretazione della circolare in oggetto , ma non sara’ l’unico .

Ora sara’ il caso di interrogarsi e magari chiedere alle nostre autorita’, visto che fino a qualche mese fa   per rinnovare  un titolo IMO STCW  non era preso in considerazione  il g.t. della nave su cui si navigava , ma soltanto i 12 mesi e la funzione , che senso ha  continuare a cambiare l’interpretazione della circolare in oggetto , sempre e soprattutto a danno dei marittimi italiani. 

Sara’ il caso forse di dire basta , a questo stato di cose che continua a penalizzarci , che relega il nostro diritto al lavoro  ad una sorta di concessione feudale, ad una sorta di caporalato esercitato dallo Stato , oggi  si domani no dopodomani forse potrai lavorare. 

Eppure  in una congiuntura modiale e sopratutto nazionale dove l’occupazione dei marittimi  italiani , causa del crollo dei noli , sta diventando sempre di piu’  un miraggio , con la cantieristica navale italiana  sia mercantile che del diporto in profonda crisi , vedi Fincantieri e Baglietto , sembra assurdo che  lo Stato riesca a creare disoccupazione la’ dove esiste  occupazione.

Come trasformare l’oro in letame, o chiudersi gli attributi virili nello stipite della  porta per fare dispetto alla moglie!.

Cosa dobbiamo fare per avere delle norme fatte a misura d’uomo e non viceversa, per essere non garantiti , non  tutelati  nel diritto al lavoro ,  ma almeno non essere costretti a licenziarci da uno Stato cieco , sordo e assente dai reali problemi?

Dario Savino c.l.c.