DM 136 che caos con i titoli di macchina !

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Dal Comandante di Lungo Corso Lorenzo Boscolo riceviamo e volentieri pubblichiamo

DM 136 che caos con i titoli di macchina !
DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 136.
Attuazione della direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare.
Ci eravamo illusi che con la pubblicazione del Dm 6 settembre 2011 si fosse posto la definitiva parola FINE ai titoli così come li avevamo conosciuti, invece , niente di più sbagliato !!
Non entro nel merito se era meglio prima o adesso ma ritengo ci fosse l’esigenza per tutti di capire una volta per tute cosa deva fare un marittimo per rinnovare il proprio titolo professionale, o per uno che si acco- sta alla professione sapere come investire il proprio denaro in modo corretto , se investire nei corsi o meno ecc..
In realtà con l’uscita del DM 136 ai più era sfuggito quanto scritto nell’articolo 24 ovvero negli articoli abrogati in fatti si legge :
ART 24
Disposizioni Abrogative
A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati.
a) il decreto del Presidente della Repubbli- ca 9 maggio 2001, n. 324;
b) il decreto del Presidente della Repubbli- ca 2 maggio
2006, n. 246;
c) il decreto del Presidente della Repubbli- ca 31 marzo
2009, n. 55;
d) gli articoli 248, 249, 250, 251, 253, 253
-bis , 256,266, 267, 268, 270, comma 5, numero 1), lettere a) e b) , e numero 2, lettere a) , b) e d) , 270 -bis , comma 6, numero 1), lettere a) , b) e c) , 271, nu- mero 1, lettera a) , e numero 2, lettera b) , 272, 298, commi 1 e 3, 299 e 300 del regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione (navigazione marittima) di cui al decreto del Presidente della Re- pubblica 15 febbraio 1952, n. 328;
e) decreto del Ministero delle infrastruttu-
re e dei trasporti
23 luglio 2008, n. 141.
2. Sino all’entrata in vigore dei decreti di
cui agli articoli
6, comma 2, e 8, comma 2, continua ad
applicarsi
la disciplina di cui al decreto del Ministe-
ro dei trasporti
30 novembre 2007 e del decreto direttoria-
le 17 dicembre
2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 13 del
16 gennaio 2008.
Da cui si evince :
Art .270 – Meccanico navale di prima classe specializzato : valido solo per la pesca
Art . 270 Bis – Meccanico navale di prima classe : NON può più imbarcare come 1°ufficiale su navi adibite al trasporto merci o rimorchio , né può imbarcare come ufficiale a bordo di passeg- geri, rimorchio o pesca secondo i parametri previsti in precedenza
Art. 271 – Meccanico navale di se- conda classe per motonavi :NON come 1° o 2°ufficiale su navi da carico o da rimorchio nel ton- nellaggio previsto dalla vecchia norma, né come direttore di mac- china su navi da carico o rimor- chio sup ai 1500 CV asse .
Rimane perciò, la possibilità di acquisire i “ vecchi titoli “ e navigare in Navigazione Nazionale , Litoranea / Costiera / Locale o per la Pesca .
Così come è evidente che per assumere il comando o mantenere la possibilità di imbarcare su navi che svolgono navigazio- ne internazionale coloro che sono in pos- sesso dei titoli di cui sopra debbono con-
vertire il proprio titolo in certificazione IMO così come previsto dal DM del 6 settembre 2011 , entro il 6 marzo 2013.
Di seguito abbiamo riportato gli articoli corretti secondo quanto previsto dall’articolo 24 del DM 136 ( in azzurro le parti eliminate )
Al sottoscritto rimangono delle perplessi- tà :
• Si obbliga di fatto tutte le nuove, ma anche le vecchie , unità ad avere la doppia certi- ficazione CV asse e Potenza apparato motore , pena l’impossibilità di imbarcare il personale di macchina che ha il vecchio o il nuovo titolo , a seconda del certificato posse-
duto dalla nave
• Giusta o sbagliata si era scelta
una strada per la classificazio- ne delle competenze di coper- ta e macchina secondo i criteri dettati dalle Direttive Europe- e.
• Al personale con i vecchi titoli verrà richiesto il basic training per l’imbarco sulle mercantili che svolgono co-
stiera o litoranea nazionale ?
• E come figurerà nelle tabelle d’armamento in riferimento alla direttiva europea / circolare nazionale per l’adeguamento delle tabelle
agli standard europei ?
Sperando di aver comunicato almeno qual- che certezza in questo susseguirsi di modi- fiche dove molto spesso si perde il filo o ci si ritrova , dopo lunghe ricerche , sempre al punto di partenza
Art. 270 – Meccanico navale di prima classe specializzato
Per conseguire il titolo di meccanico navale di prima classe spe- cializzato occorrono i seguenti requisiti:
1) essere iscritto nella prima categoria della gente di mare;
2) avere compiuto i ventuno anni di età;
3) possedere il diploma di istituto professionale per le attività
marinare o di istituto professionale per l’ industria e l’ artigianato – settore gente di mare, sezione meccanici navali – di Stato o le- galmente riconosciuti;
4) avere effettuato diciotto mesi di navigazione come addetto
al servizio dell’ apparato motore, dei quali almeno sei su navi a vapore e sei su motonavi.
Il tirocinio di navigazione su navi a vapore può essere sosti- tuito da un periodo di navigazione di eguale durata effettuato al servizio di impianti ausiliari a vapore o da un periodo di lavoro a terra di eguale durata alla condotta di caldaie a vapore;
5) avere sostenuto con esito favorevole un esame secondo i programmi stabiliti con decreto del ministro dei trasporti e della navigazione.

Il meccanico navale di prima classe specializzato può:
1) imbarcare:
a) come secondo ufficiale in servizio di guardia in macchina,
su navi da carico o adibite al rimorchio, dotate di apparato moto- re a combustione interna o a vapore, con esclusione di quelli diesel elettrici o a turbina a gas, di potenza non superiore a 3.500 cavalli asse o 3.800 cavalli indicati;
b) come primo ufficiale in servizio di guardia in macchina, sulle navi di cui al precedente punto a, purché abbia effettuato due anni di navigazione in qualità di ufficiale in servizio di guar- dia in macchina;
c) come ufficiale in servizio di guardia in macchina, su navi adibite alla pesca, di stazza lorda non superiore alle 4.000 tonnel- late, con le esclusioni di cui al precedente punto a.
2) assumere la direzione di macchina:
a) delle navi di cui al precedente punto 1 a, purché dopo il conseguimento del titolo abbia effettuato tre anni di navigazione in qualità di ufficiale in servizio di guardia in macchina;
b) di navi da passeggeri, dotate di apparato motore non supe-
riore agli 800 cavalli asse o ai 900 cavalli indicati, purché dopo il conseguimento del titolo abbia effettuato tre anni di navigazione di cui almeno uno in servizio di guardia in macchina;
c) di navi adibite alla pesca, di stazza lorda non superiore alle 2.000 tonnellate, purché dopo il conseguimento del titolo abbia effettuato almeno tre anni di navigazione, di cui almeno uno in servizio di guardia in macchina;
d) di navi di qualsiasi tipo e potenza di macchina, di stazza lorda non superiore alle 2.000 tonnellate, adibite alla navigazione a distanza non superiore alle venti miglia dalla costa purché dopo il conseguimento del titolo abbia effettuato tre anni di navigazio- ne, dei quali almeno uno in servizio di guardia in macchina.
4. I meccanici e i motoristi navali della marina militare pro- venienti dal servizio permanente, entro cinque anni dall’ invio in congedo, possono conseguire il titolo di meccanico navale spe- cializzato di prima classe, purché abbiano effettuato prima del congedamento una navigazione complessiva di quattro anni in servizio di macchina.
Art. 270 bis – Meccanico navale di prima classe
1. Per conseguire il titolo di meccanico navale di prima classe occorrono i seguenti requisiti:
1) essere iscritto nella prima categoria della gente di mare; 2) avere compiuto i ventuno anni di età;
3) possedere la licenza di scuola media;
4) avere lavorato almeno diciotto mesi in uno stabilimento
meccanico alla costruzione o alla riparazione di
macchine e avere effettuato almeno diciotto mesi di naviga-
zione come addetto al servizio dell’ apparato motore dei quali almeno sei su navi a vapore e sei su motonavi.
2. Il periodo di lavoro in uno stabilimento meccanico alla costruzione o alla riparazione di macchine può essere sostituito da un periodo di navigazione di eguale durata in qualità di opera- io motorista, di operaio meccanico o di capo fuochista.
3. Il tirocinio di navigazione su navi a vapore può essere sostituito da un periodo di navigazione di eguale durata effettuato al servizio di impianti ausiliari a vapore o da un periodo di lavoro a terra di eguale durata alla condotta di caldaie a vapore;
5) avere frequentato, con esito favorevole, dopo il tirocinio di officina e di navigazione un corso integrativo
secondo le modalità e i programmi stabiliti con decreto del ministro dei trasporti e della navigazione di concerto col ministro per la pubblica istruzione;
6) avere sostenuto con esito favorevole un esame secondo i programmi stabiliti con decreto del ministro dei trasporti e della navigazione.
4. Il meccanico navale di prima classe può:
1) imbarcare:
a) come ufficiale in servizio di guardia ai macchinari ausiliari
di bordo su navi di qualsiasi tipo, tonnellaggio o potenza di appa- rato motore e per qualsiasi destinazione;
b) come ufficiale in servizio di guardia in macchina su navi da carico o addette al rimorchio dotate di apparato motore di potenza non superiore a 1.800 cavalli asse o ai 2.000 cavalli indi- cati;
c) come ufficiale in servizio di guardia in macchina su navi adibite alla pesca, di stazza lorda non superiore alle 2.000 tonnel- late;
2) assumere la direzione di macchina:
a) di navi da carico o adibite al rimorchio dotate di apparato motore di potenza non superiore ai 1.800 cavalli indicati purché dopo il conseguimento del titolo abbia effettuato tre anni di navi- gazione di cui almeno uno in servizio di guardia in macchina;
d) di navi da passeggeri dotate di apparato motore di potenza non superiore ai 400 cavalli asse o ai 450 cavalli indicati purché dopo il conseguimento del titolo abbia effettuato tre anni di navi- gazione di cui almeno uno in servizio di guardia in macchina;
c) di navi da pesca di stazza lorda non superiore alle 2.000 tonnellate purché dopo il conseguimento del titolo abbia effettua- to tre anni di navigazione di cui almeno uno in servizio di guardia in macchina;
d) di navi di qualsiasi tipo o potenza di macchina adibite alla navigazione a distanza non superiore alle venti
miglia dalla costa, purché dopo il conseguimento del titolo abbia effettuato tre anni di navigazione dei quali almeno uno in servizio di guardia in macchina.
1. Per conseguire il titolo di meccanico navale di seconda classe per motonavi occorrono i seguenti requisiti:
1) essere iscritto nella prima categoria della gente di mare;
2) avere compiuto i ventuno anni di età;
3) avere conseguito la licenza di scuola media;
4) avere frequentato, con esito favorevole, un corso specializza-
to presso istituti scolastici o altri enti autorizzati dal ministro dei trasporti e della navigazione; avere effettuato, inoltre, diciotto mesi di navigazione al servizio di motori a combustione interna, di potenza non inferiore a 100 cavalli asse;
5) avere sostenuto con esito favorevole un esame secondo i
programmi stabiliti con decreto del ministro dei trasporti e della navigazione.
2. Il meccanico navale di seconda classe per motonavi può: 1) imbarcare:
a) come primo ufficiale in servizio di guardia in macchina su
motonavi da carico o adibite al rimorchio, di potenza non superio- re a 1.500 cavalli asse; e come secondo ufficiale su motonavi da carico o adibite al rimorchio, di potenza non superiore ai 1.800 cavalli asse;
Art. 271 – Meccanico navale di seconda classe per motonavi

b) come ufficiale in servizio di guardia in macchina su motona- vi adibite alla pesca, di stazza lorda non superiore alle 2.000 ton- nellate;
2) assumere la direzione di macchina;
a) su motonavi da carico o adibite al rimorchio, di potenza non superiore a 800 cavalli asse;
b) su motonavi da carico o adibite al rimorchio, di potenza non superiore a 1.500 cavalli asse, purché, dopo il conseguimento del titolo, abbia effettuato almeno due anni di navigazione in servizio di guardia in macchina su motonavi;
c) su motonavi da passeggeri dotate di apparato motore di po- tenza non superiore a 200 cavalli asse;
d) su motonavi adibite alla pesca di stazza lorda non superiore alle 500 tonnellate;
e) su motonavi adibite alla pesca, di stazza lorda non superiore alle 1.000 tonnellate, purché, dopo il
conseguimento del titolo, abbia effettuato almeno due anni di navigazione in servizio di guardia in macchina su motonavi.
3. I secondi capi e i sergenti meccanici e motoristi navali pro- venienti dal servizio permanente o volontario della marina milita- re possono, entro cinque anni dall’ invio in congedo, conseguire il titolo di meccanico navale di seconda classe per motonavi, pur- ché abbiano effettuato almeno tre anni di navigazione in servizio di macchina.

PROBLEMI ANTICHI IN ATTESA DI NUOVE SOLUZIONI!

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La scorsa settimana A.MA.DI. ( Associazione MArittimi Del Diporto ) ha organizzato un incontro con l’onorevole Senatore Enrico Musso , per chiedergli di sensibilizzare i nostri politici su alcuni annosi antichi problemi che per chi lavora nel diporto continuano ad essere motivo di perdita di lavoro. In un momento cosi’ delicato per l’occupazione del settore si auspicherebbe che l’attuale Governo ponesse in essere delle maggiori tutele per i marittimi.

Di Seguito un estratto del comunicato di A.MA.DI.

Difficoltà di rinnovo dei Certificati IMO con l’effettuazione di navigazione su unità da diporto:

Al momento vengono richiesti 36 mesi in 5 anni ( navigazione generica , ovvero effettuata su qualsiasi mezzo tonnellaggio o funzione) , ma i lavoratori assunti con contratti a carattere stagionale non riescono a raggiungere tale soglia.
La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n.136 – Attuazione della direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare. All’Allegato IV si leggono le Condizioni di rinnovo .

Si chiede di poter considerare in ugual modo tutta la navigazione effettuata ai fini del rinnovo ( mercantile , pesca e diporto ) Bisogna pero’ assolutamente evitare un ritorno al passato, dove solo la navigazione nel Diporto Commerciale era considerata valida ai fini del rinnovo escludendo quella effettuata nel diporto ad uso privato.
Altre categorie che potrebbero avere analoghi problemi (stazza delle unità inferiore a quanto previsto) come barcaioli, personale dei rimorchiatori ecc. Questo problema riguarda i Certificati di Coperta come di Macchina.

Esiste poi la possibilità ( prevista dall’ultima revisione della STCW – Manila 2010) di ottenere il rinnovo con soli tre mesi di navigazione negli ultimi sei immediatamente precedenti la scadenza del certificato (Si noti che in questo caso la navigazione deve essere effettuata su navi commerciali, e che comunque non mi risulta che gli emendamenti di Manila siano ancora stati ratificati dal nostro Paese):


Difficoltà di raggiungimento dei requisiti necessari al conseguimento delle certificazioni laddove si richiedono mesi di navigazione “su unità adibite al noleggio”al fine di accedere agli esami

Come si è detto, all’atto di stesura del DM 121/2005 si è ritenuto che solo su yacht dotati di equipaggio professionista si possa presumere che un allievo ufficiale o un mozzo/marinaio riceva un addestramento adeguato; teoricamente su un’imbarcazione ad uso privato, che potrebbe essere comandata dall’Armatore in possesso di sola patente nautica, non vi è la certezza che tale addestramento venga effettuato. Da qui il requisito dei “24 mesi (12 in caso di possesso di Diploma Nautico) effettuati su unità adibite al noleggio” per accedere agli esami per “Ufficiale” e successivamente altri 24 mesi di analoga navigazione per passare da “Ufficiale” a “Capitano” e poi ancora altri 24 per terminare con “Comandante” o “Direttore”.

Stante il momento di grande vitalità della nautica di quegli anni e il crescente numero di unità che si accingevano ad iscriversi al Registro delle Imbarcazioni e Navi destinate al noleggio, la norma non parve eccessivamente penalizzante; oggi è decisamente un ostacolo per la carriera dei molti marittimi che non hanno la fortuna di essere imbarcati su una delle ormai rare unità adibite al “charter”.

Le ipotesi di modifica al DM 121 sono due:

a) togliere dal testo (art.5, 6, 7, 10, 11, 12) dovunque si parla di “imbarcazioni o navi destinate al noleggio” le parole “destinate al noleggio”;

b) come sopra, ma aggiungendo l’obbligo di dimostrare, solo per il primo step (“Ufficiale”), che i mesi di navigazione dovuti debbano essere effettuati su unità dove sia presente un Comandante titolato.

Ovviamente la soluzione b) deve essere in subordine alla soluzione a), da ritenersi comunque più interessante e più agevolmente percorribile.

Fuga delle imbarcazioni e navi da diporto dalle acque nazionali come conseguenza della re-introduzione della Tassa di Stazionamento.

Su questo argomento Lei è stato molto chiaro: senza indicazioni sulla la copertura del mancato gettito (credo sia intorno ai 200 milioni di Euro), è inutile cercare di chiedere la modifica della norma in questione. Dal momento che questo esula dalle nostre (dei marittimi) competenze, quello che possiamo fare è provare a fornire alcuni dati a riprova della a nostro avviso errata valutazione del bilancio benefici/danni che tale provvedimento porterebbe alle casse dello Stato.

- Da dati oggettivi , per una Nave da diporto di 53 metri con 11 persone di equipaggio regolarmente imbarcato, emerge che la perdita secca per lo Stato in caso di rilocazione dell’unità in porto estero, solo in termini di mancati introiti IRPEF, IVA, tributi ed Accise varie, senza considerare ulteriori e peggiori scenari, ammonta a diverse 530.000di Euro a fronte di una tassa di stazionamento di 130.000 che comunque lo Stato non incasserebbe ( fuga oltre confine ). Senza contare il lavoro che vine meno per marine, cantieri, provveditori nautici, artigiani , indotto.

- Da uno studio commissionato da Ucina, Assomarinas e Assonat risulta che le spese dei diportisti per servizi portuali e territoriali generate dai porticcioli ed approdi, direttamente o indirettamente, nel 2009 ammontavano a 3,6 miliardi di euro, su un indotto complessivo di 5 miliardi considerando attività di charter, servizi finanziari, legali, scuole nautiche e intermediazione. Basterebbe il mancato introito dell’IVA su questa cifra per superare di gran lunga la più rosea aspettativa di gettito della Tassa di Stazionamento.

- Abbiamo l’esempio della cosiddetta Tassa-Soru che “per il breve periodo in cui è stata in vigore ha causato in Sardegna la riduzione secca del 35% del fatturato delle aziende legate alla nautica con conseguente danno erariale, senza contare che l’esazione costò il doppio dell’incasso e che la Regione è ancora in debito nei confronti di chi ha fatto ricorso , perché fu dichiarata incostituzionale”(fonte: Roberto Neglia – Nautica – Ucina). Di seguito un articolo in proposito:

L’imposta sullo scalo turistico degli aerei e delle imbarcazioni da diporto, introdotta da una legge tributaria della regione Sardegna nel 2006 e, successivamente, cancellata dalla Finanziaria 2009, che grava sulle persone fisiche e giuridiche che hanno il proprio domicilio fiscale al di fuori del territorio dell’isola, viola il diritto comunitario perché non in linea con il principio della libera prestazione dei servizi e costituisce un aiuto di Stato.
Questo il dispositivo finale della Corte di giustizia europea emesso con la sentenza riguardante la causa (C-169/08) che vede contrapposti la Presidenza del consiglio dei Ministri e la regione Sardegna. A rivolgersi alla Corte europea è stata la Corte costituzionale italiana che, dopo essersi pronunciata, con sentenza n. 102/2008, sulle questioni di legittimità costituzionale sollevate da due ricorsi presentati dalla Presidenza del consiglio, dichiarandole inammissibili o infondate per quanto attiene l’attuazione dell’articolo 117 della Carta costituzionale, ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte Ue le questioni pregiudiziali riguardanti l’interpretazione degli articoli 49 CE e 87 CE.

- La fuga delle barche dai nostri porti avrebbe pesanti ripercussioni sull’occupazione: si stima che il turismo nautico nel suo complesso coinvolga circa 70.000 operatori, per lo più giovani e per la maggior parte in Liguria e Toscana.

- La tassa non distingue tra unità ad uso privato e unità utilizzate per scopi commerciali (esempio: noleggio, assistenza Sub, Scuole nautiche ecc.); analogamente a quanto avviene per i mezzi di trasporto terrestre (es.: autobus), anche i mezzi nautici dovrebbero godere delle esenzioni tipiche degli strumenti di lavoro.

Le vorrei poi rammentare l’ipotesi, a nostro avviso molto interessante, formulata da un partecipante dell’incontro di Genova., di agganciare il computo dell’eventuale tassa di stazionamento al numero di marittimi regolarmente imbarcati, prevendendo una serie di sconti in funzione della forza dell’equipaggio e così facendo incentivando le assunzioni.

TESTO ORIGINALE DEL COMUNICATO A.MA.DI.
AMADI COMUNICATO

Dal CLC LORENZO BOSCOLO DI VENEZIA UNA ACCURATA ANALISI DEI NUOVI TITOLI COSTIERI E IL DL 136

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IL Comandante di Lungo Corso Lorenzo Boscolo ,
Esperto di settore e membro dei tavoli sui titoli professionali IMO STCW presso il MIT ed IL Comando Generale delle Capitanerie di Porto
Ha recentemente pubblicato sul Salvagente n3 una accurata ed attenta analisi della evoluzione ed i passaggi necessari per conseguire i Titoli IMO e procedere nella carriera alla luce delle recenti normative.
Molto importante per molti padroni marittimi e marinai autorizzati la tabella dove si chiariscono i termini della transizione dai vecchi ai nuovi titoli.
Ringrazio il Comandante Boscolo per aver messo a disposizione della comunita’ le sue capacita’ e conoscenze.





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